
Quando le terapie curative non sono più in grado di modificare il decorso della malattia, l'obiettivo della medicina non scompare: si trasforma.
La terapia del fine vita e le cure palliative non sono l'abbandono del paziente anziano, ma la sua presa in carico più completa, del dolore, dell'ansia, della dignità , dei desideri.
Perché la protezione della vita è anche assicurare una sua fine dignitosa, serena e, soprattutto, possibilmente priva di dolore.
In questa pagina la Dott.ssa Giovanna Broccio, Medico Geriatra, spiega cosa sono le cure palliative, quali diritti garantisce la legge italiana, come si gestiscono i sintomi nelle fasi avanzate e quale ruolo può svolgere la famiglia in questo percorso.
Cosa si intende per cure palliative e terapia del fine vita?

Le cure palliative sono un approccio che migliora la qualità di vita dei pazienti e delle famiglie che si confrontano con i problemi associati a malattie potenzialmente letali o a condizioni di malattia cronica evolutiva, attraverso la prevenzione e il sollievo della sofferenza per mezzo di una valutazione precoce e di un ottimale trattamento del dolore e degli altri problemi fisici, psicosociali e spirituali.
Questa definizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità evidenzia che le cure palliative non sono riservate alle ultime ore o agli ultimi giorni di vita, ma accompagnano la persona lungo tutto il percorso della malattia avanzata.

In Italia, la Legge 15 marzo 2010, n. 38 — considerata una delle norme più avanzate al mondo in materia — garantisce l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore come diritto fondamentale del cittadino, stabilisce l'obbligo per le Regioni di dotarsi di reti di cure palliative articolate su tre livelli di cura — domiciliare, hospice, ospedaliero — e istituisce le misure necessarie per garantire l'applicazione e il rispetto dei diritti della persona.
Quali sono i principi etici fondamentali che guidano le cure di fine vita?

Le cure di fine vita si fondano su un insieme di principi etici consolidati.
Il primo è il rispetto dell'autonomia della persona: il paziente ha il diritto di essere pienamente informato sulla propria condizione clinica, sulle opzioni terapeutiche disponibili e di prendere le decisioni che riguardano la propria cura, anche quando queste non coincidono con quelle che il Medico riterrebbe più appropriate sul piano strettamente clinico.

Questo principio trova espressione normativa nella Legge 22 dicembre 2017, n. 219 — la legge sul consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento — che riconosce il diritto del paziente a rifiutare o interrompere qualsiasi trattamento medico, anche salvavita, e riconosce la vincolatività delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).
Il secondo principio è la proporzionalità delle cure: le terapie devono essere proporzionate agli obiettivi di cura condivisi, evitando sia l'abbandono terapeutico che l'accanimento terapeutico — la prosecuzione di trattamenti intensivi che non migliorano la qualità di vita ma ne prolungano solo il processo del morire.
Il terzo principio è il controllo ottimale del dolore e degli altri sintomi che causano sofferenza: non esiste giustificazione etica per lasciare un paziente soffrire quando esistono strumenti terapeutici efficaci disponibili.
Quali sintomi vengono trattati nelle cure palliative?

La gestione dei sintomi è il cuore operativo delle cure palliative.
Il dolore fisico, il sintomo più frequente e quello che i pazienti temono di più, nelle fasi avanzate della malattia può richiedere l'utilizzo di oppioidi forti come la morfina orale o sottocutanea, il fentanyl transdermico o la buprenorfina, eventualmente associati ad adiuvanti come i corticosteroidi per il dolore da compressione ossea.

