
Sei un soggetto portatore di invalidità completa, e/o hai una reale incapacità a deambulare in autonomia senza l’aiuto di un accompagnatore, che ti rende impossibile anche compiere gli atti quotidiani della vita?
La Repubblica Italiana, a scapito di quel che (spesso, faziosamente) si dice, ha in realtà un welfare sociale estremamente avanzato, tale da non lasciare indietro cittadini o residenti regolari che hanno oggettive difficoltà di invalidità totale, di deambulazione o di semplice vita quotidiana.
La Legge 11 febbraio 1980, n. 18, difatti, consente di richiedere, a carico dell’INPS, un assegno di accompagno, su base mensile, istituito proprio per aiutare chi, senza volerlo, non è in grado di provvedere da solo alla propria mobilità o normale vita di tutti i giorni.
Se dunque sei già portatore di invalidità totale, oppure hai un’invalidità che non ti permette l’autonomia quotidiana, e/o di deambulare non accompagnato, leggi pure questa pagina: è stata scritta dalla Dott.ssa Giovanna Broccio, Medico Geriatra, proprio per aiutarti a capire come fare per far valere i tuoi diritti garantiti dalla Legge.
Cos'è l'indennità di accompagnamento e qual è il suo fondamento normativo?

L'indennità di accompagnamento è una prestazione economica di natura assistenziale erogata dall'INPS, istituita dalla Legge 11 febbraio 1980, n. 18 e successivamente modificata dalla Legge 21 novembre 1988, n. 508.
A differenza di molte altre prestazioni assistenziali, l'indennità di accompagnamento è completamente indipendente dal reddito del richiedente: non vi sono limiti di reddito per ottenerla, non è soggetta a tassazione IRPEF e non viene conteggiata ai fini del calcolo dell'ISEE ordinario, pur rientrando nell'ISEE sociosanitario rilevante per l'accesso a prestazioni residenziali e semiresidenziali.

Spetta sia ai cittadini italiani che agli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, senza limiti di età , dalla nascita fino alla morte.
Va precisato che l'indennità di accompagno non è incompatibile con lo svolgimento di attività lavorativa, salvo ovviamente che questa non dimostri il superamento delle condizioni di non autosufficienza che ne hanno determinato il riconoscimento.
L'indennità di accompagno è cumulabile con la pensione di inabilità (invalidità ), con la pensione ordinaria, con la pensione ai superstiti e con qualsiasi altro trattamento pensionistico o assistenziale.
Quali sono i requisiti sanitari per il riconoscimento?

I requisiti sanitari per il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento sono definiti in modo preciso dalla legge e richiedono che la Commissione Medica INPS accerti due condizioni alternative tra loro.
La prima è l'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore, indipendentemente dall'utilizzo di ausili come bastoni, carrozzina o deambulatori: l'elemento determinante è la necessità di una persona che accompagni fisicamente il soggetto.

La seconda è l'impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza continua, intendendo con questa espressione la necessità di un supporto costante per le attività di base come alimentarsi, lavarsi, vestirsi e provvedere ai bisogni fisiologici.
Il requisito è quindi strettamente funzionale e non meramente diagnostico: non è sufficiente avere un'invalidità del 100% per ottenere l'accompagno se si è ancora in grado di deambulare autonomamente e di badare a sé stessi.
Viceversa, è possibile ottenere l'accompagno anche in presenza di una patologia che, pur non determinando un'invalidità totale in senso lavorativo, comporti una dipendenza totale per le attività quotidiane di base.
Quale documentazione è necessaria per la richiesta?

Il percorso per richiedere l'indennità di accompagnamento coincide con quello per il riconoscimento dell'invalidità civile e inizia con il certificato medico introduttivo che il Medico di Medicina Generale o il Medico Specialista curante compila telematicamente sul portale INPS.
In questo certificato devono essere descritte in modo dettagliato le patologie presenti e le limitazioni funzionali che queste comportano, con particolare enfasi sulla perdita dell'autonomia nella deambulazione e negli atti quotidiani, requisiti essenziali per richiedere l'indennità di accompagno.

