
Stai seguendo delle terapie che necessitano l’assunzione simultanea di più farmaci?
Nella letteratura scientifica si parla comunemente di polifarmacoterapia quando un individuo assume cinque o più farmaci contemporaneamente, anche se alcune definizioni abbassano la soglia a 4 o la innalzano a 10 (in tal caso si parla di polifarmacoterapia eccessiva o iperpolifarmacoterapia).
La polifarmacoterapia spesso si rende necessaria quando esistono più patologie o comunque condizioni patologiche in corso (comorbilità ), che richiedono dunque approcci terapeutici che, giocoforza, devono coesistere.
Sebbene la polifarmacoterapia sia possibile a qualsiasi età , essa diviene, per i noti problemi legati all’invecchiamento, abbastanza comune nelle decadi avanzate della vita, dove spesso risulta anzi sostanzialmente obbligata, per via di condizioni patologiche croniche (come l’ipertensione, il diabete mellito, l’osteoporosi, ecc.) su cui è impossibile, al momento, agire in via risolutoria definitiva.
Il problema, che ogni Medico deve affrontare quando esiste un quadro clinico complesso e multifattoriale, è che spesso molti farmaci possono andare in contrasto tra di loro, e possono dunque causare problemi, anche gravi, nella condizione del paziente.
Leggi questa pagina per scoprire cos’è la polifarmacoterapia, quando è necessario prescriverla e, soprattutto, quello che si può fare per impedire pericolosi effetti collaterale dall’uso simultaneo di più farmaci.
Che cosa si intende per polifarmacoterapia e quanto è diffusa tra la popolazione?

Per polifarmacoterapia, o politerapia, si intende l'assunzione contemporanea di cinque o più farmaci da parte dello stesso paziente.
Questa condizione è estremamente prevalente nella popolazione anziana: secondo i dati del Rapporto OsMED sull'uso dei farmaci in Italia, oltre il 40% degli anziani con più di 65 anni assume cinque o più farmaci al giorno, e circa il 20% ne assume dieci o più, configurando dunque pienamente la condizione definita iperpolifarmacoterapia.

Questi numeri riflettono la frequente multimorbilità dell'anziano e non sono di per sé necessariamente inappropriati: spesso la polifarmacoterapia è l'espressione clinicamente corretta della gestione di più condizioni patologiche contemporanee.
Il problema, comunque, non è tanto il numero di farmaci in sé, quanto la presenza di farmaci inappropriati, di dosaggi non adeguati alle modificazioni farmacocinetiche dell'anziano e di interazioni pericolose tra principi attivi che aumentano il rischio di eventi avversi gravi.
Proprio su queste osservazioni si basa la corretta gestione della prescrizione simultanea di più farmaci, che deve sempre tenere conto delle, spesso complesse, forme d'interazione chimica e biologica di differenti molecole e principi attivi, che potrebbero causare effetti indesiderati, non di rado severi, nel paziente.
Come cambia la risposta ai farmaci nell'anziano?

Con l'invecchiamento si verificano modificazioni significative in tutti gli aspetti della farmacocinetica (i processi con cui l'organismo tratta un farmaco) e della farmacodinamica, cioè l'effetto che il farmaco esercita sull'organismo.
Sul piano farmacocinetico, ad esempio, possiamo assistere ad una modifica dell'assorbimento gastrointestinale, che avviene per le variazioni del pH gastrico e della motilità intestinale (peristalsi).