La dispnea — la sensazione soggettiva di mancanza di respiro — è uno dei sintomi più distressanti nelle fasi terminali di molte malattie, incluse le insufficienze cardiache avanzate e le neoplasie polmonari; viene trattata con morfina a basse dosi che riduce la sensazione di fame d'aria, associata eventualmente a benzodiazepine per la componente ansiosa.
La nausea e il vomito vengono gestiti con antiemetici specifici scelti in base al meccanismo fisiopatologico.
L'agitazione terminale, che può insorgere nelle ultime ore o giorni di vita, viene trattata con midazolam sottocutaneo o con aloperidolo a basse dosi.
La sedazione palliativa profonda continua — la riduzione intenzionale e monitorata del livello di coscienza come mezzo per eliminare la percezione di un sintomo altrimenti non controllabile — è un atto medico eticamente lecito e clinicamente appropriato, disciplinato da linee guida nazionali e internazionali, che non deve essere confuso con l'eutanasia.
Come si organizza l'assistenza nelle cure di fine vita e quale è il ruolo della famiglia?

Il sistema delle cure palliative in Italia è organizzato in una rete articolata su tre livelli assistenziali complementari.
Le cure palliative domiciliari di base sono garantite dal Medico di Medicina Generale, che svolge un ruolo fondamentale nel riconoscere precocemente i bisogni palliativi e nel garantire la continuità delle cure.