Alla documentazione di base (cartelle cliniche, referti specialistici, lettere di dimissione) è opportuno aggiungere una relazione clinica specifica che descriva in modo analitico le attività che il paziente non è in grado di compiere autonomamente.
Per i pazienti con deterioramento cognitivo da demenza o grave disabilità intellettiva, la relazione del Medico Neurologo o del Medico Geriatra deve documentare esplicitamente l'incapacità di gestire autonomamente le proprie necessità di base.
Per i pazienti con gravi disabilità motorie, la relazione del Medico Fisiatra o del Medico Neurologo deve descrivere il livello di dipendenza funzionale con eventuali scale standardizzate come l'Indice di Barthel.
A quanto ammonta l'indennità di accompagno e come viene erogata?

L'importo dell'indennità di accompagnamento viene rivalutato annualmente dall'INPS in base all'indice ISTAT dei prezzi al consumo.
L'indennità viene corrisposta per dodici mensilità l'anno, senza interruzioni nei mesi estivi, ed è erogata indipendentemente dal numero di giorni di ricovero ospedaliero, con la sola eccezione del ricovero in strutture residenziali con rette a totale carico dello Stato o degli enti pubblici, nel qual caso l'erogazione viene sospesa.

Il pagamento viene effettuato dall'INPS direttamente all'avente diritto mediante bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale.
In caso di incapacità giuridica del beneficiario, il pagamento può essere disposto a favore del tutore, del curatore o dell'amministratore di sostegno regolarmente nominato dall'Autorità Giudiziaria.
Esistono altre prestazioni correlate previste dalla normativa italiana?

Il sistema normativo italiano prevede diverse prestazioni economiche legate alla non autosufficienza e alla grave disabilità che si affiancano all'indennità di accompagnamento.
Per i ciechi assoluti è prevista una specifica indennità di accompagnamento ai sensi della Legge 382/1970, mentre per i ciechi parziali (ipovedenti) fa riferimento la Legge 28 marzo 1968, n. 406.

Per i sordomuti è prevista l'indennità di comunicazione disciplinata dalla Legge 26 maggio 1970, n. 381.
Per i minori con difficoltà persistenti nelle funzioni proprie dell'età è prevista l'indennità di frequenza ex Legge 11 ottobre 1990, n. 289.
Per le persone con disabilità grave ai sensi dell'art. 3 comma 3 della Legge 104/1992 sono previsti permessi lavorativi retribuiti e agevolazioni fiscali.
Le Regioni e i Comuni possono inoltre integrare le prestazioni statali con interventi economici aggiuntivi nell'ambito dei Piani di Zona e del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza (FNA).
Come iniziare il percorso per richiedere l'indennità di accompagno?

Il certificato medico introduttivo, obbligatorio per iniziare l'iter burocratico e amministrativo per l'indennità di accompagno, può essere redatto e trasmesso telematicamente all'INPS dal Medico di Medicina Generale o da qualsiasi Medico specialista abilitato attraverso il portale INPS.
Il primo passo da fare, dunque, è rivolgersi a un Medico certificatore abilitato: il Medico di Medicina Generale (medico di base) oppure un Medico specialista, come il Medico Geriatra, il Medico Fisiatra, il Medico Neurologo, o qualsiasi altro specialista che abbia in cura il paziente e ne conosca la condizione clinica.

È il Medico certificatore a redigere e trasmettere telematicamente all'INPS il certificato medico introduttivo, che descrive le diagnosi, le limitazioni funzionali e la documentazione clinica a supporto della richiesta.
In molti casi è preferibile affidarsi allo specialista che segue il paziente nel tempo, poiché ha una conoscenza più approfondita del quadro clinico e può corredare il certificato con la documentazione più rilevante.
Una volta emesso il certificato introduttivo, il Medico fornisce al paziente un numero di ricevuta, con il quale si può procedere alla presentazione della domanda formale all'INPS.
La domanda può essere presentata;
- Online, accedendo al portale INPS con SPID, CIE o CNS;
- Tramite un Patronato (CAF, ACLI, ITAL, ecc.), opzione consigliata per chi non ha dimestichezza con le procedure digitali;
- Tramite associazioni di categoria riconosciute, come ANMIC (invalidi civili), ENS (non udenti), UIC (non vedenti), ANFASS (disabilità intellettive)
Nella domanda vengono inseriti anche i dati socioeconomici: eventuale ricovero in corso, svolgimento di attività lavorativa, modalità di pagamento prescelta (conto corrente, libretto postale, carta prepagata con IBAN).
La visita della Commissione medico-legale dell'INPS: come funziona?