La distribuzione dei farmaci assunti si altera perché la composizione corporea cambia: solitamente, diminuisce la massa magra e aumenta la massa grassa, per cui i farmaci idrofili raggiungono concentrazioni plasmatiche più elevate mentre i farmaci lipofilici si accumulano nel tessuto adiposo prolungando il loro effetto.
Il metabolismo epatico di primo passaggio si riduce contestualmente, e l'eliminazione renale anche si depotenzia, con la progressiva perdita di filtrazione glomerulare, determinando così un accumulo dei farmaci che non vengono adeguatamente espulsi con l'urina.
Sul piano farmacodinamico, l'anziano è più sensibile ai farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale, agli anticolinergici, agli anticoagulanti e agli ipotensivi.
Queste modificazioni rendono dunque necessaria una revisione critica dei dosaggi di numerosi farmaci nell'anziano, specie se fragile e con un quadro clinico composto da differenti elementi di comorbilità .
Quali interazioni farmacologiche sono più pericolose nell'anziano?

Le interazioni farmacologiche pericolose nell'anziano sono numerose, ma alcune meritano particolare attenzione.
Ad esempio, la combinazione di più farmaci con effetto ipotensivo può determinare ipotensione ortostatica grave con rischio di sincope e caduta.

L'associazione di FANS con anticoagulanti orali aumenta il rischio di sanguinamento gastrointestinale in modo significativo.
La combinazione di più farmaci con effetto anticolinergico — antistaminici, alcuni antidepressivi, farmaci per la vescica iperattiva, antiemetici — può determinare un elevato burden anticolinergico con ritenzione urinaria, stipsi grave, confusione mentale e aumento del rischio di delirium.
L'uso contemporaneo di più farmaci che inibiscono il citocromo P450 può aumentare le concentrazioni plasmatiche di farmaci con finestra terapeutica stretta come la digossina e il warfarin, portando a effetti tossici gravi.
La sindrome serotoninergica può manifestarsi in pazienti che assumono contemporaneamente più farmaci serotoninergici come gli SSRI e il tramadolo.
Come si affronta la revisione farmacologica nell'anziano?

La revisione sistematica e periodica di tutte le terapie in atto, definita medication review o, quando orientata alla riduzione dei farmaci inappropriati, deprescribing, è una delle competenze centrali della Medicina Geriatrica.
Il Medico Geriatra si avvale di strumenti validati come i criteri STOPP/START (Screening Tool of Older Persons' Prescriptions e Screening Tool to Alert Doctors to Right Treatment), che identificano i farmaci potenzialmente inappropriati da considerare per la sospensione e i farmaci eventualmente mancanti che dovrebbero essere aggiunti.