Le cure palliative domiciliari specialistiche sono erogate dalle Unità di Cure Palliative Domiciliari (UCPD), team multiprofessionali composti da Medico palliativista, infermiere, psicologo e assistente sociale che accedono al domicilio del paziente con frequenza modulata in funzione della complessità clinica.
Gli hospice sono strutture residenziali dedicate alle cure di fine vita che offrono un ambiente familiare e personalizzato come alternativa all'ospedale; la presenza continua dei familiari è benvenuta e incoraggiata.
La famiglia occupa un ruolo di assoluta centralità : non è solo destinataria di supporto, ma è partner attivo nel processo di cura.
Il coinvolgimento precoce e continuo della famiglia nelle discussioni sugli obiettivi di cura, sulla traiettoria della malattia e sulle decisioni terapeutiche è uno degli elementi che più determinano la qualità dell'esperienza del fine vita per il paziente e per chi gli vuole bene.
Pensi di essere idoneo per richiedere la condizione di invalidità ? La Dott.ssa Giovanna Broccio può aiutarti
Il tuo Medico Geriatra a Milano
La Dott.ssa Giovanna Broccio è un Medico Chirurgo, Specialista in Geriatria, che da anni si è perfezionata nel complesso sistema normativo italiano che regola le procedure per il riconoscimento della condizioni di invalidità e di accompagno.
La Dottoressa potrà dunque valutare la tua condizione con una visita medica specifica proprio preparatoria alla richiesta di invalidità , raccogliendo ed analizzando razionalmente tutta la tua documentazione medica e diagnostica, aiutandoti a preparare e ad inviare correttamente richiesta di invalidità all’INPS per mezzo del certificato medico introduttivo.
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Non di meno, la Dott.ssa Giovanna Broccio potrà aiutarti e supportarti durante la visita medica della Commissione come consulente di parte, affinché tu possa vederti riconosciuto, ove effettivamente persista, il tuo giusto diritto civile e legale.
Affinché la terza età non sia una condanna, ma una stagione della vita da vivere al meglio, esattamente come tutte le altre.
FAQ (domande frequenti)
È fondamentale sottolineare che le cure palliative non sono riservate alle ultime ore o agli ultimi giorni di vita: accompagnano la persona lungo tutto il percorso della malattia avanzata, anche in parallelo con le terapie che mirano alla cura o al prolungamento della vita.
In Italia, la Legge 15 marzo 2010, n. 38 — considerata una delle norme più avanzate al mondo — garantisce l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore come diritto fondamentale del cittadino, stabilendo l'obbligo per le Regioni di dotarsi di reti di cure palliative articolate su tre livelli: domiciliare, hospice e ospedaliero.
La Legge 22 dicembre 2017, n. 219 riconosce il diritto del paziente a rifiutare o interrompere qualsiasi trattamento medico, anche salvavita, e riconosce la vincolatività delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).
Il secondo principio è la proporzionalità delle cure: evitare sia l'abbandono terapeutico che l'accanimento terapeutico — la prosecuzione di trattamenti intensivi che non migliorano la qualità di vita ma ne prolungano solo il processo del morire. Il terzo principio è il controllo ottimale del dolore e degli altri sintomi che causano sofferenza: non esiste giustificazione etica per lasciare un paziente soffrire quando esistono strumenti terapeutici efficaci disponibili.
La dispnea — la sensazione soggettiva di mancanza di respiro — è uno dei sintomi più distressanti nelle fasi terminali di molte malattie; viene trattata con morfina a basse dosi che riduce la sensazione di fame d'aria, associata eventualmente a benzodiazepine per la componente ansiosa. La nausea e il vomito vengono gestiti con antiemetici specifici scelti in base al meccanismo fisiopatologico.
L'agitazione terminale, che può insorgere nelle ultime ore o giorni di vita, viene trattata con midazolam sottocutaneo o con aloperidolo a basse dosi. La sedazione palliativa profonda continua — la riduzione intenzionale del livello di coscienza come mezzo per eliminare la percezione di un sintomo altrimenti non controllabile — è un atto medico eticamente lecito, disciplinato da linee guida nazionali e internazionali, distinto dall'eutanasia.
Le cure palliative domiciliari specialistiche sono erogate dalle Unità di Cure Palliative Domiciliari (UCPD), team multiprofessionali composti da Medico palliativista, infermiere, psicologo e assistente sociale che accedono al domicilio con frequenza modulata in funzione della complessità clinica.
Gli hospice sono strutture residenziali dedicate alle cure di fine vita che offrono un ambiente familiare e personalizzato come alternativa all'ospedale; la presenza continua dei familiari è benvenuta e incoraggiata. La scelta tra domicilio e hospice dipende dai bisogni clinici del paziente, dalla disponibilità della famiglia e dalle preferenze espresse dal paziente stesso.
I familiari ricevono supporto psicologico per elaborare il processo del lutto anticipatorio, formazione pratica per la gestione delle cure domiciliari (somministrazione dei farmaci, cure igieniche, mobilizzazione) e orientamento verso i servizi sociali e assistenziali disponibili nel territorio.
Il supporto alla famiglia non termina con il decesso del paziente: i programmi di cure palliative di qualità prevedono un follow-up del lutto per i familiari, riconoscendo che la perdita di una persona cara dopo una malattia grave è un evento che può richiedere supporto professionale nella sua elaborazione.
La vincolatività delle DAT è riconosciuta dalla Legge 22 dicembre 2017, n. 219: il Medico è tenuto a rispettare le volontà espresse nelle DAT, salvo che queste siano palesemente incongrue o non corrispondenti alla situazione clinica concreta. Le DAT possono essere redatte con atto pubblico notarile, con scrittura privata autenticata, con dichiarazione depositata presso l'ufficio anagrafico del Comune di residenza o, in caso di impossibilità di scrittura, con videoregistrazione.
La redazione delle DAT è un atto di tutela della propria autonomia e dei propri valori nelle fasi di malattia avanzata, e dovrebbe essere incoraggiata e facilitata dal Medico di Medicina Generale e dal Medico Geriatra nelle fasi precoci di malattie evolutive come la demenza.
Le evidenze scientifiche indicano che l'introduzione precoce delle cure palliative — anche in parallelo con i trattamenti curativi ancora in corso — migliora la qualità di vita dei pazienti e dei familiari, riduce l'utilizzo inappropriato di cure intensive nelle fasi terminali, e in alcuni studi è risultata associata a una sopravvivenza più lunga rispetto alle cure standard.
Il segnale clinico che dovrebbe indurre il Medico a proporre il coinvolgimento della rete di cure palliative è la risposta negativa alla domanda "sorprenderesti se questo paziente morisse nell'arco del prossimo anno?": se la risposta è no, la discussione sui bisogni palliativi è appropriata indipendentemente dalla diagnosi specifica.
L'eutanasia è invece l'atto deliberato di abbreviare la vita di un paziente su sua richiesta esplicita. In Italia l'eutanasia non è legalmente consentita in nessuna forma. La sedazione palliativa è invece un atto medico lecito, disciplinato da linee guida nazionali della Società Italiana di Cure Palliative (SICP) e da linee guida internazionali.
Il timore che i farmaci utilizzati nelle cure palliative possano accelerare il decesso è infondato se i farmaci sono usati a dosi appropriate per il controllo dei sintomi: le evidenze scientifiche disponibili indicano che le cure palliative di qualità non abbreviano la vita dei pazienti.
Emerge quando gli obiettivi di cura non vengono chiaramente definiti e comunicati tra i professionisti, il paziente e la famiglia; quando la prognosi non viene discussa con onestà con il paziente e i familiari; quando il sistema sanitario non favorisce la pianificazione anticipata delle cure e non dispone di strutture di cura palliativa adeguate come alternativa all'ospedalizzazione intensiva.
La Medicina Geriatrica e la palliativistica promuovono la pianificazione anticipata delle cure come strumento per evitare sia l'abbandono terapeutico che l'accanimento terapeutico, garantendo che le decisioni siano allineate con i valori, le preferenze e i bisogni reali di ogni persona nelle fasi avanzate della malattia.
Il paziente e la famiglia possono anche richiedere direttamente informazioni sui servizi di cure palliative disponibili nel loro territorio contattando l'ASL di riferimento o le organizzazioni del Terzo Settore specializzate in cure palliative come la Fondazione FARO, la Fondazione ANT o Vidas, presenti in molte realtà territoriali italiane.
L'accesso precoce alla rete di cure palliative, prima che la situazione diventi critica, è fortemente raccomandato: consente la costruzione di un rapporto di fiducia tra l'equipe palliativa, il paziente e la famiglia, e permette una pianificazione anticipata delle cure che garantisce maggiore qualità nell'esperienza del fine vita.
Per aiutarti nei tuoi diritti, sempre