Dopo la presentazione della domanda, l'INPS convoca il richiedente per una visita di accertamento sanitario presso la Commissione medico-legale territorialmente competente.
La Commissione valuta il grado di invalidità civile, la capacità di deambulazione autonoma e la capacità di svolgere autonomamente gli atti quotidiani della vita.

È possibile, anzi consigliabile, farsi accompagnare da un Medico di fiducia durante la visita, che può assistere il paziente e integrare le informazioni cliniche eventualmente richieste dalla Commissione.
Alla visita medico-legale è assolutamente raccomandato portare con sé tutta la documentazione sanitaria disponibile: più la cartella clinica è completa, più la valutazione sarà accurata.
Al termine della procedura, l'INPS invia al richiedente il verbale di invalidità civile tramite raccomandata A/R o PEC, indicando: la percentuale di invalidità riconosciuta, l'eventuale riconoscimento del diritto all'indennità di accompagnamento e la decorrenza della prestazione.
Se il diritto viene riconosciuto, l'indennità viene erogata a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.
Cosa succede se la domanda d'indennità d'accompagno viene respinta?

In caso di esito negativo o di verbale ritenuto non corrispondente alle reali condizioni del paziente, è possibile presentare domanda di aggravamento, se le condizioni cliniche sono peggiorate, o proporre ricorso in sede giudiziaria, con l'assistenza di un avvocato o di un patronato.
È importante sapere che, finché è pendente un ricorso, non è possibile presentare una nuova domanda per la stessa prestazione, salvo che le condizioni cliniche siano nel frattempo peggiorate: in tal caso è possibile presentare una domanda di aggravamento, che costituisce un fatto nuovo distinto rispetto all'oggetto del ricorso in corso.

Quanto tempo occorre prima che la Commissione medico-legale dell'INPS concluda la procedura per l'indennità di accompagno?

I tempi variano in base alla sede INPS territoriale e al carico di lavoro delle commissioni.
In media, dalla domanda all'erogazione possono trascorrere da tre a sei mesi, talvolta di più.