I criteri di Beers, elaborati dall'American Geriatrics Society e periodicamente aggiornati, costituiscono un altro strumento di riferimento internazionale per la selezione dei farmaci da evitare o da utilizzare con estrema cautela nell'anziano.
Il processo di deprescribing, cioè della riduzione della terapia farmacologica (per dosaggio o per quantità di farmaci singoli), deve essere graduale, condiviso con il paziente e con il Medico di Medicina Generale, e deve prevedere un monitoraggio attento dei sintomi dopo la sospensione di ciascun farmaco per identificare tempestivamente eventuali peggioramenti clinici che richiedano la reintroduzione della terapia.
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FAQ (domande frequenti)
Questi numeri riflettono la frequente multimorbilità dell'anziano e non sono di per sé necessariamente inappropriati: spesso la polifarmacoterapia è l'espressione clinicamente corretta della gestione di più condizioni patologiche contemporanee.
Il problema non è tanto il numero di farmaci in sé, quanto la presenza di farmaci inappropriati, di dosaggi non adeguati alle modificazioni farmacocinetiche dell'anziano e di interazioni pericolose tra principi attivi.
La distribuzione dei farmaci si altera perché la composizione corporea cambia: diminuisce la massa magra e aumenta la massa grassa, per cui i farmaci idrofili raggiungono concentrazioni plasmatiche più elevate mentre quelli lipofilici si accumulano nel tessuto adiposo prolungando il loro effetto. Il metabolismo epatico si riduce e l'eliminazione renale si depotenzia per la progressiva perdita di filtrazione glomerulare, determinando un accumulo dei farmaci.
Sul piano farmacodinamico, l'anziano è più sensibile ai farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale, agli anticolinergici, agli anticoagulanti e agli ipotensivi: queste modificazioni rendono necessaria una revisione critica dei dosaggi di numerosi farmaci.
L'associazione di FANS con anticoagulanti orali aumenta significativamente il rischio di sanguinamento gastrointestinale. La combinazione di più farmaci con effetto anticolinergico — antistaminici, alcuni antidepressivi, farmaci per la vescica iperattiva — può determinare ritenzione urinaria, stipsi grave, confusione mentale e aumento del rischio di delirium.
L'uso contemporaneo di più inibitori del citocromo P450 può aumentare le concentrazioni plasmatiche di farmaci con finestra terapeutica stretta come digossina e warfarin. La sindrome serotoninergica può manifestarsi nei pazienti che assumono contemporaneamente più farmaci serotoninergici come gli SSRI e il tramadolo.
Il Medico Geriatra si avvale di strumenti validati come i criteri STOPP/START, che identificano i farmaci potenzialmente inappropriati da considerare per la sospensione e i farmaci eventualmente mancanti che dovrebbero essere aggiunti, e dei criteri di Beers, elaborati dall'American Geriatrics Society.
Il processo di deprescribing deve essere graduale, condiviso con il paziente e con il Medico di Medicina Generale, e deve prevedere un monitoraggio attento dei sintomi dopo la sospensione di ciascun farmaco per identificare tempestivamente eventuali peggioramenti clinici.
Anche la comparsa di stipsi grave, ritenzione urinaria, secchezza delle fauci e difficoltà visive possono essere espressione di un burden anticolinergico eccessivo da accumulo di farmaci con effetto anticolinergico.
In generale, qualsiasi nuovo sintomo comparso in un paziente anziano in politerapia deve indurre il Medico a verificare se possa essere l'effetto collaterale di un farmaco già in uso piuttosto che la manifestazione di una nuova patologia.
È importante stabilire una gerarchia di priorità terapeutiche condivisa con il paziente e con i familiari, distinguendo i farmaci indispensabili per la prevenzione di eventi gravi da quelli che possono essere ridotti o sospesi senza rischio clinico.
Il Medico Geriatra, in collaborazione con il Medico di Medicina Generale e con gli altri specialisti coinvolti, è il professionista più indicato per effettuare questa revisione in modo strutturato, sicuro ed efficace.
Le benzodiazepine e i farmaci ipnotici aumentano il rischio di caduta per il loro effetto sedativo e sulla coordinazione motoria. Gli antipsicotici possono determinare parkinsonismo iatrogeno con instabilità della marcia. I farmaci ipotensivi e i diuretici possono causare ipotensione ortostatica con rischio di sincope all'alzarsi.
La revisione farmacologica orientata alla riduzione dei farmaci che aumentano il rischio di caduta è parte integrante di qualsiasi programma geriatrico di prevenzione delle cadute.
La sospensione improvvisa di alcuni farmaci — come i corticosteroidi, gli anticonvulsivanti, i betabloccanti o i farmaci per il morbo di Parkinson — può essere pericolosa e deve avvenire sempre sotto supervisione medica con una riduzione graduale del dosaggio.
È utile portare alla visita medica l'elenco completo di tutti i farmaci assunti, compresi i farmaci da banco, gli integratori e i fitoterapici, per consentire una revisione farmacologica completa.
Ad esempio, il ginkgo biloba e l'aglio ad alte dosi aumentano il rischio di sanguinamento in pazienti in terapia anticoagulante; l'iperico (erba di San Giovanni) riduce la concentrazione plasmatica di numerosi farmaci tra cui gli anticoagulanti e i farmaci per il cuore attraverso l'induzione degli enzimi epatici.
È fondamentale informare il Medico di tutti i prodotti assunti, compresi quelli non prescritti, per consentire una valutazione completa delle potenziali interazioni.
Nei pazienti con multimorbilità complessa, in politerapia con dieci o più farmaci e con frequenti accessi alle cure, una revisione semestrale o trimestrale è spesso più appropriata.
La collaborazione tra Medico di Medicina Generale, Medico Geriatra e, quando necessario, i vari specialisti coinvolti è il modello più efficace per garantire una gestione farmacologica sicura e continuativa nel tempo.
Per aiutarti nei tuoi diritti, sempre