Il percorso normativo che porta un paziente fragile e in stato di reale bisogno a vedersi riconosciuti i diritti dello stato sociale, come l'assegno di invalidità o l'indennità di accompagno, spesso spaventa, poiché è percepito come lungo, farraginoso, complicato, dispersivo.
In realtà , la normativa italiana, che va ricordato essere comunque una delle più avanzate del mondo in quanto a tutela delle persone con disabilità , è molto chiara e diretta, anche se ad occhio non esperto può apparire complessa e farraginosa.
Proprio per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio si è perfezionata nelle valutazioni cliniche per pazienti non autosufficienti o in condizione di reale bisogno assistenziale, dovuto a un handicap fisico o psichico, che hanno bisogno di concreto aiuto per iniziare il percorso che può portarli ad un sussidio assistenziale.

La Dottoressa potrà visitare te o uno dei tuoi cari e stabilire se vi siano davvero le condizioni per richiedere una prestazione assistenziale INPS, come l'assegno di invalidità o accompagno e, nel caso, provvedere all'invio telematico del certificato medico introduttivo, obbligatorio per iniziare la richiesta normativa.
Il certificato medico introduttivo è un documento clinico-amministrativo previsto dalla normativa italiana in materia di invalidità civile e disabilità : è il documento che il Medico curante (di Medicina generale o specialista, come la Dott.ssa Broccio) deve compilare e trasmettere telematicamente all'INPS prima che il paziente presenti la domanda di accertamento dell'invalidità civile, cecità , sordità , handicap (L. 104/92) e/o disabilità (D.Lgs. 62/2024).
Il certificato medico introduttivo apre il procedimento amministrativo: senza questo certificato il cittadino non può avviare la domanda online sul portale INPS, e pertanto il suo invio è necessario per avviare l'iter che può portare al riconoscimento dell'invalidità o dell'indennità d'accompagno.
Per tutti i tuoi problemi in età avanzata, una Dottoressa amica