Proprio per questo è importante non ritardare l'avvio della procedura.
Pensi di essere idoneo per richiedere la condizione di invalidità ? La Dott.ssa Giovanna Broccio può aiutarti
Il tuo Medico Geriatra a Milano
La Dott.ssa Giovanna Broccio è un Medico Chirurgo, Specialista in Geriatria, che da anni si è perfezionata nel complesso sistema normativo italiano che regola le procedure per il riconoscimento della condizioni di invalidità e di accompagno.
La Dottoressa potrà dunque valutare la tua condizione con una visita medica specifica proprio preparatoria alla richiesta di invalidità , raccogliendo ed analizzando razionalmente tutta la tua documentazione medica e diagnostica, aiutandoti a preparare e ad inviare correttamente richiesta di invalidità all’INPS per mezzo del certificato medico introduttivo.
Per aiutarti a stare meglio, anche in età avanzata
Non di meno, la Dott.ssa Giovanna Broccio potrà aiutarti e supportarti durante la visita medica della Commissione come consulente di parte, affinché tu possa vederti riconosciuto, ove effettivamente persista, il tuo giusto diritto civile e legale.
Affinché la terza età non sia una condanna, ma una stagione della vita da vivere al meglio, esattamente come tutte le altre.
FAQ (domande frequenti)
Spetta sia ai cittadini italiani che agli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, senza limiti di età , dalla nascita fino alla morte.
È completamente indipendente dal reddito del richiedente: non vi sono soglie di reddito per ottenerla, non è soggetta a tassazione IRPEF e non viene conteggiata ai fini del calcolo dell'ISEE ordinario.
La prima è l'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore, indipendentemente dall'utilizzo di ausili come bastoni, carrozzina o deambulatori.
La seconda è l'impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza continua, come alimentarsi, lavarsi, vestirsi e provvedere all'eliminazione urinaria e fecale.
Il requisito è strettamente funzionale e non meramente diagnostico: non è sufficiente avere un'invalidità del 100% se si è ancora in grado di deambulare autonomamente e di badare a sé stessi.
Non è incompatibile con lo svolgimento di attività lavorativa, salvo che questa non dimostri il superamento delle condizioni di non autosufficienza che ne hanno determinato il riconoscimento.
In questo certificato devono essere descritte in dettaglio le patologie presenti e le limitazioni funzionali, con particolare enfasi sulla perdita dell'autonomia nella deambulazione e negli atti quotidiani.
Alla documentazione di base — cartelle cliniche, referti specialistici, lettere di dimissione — è opportuno aggiungere una relazione clinica specifica che descriva le attività che il paziente non è in grado di compiere autonomamente.
Per i pazienti con deterioramento cognitivo o gravi disabilità motorie è utile una relazione del Neurologo o del Fisiatra con scale standardizzate come l'Indice di Barthel.
In molti casi è preferibile affidarsi allo specialista che segue il paziente nel tempo — come il Medico Geriatra, il Medico Fisiatra o il Medico Neurologo — poiché ha una conoscenza più approfondita del quadro clinico e può corredare il certificato con la documentazione più rilevante.
Una volta emesso il certificato introduttivo, il Medico fornisce al paziente un numero di ricevuta con cui presentare la domanda formale all'INPS.
In alternativa è possibile rivolgersi a un Patronato (CAF, ACLI, ITAL, ecc.) — opzione consigliata per chi non ha dimestichezza con le procedure digitali — oppure tramite associazioni di categoria riconosciute come ANMIC, ENS, UIC o ANFASS.
Nella domanda vengono inseriti anche i dati socioeconomici: eventuale ricovero in corso, svolgimento di attività lavorativa e modalità di pagamento prescelta.
La Commissione valuta il grado di invalidità civile, la capacità di deambulazione autonoma e la capacità di svolgere autonomamente gli atti quotidiani della vita.
È possibile — anzi, consigliabile — farsi accompagnare da un Medico di fiducia durante la visita, che può assistere il paziente e integrare le informazioni cliniche.
Alla visita è assolutamente raccomandato portare tutta la documentazione sanitaria disponibile: più la cartella clinica è completa, più la valutazione sarà accurata.
L'indennità viene corrisposta per dodici mensilità l'anno, senza interruzioni nei mesi estivi, ed è erogata indipendentemente dal numero di giorni di ricovero ospedaliero, con la sola eccezione del ricovero in strutture residenziali con rette a totale carico dello Stato.
Il pagamento viene effettuato mediante bonifico domiciliato o accredito su conto corrente bancario o postale. In caso di incapacità giuridica del beneficiario, il pagamento può essere disposto a favore dell'amministratore di sostegno regolarmente nominato.
È importante sapere che, finché è pendente un ricorso, non è possibile presentare una nuova domanda per la stessa prestazione, salvo che le condizioni cliniche siano nel frattempo peggiorate: in tal caso si può presentare una domanda di aggravamento, che costituisce un fatto nuovo distinto rispetto all'oggetto del ricorso in corso.
In media, dalla domanda all'erogazione possono trascorrere da tre a sei mesi, talvolta di più.
Se il diritto viene riconosciuto, l'indennità viene erogata a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, indipendentemente dalla data della visita o del verbale.
Proprio per questo è importante non ritardare l'avvio della procedura.
Per aiutarti nei tuoi diritti, sempre

Il percorso normativo che porta un paziente fragile e in stato di reale bisogno a vedersi riconosciuti i diritti dello stato sociale, come l'assegno di invalidità o l'indennità di accompagno, spesso spaventa, poiché è percepito come lungo, farraginoso, complicato, dispersivo.
In realtà , la normativa italiana, che va ricordato essere comunque una delle più avanzate del mondo in quanto a tutela delle persone con disabilità , è molto chiara e diretta, anche se ad occhio non esperto può apparire complessa e farraginosa.
Proprio per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio si è perfezionata nelle valutazioni cliniche per pazienti non autosufficienti o in condizione di reale bisogno assistenziale, dovuto a un handicap fisico o psichico, che hanno bisogno di concreto aiuto per iniziare il percorso che può portarli ad un sussidio assistenziale.