Il percorso normativo che porta un paziente fragile e in stato di reale bisogno a vedersi riconosciuti i diritti dello stato sociale, come l'assegno di invalidità o l'indennità di accompagno, spesso spaventa, poiché è percepito come lungo, farraginoso, complicato, dispersivo.
In realtà , la normativa italiana, che va ricordato essere comunque una delle più avanzate del mondo in quanto a tutela delle persone con disabilità , è molto chiara e diretta, anche se ad occhio non esperto può apparire complessa e farraginosa.
Proprio per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio si è perfezionata nelle valutazioni cliniche per pazienti non autosufficienti o in condizione di reale bisogno assistenziale, dovuto a un handicap fisico o psichico, che hanno bisogno di concreto aiuto per iniziare il percorso che può portarli ad un sussidio assistenziale.

La Dottoressa potrà visitare te o uno dei tuoi cari e stabilire se vi siano davvero le condizioni per richiedere una prestazione assistenziale INPS, come l'assegno di invalidità o accompagno e, nel caso, provvedere all'invio telematico del certificato medico introduttivo, obbligatorio per iniziare la richiesta normativa.
Il certificato medico introduttivo è un documento clinico-amministrativo previsto dalla normativa italiana in materia di invalidità civile e disabilità : è il documento che il Medico curante (di Medicina generale o specialista, come la Dott.ssa Broccio) deve compilare e trasmettere telematicamente all'INPS prima che il paziente presenti la domanda di accertamento dell'invalidità civile, cecità , sordità , handicap (L. 104/92) e/o disabilità (D.Lgs. 62/2024).
Il certificato medico introduttivo apre il procedimento amministrativo: senza questo certificato il cittadino non può avviare la domanda online sul portale INPS, e pertanto il suo invio è necessario per avviare l'iter che può portare al riconoscimento dell'invalidità o dell'indennità d'accompagno.
Per tutti i tuoi problemi in età avanzata, una Dottoressa amica

La Geriatria è la branca specialistica dedicata alla diagnosi, cura e riabilitazione del paziente anziano, con particolare attenzione alla complessità multidimensionale tipica di questa fascia d'età : polipatologia, politerapia, fragilità , decadimento cognitivo, rischio di perdita dell'autonomia.
I benefici preventivi della moderna Medicina Geriatrica sono la prevenzione secondaria delle complicanze di patologie croniche (scompenso cardiaco, BPCO, diabete, osteoporosi), la prevenzione delle cadute con programmi di esercizio fisico, la revisione farmacologica, la valutazione dell'ambiente domestico, le vaccinazioni raccomandate nell'anziano (influenza, pneumococco, herpes zoster, COVID-19) nonché il monitoraggio nutrizionale per prevenire la sarcopenia.
In sostanza, la Geriatria si pone come obiettivo ultimo non solo il prolungamento della vita, ma il perseguire uno stato di alto benessere, che deve durare il più possibile e che deve andare di pari passo con una qualità generale dell'esistenza apprezzabile, intervenendo prontamente sia nella prevenzione che nella cura dei problemi della terza età .