La Geriatria è la branca specialistica dedicata alla diagnosi, cura e riabilitazione del paziente anziano, con particolare attenzione alla complessità multidimensionale tipica di questa fascia d'età : polipatologia, politerapia, fragilità , decadimento cognitivo, rischio di perdita dell'autonomia.
I benefici preventivi della moderna Medicina Geriatrica sono la prevenzione secondaria delle complicanze di patologie croniche (scompenso cardiaco, BPCO, diabete, osteoporosi), la prevenzione delle cadute con programmi di esercizio fisico, la revisione farmacologica, la valutazione dell'ambiente domestico, le vaccinazioni raccomandate nell'anziano (influenza, pneumococco, herpes zoster, COVID-19) nonché il monitoraggio nutrizionale per prevenire la sarcopenia.
In sostanza, la Geriatria si pone come obiettivo ultimo non solo il prolungamento della vita, ma il perseguire uno stato di alto benessere, che deve durare il più possibile e che deve andare di pari passo con una qualità generale dell'esistenza apprezzabile, intervenendo prontamente sia nella prevenzione che nella cura dei problemi della terza età .

La Medicina Geriatrica però non è solo preventiva, ma comporta benefici funzionali e sulla qualità della vita del paziente.
Il mantenimento o recupero dell'autonomia nelle attività quotidiane (ADL/IADL), la riduzione del rischio di istituzionalizzazione precoce, il supporto al caregiver familiare con indicazioni pratiche e orientamento ai servizi, la pianificazione anticipata delle cure in paziente con patologie evolutive, la cura efficace delle maggiori condizioni di pericolo della persona anziana, che spesso presenta diverse comorbilità che rendono la sua gestione compito del Medico specialista ben preparato.
Per tutte queste attività , puoi sempre contare sull'aiuto della Dott.ssa Giovanna Broccio: non ti lascerà mai solo, te o il tuo familiare bisognoso di cure e di supporto.
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La Dott.ssa Giovanna Broccio è qui per aiutarti, o aiutare un tuo caro che ha bisogno di cure, supporto, terapie specifiche o anche aiuto per iniziare una pratica di accompagno ed invalidità INPS.
Qualsiasi sia il problema legato alla terza età , la Dottoressa può intervenire, dandoti un aiuto concreto e specialistico, anche se sei un caregiver e se ti prendi cura giornalmente del tuo parente anziano ed ormai non auto-sufficiente.
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Lo Studio Medico Salus Mea della Dott.ssa Giovanna Broccio si trova a Milano, in Via Padova, 95 (quartiere NoLo, Nord di Loreto).
La Dottoressa eroga, nel suo ambulatorio, sia visite di Medicina Geriatrica che visite atte a stabilire l'idoneità alla richiesta di invalidità o accompagno INPS.
La visita geriatrica di invalidità o accompagno INPS viene correlata, ove la Dottoressa lo ritene opportuno, dall'invio telematico all'INPS del certificato medico introduttivo, documento obbligatorio per avviare l'iter di richiesta invalidità o accompagno.
lo Studio Medico Salus Mea della Dott.ssa Giovanna Broccio si trova proprio nel cuore di NoLo, il quartiere a nord di Piazzale Loreto facilmente raggiungibile sia con mezzi di superficie (linea 56, fermata Via Padova-Via Esterle) che con la linea metropolitana MM1 (Linea Rossa) fermata Pasteur (circa 300 metri a piedi) o MM2 (Linea Verde) fermata Cimiano (circa 500 metri a piedi).
se vuoi raggiungerci in autovettura, ricorda che lo studio è fuori dalla Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi non ti servirà il pass per entrare, ma la tua vettura deve comunque rispettare gli obblighi ecologici dell'Area B (qui maggiori informazioni sul sito del Comune di Milano).
se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale e prendere la linea MM2 (Linea Verde), direzione Gessate-Cologno Nord, fino alla fermata Loreto per poi prendere la linea 56 e scendere a Via Padova-Via Esterle (circa 10 minuti di viaggio totale metro-bus).
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- Le cure palliative sono un approccio che migliora la qualità di vita del paziente e della famiglia di fronte a malattie avanzate, attraverso il sollievo della sofferenza fisica, psicosociale e spirituale;
- Non sono riservate alle ultime ore di vita, ma accompagnano la persona lungo tutto il percorso della malattia avanzata, in modo precoce e continuativo;
- In Italia la Legge 38 del 2010 garantisce l'accesso alle cure palliative come diritto fondamentale del cittadino, su una rete a tre livelli: domiciliare, hospice e ospedaliero;
- Il rispetto dell'autonomia della persona è il primo principio etico: il paziente ha diritto di essere informato e di prendere le decisioni sulla propria cura;
- La Legge 219 del 2017 riconosce il diritto al consenso informato e la vincolatività delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT);
- Il principio di proporzionalità delle cure orienta le scelte terapeutiche verso obiettivi condivisi, evitando sia l'abbandono che l'accanimento;
- Il controllo ottimale del dolore e dei sintomi è un principio etico fondamentale: esistono strumenti efficaci e ben tollerati per garantire serenità al paziente;
- Il dolore fisico nelle fasi avanzate può essere gestito con oppioidi forti come morfina, fentanyl o buprenorfina, eventualmente associati ad adiuvanti specifici;
- La dispnea, sensazione soggettiva di mancanza di respiro, viene trattata efficacemente con morfina a basse dosi associata eventualmente a benzodiazepine;
- Sintomi come nausea, vomito e agitazione vengono gestiti con farmaci specifici scelti in base al meccanismo fisiopatologico individuato;
- La sedazione palliativa è un atto medico eticamente lecito e clinicamente appropriato, disciplinato da linee guida nazionali e distinto dall'eutanasia;
- Le cure palliative domiciliari di base sono garantite dal Medico di Medicina Generale, che riconosce precocemente i bisogni e assicura continuità ;
- Le Unità di Cure Palliative Domiciliari (UCPD) sono team multiprofessionali con medico palliativista, infermiere, psicologo e assistente sociale che operano a domicilio;
- Gli hospice offrono un ambiente familiare e personalizzato come alternativa all'ospedale, con presenza continua dei familiari incoraggiata e benvenuta;
- La famiglia è partner attivo nel processo di cura: il suo coinvolgimento precoce e continuo è uno degli elementi che più determinano la qualità dell'esperienza per il paziente e per chi gli vuole bene