La Dottoressa potrà visitare te o uno dei tuoi cari e stabilire se vi siano davvero le condizioni per richiedere una prestazione assistenziale INPS, come l'assegno di invalidità o accompagno e, nel caso, provvedere all'invio telematico del certificato medico introduttivo, obbligatorio per iniziare la richiesta normativa.
Il certificato medico introduttivo è un documento clinico-amministrativo previsto dalla normativa italiana in materia di invalidità civile e disabilità : è il documento che il Medico curante (di Medicina generale o specialista, come la Dott.ssa Broccio) deve compilare e trasmettere telematicamente all'INPS prima che il paziente presenti la domanda di accertamento dell'invalidità civile, cecità , sordità , handicap (L. 104/92) e/o disabilità (D.Lgs. 62/2024).
Il certificato medico introduttivo apre il procedimento amministrativo: senza questo certificato il cittadino non può avviare la domanda online sul portale INPS, e pertanto il suo invio è necessario per avviare l'iter che può portare al riconoscimento dell'invalidità o dell'indennità d'accompagno.
Per tutti i tuoi problemi in età avanzata, una Dottoressa amica

La Geriatria è la branca specialistica dedicata alla diagnosi, cura e riabilitazione del paziente anziano, con particolare attenzione alla complessità multidimensionale tipica di questa fascia d'età : polipatologia, politerapia, fragilità , decadimento cognitivo, rischio di perdita dell'autonomia.
I benefici preventivi della moderna Medicina Geriatrica sono la prevenzione secondaria delle complicanze di patologie croniche (scompenso cardiaco, BPCO, diabete, osteoporosi), la prevenzione delle cadute con programmi di esercizio fisico, la revisione farmacologica, la valutazione dell'ambiente domestico, le vaccinazioni raccomandate nell'anziano (influenza, pneumococco, herpes zoster, COVID-19) nonché il monitoraggio nutrizionale per prevenire la sarcopenia.
In sostanza, la Geriatria si pone come obiettivo ultimo non solo il prolungamento della vita, ma il perseguire uno stato di alto benessere, che deve durare il più possibile e che deve andare di pari passo con una qualità generale dell'esistenza apprezzabile, intervenendo prontamente sia nella prevenzione che nella cura dei problemi della terza età .