La Medicina Geriatrica però non è solo preventiva, ma comporta benefici funzionali e sulla qualità della vita del paziente.
Il mantenimento o recupero dell'autonomia nelle attività quotidiane (ADL/IADL), la riduzione del rischio di istituzionalizzazione precoce, il supporto al caregiver familiare con indicazioni pratiche e orientamento ai servizi, la pianificazione anticipata delle cure in paziente con patologie evolutive, la cura efficace delle maggiori condizioni di pericolo della persona anziana, che spesso presenta diverse comorbilità che rendono la sua gestione compito del Medico specialista ben preparato.
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Lo Studio Medico Salus Mea della Dott.ssa Giovanna Broccio si trova a Milano, in Via Padova, 95 (quartiere NoLo, Nord di Loreto).
La Dottoressa eroga, nel suo ambulatorio, sia visite di Medicina Geriatrica che visite atte a stabilire l'idoneità alla richiesta di invalidità o accompagno INPS.
La visita geriatrica di invalidità o accompagno INPS viene correlata, ove la Dottoressa lo ritene opportuno, dall'invio telematico all'INPS del certificato medico introduttivo, documento obbligatorio per avviare l'iter di richiesta invalidità o accompagno.
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- Per polifarmacoterapia si intende l'assunzione contemporanea di cinque o più farmaci da parte dello stesso paziente;
- Secondo il Rapporto OsMED, oltre il 40% degli over 65 assume cinque o più farmaci al giorno e circa il 20% ne assume dieci o più;
- Questa condizione non è necessariamente inappropriata: spesso è la corretta espressione clinica della gestione di più condizioni patologiche contemporanee;
- Il problema non è il numero di farmaci in sé, ma la presenza di farmaci inappropriati, dosaggi non adeguati e interazioni pericolose;
- Con l'invecchiamento cambia la farmacocinetica: si modifica l'assorbimento gastrointestinale per variazioni del pH e della peristalsi;
- La composizione corporea cambia: i farmaci idrofili raggiungono concentrazioni più elevate, i lipofilici si accumulano nel tessuto adiposo;
- Si riducono il metabolismo epatico e l'eliminazione renale, con accumulo dei farmaci non adeguatamente espulsi;
- L'anziano è più sensibile ai farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale, agli anticolinergici, agli anticoagulanti e agli ipotensivi;
- La combinazione di più farmaci ipotensivi può determinare ipotensione ortostatica grave con rischio di sincope e caduta;
- L'associazione di FANS con anticoagulanti orali aumenta significativamente il rischio di sanguinamento gastrointestinale;
- L'elevato burden anticolinergico da più farmaci può causare ritenzione urinaria, stipsi grave, confusione e rischio di delirium;
- L'inibizione del citocromo P450 può aumentare le concentrazioni di farmaci a finestra terapeutica stretta come digossina e warfarin;
- La medication review periodica è una delle competenze centrali della Medicina Geriatrica;
- Il Medico Geriatra si avvale dei criteri STOPP/START e dei criteri di Beers per identificare i farmaci potenzialmente inappropriati;
- Il deprescribing deve essere graduale, condiviso con il paziente e con il Medico di base e prevedere un attento monitoraggio dei sintomi dopo la sospensione

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Giovanna Broccio il giorno:
martedì 2 giugno, 2026
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La Dottoressa è perfezionata nella valutazione multidimensionale dell'anziano, nei disturbi di demenza senile ed iper-aggressività , nelle condizioni di delirium e decadimenti cognitivi, anche quelli in esordio.
Nel corso della sua costante ricerca scientifica volta la benessere del paziente anziano, soprattutto in condizioni particolari di fragilità e mancato supporto famigliare, la Dottoressa ha approfondito la normativa italiana che garantisce un decoroso supporto per le persone non auto-sufficienti oppure invalide civili, grazie alle prestazioni di assistenza sociale come ad esempio l'indennità d'accompagno e l'assegno d'invalidità .
Per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio, oltre che predersi cura davvero a 360° della persona anziana, può aiutarti anche ad iniziare il lungo iter per richiedere, qualora le condizioni psico-fisiche lo consentano, il riconoscimento dell'invalidità civile o del sostenamento economico dell'accompagno, non lasciandoti mai solo per tutta la durata del procedimento amministrativo o, nel caso, anche giudiziario.
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