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Giovanna Broccio il giorno:
martedì 2 giugno, 2026
La Dott.ssa Giovanna Broccio è un Medico Chirurgo specialista in Geriatria, cioè quella branca della Medicina che studia e cura le condizioni di salute della persona anziana.
La Dottoressa è perfezionata nella valutazione multidimensionale dell'anziano, nei disturbi di demenza senile ed iper-aggressività , nelle condizioni di delirium e decadimenti cognitivi, anche quelli in esordio.
Nel corso della sua costante ricerca scientifica volta la benessere del paziente anziano, soprattutto in condizioni particolari di fragilità e mancato supporto famigliare, la Dottoressa ha approfondito la normativa italiana che garantisce un decoroso supporto per le persone non auto-sufficienti oppure invalide civili, grazie alle prestazioni di assistenza sociale come ad esempio l'indennità d'accompagno e l'assegno d'invalidità .
Per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio, oltre che predersi cura davvero a 360° della persona anziana, può aiutarti anche ad iniziare il lungo iter per richiedere, qualora le condizioni psico-fisiche lo consentano, il riconoscimento dell'invalidità civile o del sostenamento economico dell'accompagno, non lasciandoti mai solo per tutta la durata del procedimento amministrativo o, nel caso, anche giudiziario.
Tutte le visite d'invalidità INPS che svolge la Dottoressa sono accompagnate, qualora ella lo ritenesse clinicamente fondato, nella compilazione e nell'invio del certificato medico introduttivo necessario per avviare formalmente la procedura per il riconoscimento dell'invalidità civile, della cecità , della sordità , della 104 e della disabilità .
La Dott.ssa Giovanna Broccio visita nel suo ambulatorio di Milano, presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95 (zona NoLo).