La Medicina Geriatrica però non è solo preventiva, ma comporta benefici funzionali e sulla qualità della vita del paziente.
Il mantenimento o recupero dell'autonomia nelle attività quotidiane (ADL/IADL), la riduzione del rischio di istituzionalizzazione precoce, il supporto al caregiver familiare con indicazioni pratiche e orientamento ai servizi, la pianificazione anticipata delle cure in paziente con patologie evolutive, la cura efficace delle maggiori condizioni di pericolo della persona anziana, che spesso presenta diverse comorbilità che rendono la sua gestione compito del Medico specialista ben preparato.
Per tutte queste attività , puoi sempre contare sull'aiuto della Dott.ssa Giovanna Broccio: non ti lascerà mai solo, te o il tuo familiare bisognoso di cure e di supporto.
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Lo Studio Medico Salus Mea della Dott.ssa Giovanna Broccio si trova a Milano, in Via Padova, 95 (quartiere NoLo, Nord di Loreto).
La Dottoressa eroga, nel suo ambulatorio, sia visite di Medicina Geriatrica che visite atte a stabilire l'idoneità alla richiesta di invalidità o accompagno INPS.
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lo Studio Medico Salus Mea della Dott.ssa Giovanna Broccio si trova proprio nel cuore di NoLo, il quartiere a nord di Piazzale Loreto facilmente raggiungibile sia con mezzi di superficie (linea 56, fermata Via Padova-Via Esterle) che con la linea metropolitana MM1 (Linea Rossa) fermata Pasteur (circa 300 metri a piedi) o MM2 (Linea Verde) fermata Cimiano (circa 500 metri a piedi).
se vuoi raggiungerci in autovettura, ricorda che lo studio è fuori dalla Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi non ti servirà il pass per entrare, ma la tua vettura deve comunque rispettare gli obblighi ecologici dell'Area B (qui maggiori informazioni sul sito del Comune di Milano).
se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale e prendere la linea MM2 (Linea Verde), direzione Gessate-Cologno Nord, fino alla fermata Loreto per poi prendere la linea 56 e scendere a Via Padova-Via Esterle (circa 10 minuti di viaggio totale metro-bus).
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- L'indennità di accompagnamento è una prestazione assistenziale dell'INPS istituita dalla Legge 11 febbraio 1980, n. 18 per sostenere chi non è autosufficiente;
- Spetta sia ai cittadini italiani sia agli stranieri regolarmente soggiornanti, senza limiti di età , dalla nascita fino alla morte;
- È completamente indipendente dal reddito del richiedente, non è soggetta a tassazione IRPEF e non rientra nel calcolo dell'ISEE ordinario;
- È cumulabile con la pensione di invalidità , con la pensione ordinaria, con la pensione ai superstiti e con qualsiasi altro trattamento pensionistico o assistenziale;
- Non è incompatibile con lo svolgimento di attività lavorativa, salvo che questa dimostri il superamento delle condizioni di non autosufficienza;
- Per ottenerla occorre il riconoscimento di una delle due condizioni alternative: impossibilità di deambulare senza accompagnatore o impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita;
- Il requisito è funzionale e non meramente diagnostico: non basta avere un'invalidità del 100% se si è ancora autonomi nelle attività di base;
- Il percorso inizia con il certificato medico introduttivo redatto dal Medico di Medicina Generale o da uno specialista (Geriatra, Fisiatra, Neurologo) sul portale INPS;
- Per i pazienti con deterioramento cognitivo o gravi disabilità è opportuna una relazione clinica specifica che documenti l'incapacità di gestire le necessità di base;
- Per le disabilità motorie è utile una relazione del Fisiatra o del Neurologo con scale standardizzate come l'Indice di Barthel;
- L'importo viene rivalutato annualmente dall'INPS in base all'indice ISTAT ed è corrisposto per dodici mensilità l'anno, anche durante i ricoveri ospedalieri;
- Il pagamento avviene tramite bonifico domiciliato o accredito su conto corrente bancario o postale; in caso di incapacità giuridica può essere erogato all'amministratore di sostegno;
- Esistono prestazioni correlate: l'indennità per ciechi assoluti (Legge 382/1970), l'indennità di comunicazione per i sordomuti e l'indennità di frequenza per i minori;
- Le persone con disabilità grave ex art. 3 comma 3 della Legge 104/1992 hanno diritto a permessi lavorativi retribuiti e ad agevolazioni fiscali;
- Regioni e Comuni possono integrare le prestazioni statali con interventi economici aggiuntivi nell'ambito del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Giovanna Broccio il giorno:
martedì 2 giugno, 2026
La Dott.ssa Giovanna Broccio è un Medico Chirurgo specialista in Geriatria, cioè quella branca della Medicina che studia e cura le condizioni di salute della persona anziana.
La Dottoressa è perfezionata nella valutazione multidimensionale dell'anziano, nei disturbi di demenza senile ed iper-aggressività , nelle condizioni di delirium e decadimenti cognitivi, anche quelli in esordio.
Nel corso della sua costante ricerca scientifica volta la benessere del paziente anziano, soprattutto in condizioni particolari di fragilità e mancato supporto famigliare, la Dottoressa ha approfondito la normativa italiana che garantisce un decoroso supporto per le persone non auto-sufficienti oppure invalide civili, grazie alle prestazioni di assistenza sociale come ad esempio l'indennità d'accompagno e l'assegno d'invalidità .
Per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio, oltre che predersi cura davvero a 360° della persona anziana, può aiutarti anche ad iniziare il lungo iter per richiedere, qualora le condizioni psico-fisiche lo consentano, il riconoscimento dell'invalidità civile o del sostenamento economico dell'accompagno, non lasciandoti mai solo per tutta la durata del procedimento amministrativo o, nel caso, anche giudiziario.
Tutte le visite d'invalidità INPS che svolge la Dottoressa sono accompagnate, qualora ella lo ritenesse clinicamente fondato, nella compilazione e nell'invio del certificato medico introduttivo necessario per avviare formalmente la procedura per il riconoscimento dell'invalidità civile, della cecità , della sordità , della 104 e della disabilità .
La Dott.ssa Giovanna Broccio visita nel suo ambulatorio di Milano, presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95 (zona NoLo).









