
Agitazione notturna, accuse immotivate, rifiuto delle cure, aggressività improvvisa verso chi lo accudisce: i disturbi comportamentali e psicologici nella demenza avanzata (i cosiddetti BPSD) colpiscono fino al 90% dei pazienti in qualche fase della malattia e rappresentano la principale causa di esaurimento dei caregiver.
Si tratta di un problema particolarmente sentito poiché, nel nostro Paese in cui la percentuale di anziani non autosufficienti è elevata, questa condizione non solo è un concreto e potenziale pericolo per il paziente, ma può divenire un forte disincentivo anche per il suo badante.
In questa pagina la Dott.ssa Giovanna Broccio, Medico Geriatra, spiega perché compaiono questi disturbi del comportamento, quali strategie non farmacologiche si sono dimostrate efficaci e quando è necessario ricorrere a una terapia farmacologica.
Buona lettura!
Cosa sono i disturbi comportamentali e psicologici nella demenza avanzata?

I disturbi comportamentali e psicologici della demenza, indicati con l'acronimo internazionale BPSD (Behavioral and Psychological Symptoms of Dementia), sono un insieme eterogeneo di manifestazioni non cognitive che si sovrappongono al deterioramento cognitivo e che colpiscono la stragrande maggioranza dei pazienti con demenza (si stima fino all'80-90% in almeno una fase del decorso).
Comprendono due grandi categorie:

- I sintomi psicologici, che includono allucinazioni visive e uditive, deliri (in particolare deliri di furto, di abbandono o di infedeltà del coniuge), stati ansiosi persistenti e depressione;
- I sintomi comportamentali, che includono agitazione psicomotoria, aggressività verbale e fisica, vagabondaggio compulsivo, urla e vocalizzazioni ripetitive, comportamenti sessuali inappropriati e raccolta compulsiva di oggetti.
I BPSD rappresentano la principale causa di sofferenza per il paziente, di esaurimento dei caregiver e di ricorso all'istituzionalizzazione, spesso prima che il deterioramento cognitivo da solo lo renderebbe necessario.
Perché compaiono questi disturbi: le basi neurobiologiche e i fattori ambientali

La comparsa dei BPSD riflette la progressiva estensione del danno neuropatologico a regioni cerebrali specifiche che regolano il comportamento, le emozioni e la percezione.
Nella malattia di Alzheimer, il coinvolgimento della corteccia prefrontale e del sistema limbico, in particolare dell'amigdala, determina la perdita dei meccanismi di controllo degli impulsi emotivi e comportamentali.

Le allucinazioni visive sono caratteristiche della demenza a corpi di Lewy, dove riflettono l'interessamento delle aree visive associative.
Accanto a questi meccanismi neurobiologici intrinseci, tuttavia, fattori estrinseci giocano un ruolo amplificante di grande importanza: il dolore fisico non comunicato verbalmente dal paziente (in particolare le ulcere da pressione, la ritenzione urinaria, la stipsi o le infezioni) si esprime spesso attraverso agitazione e aggressività .
i cambiamenti dell'ambiente fisico o delle routines quotidiane possono invece scatenare episodi di agitazione in persone che dipendono fortemente dalla prevedibilità dell'ambiente circostante.
Quali strategie non farmacologiche si sono dimostrate efficaci?

Le linee guida internazionali, in accordo con la posizione della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), raccomandano di privilegiare sempre le strategie non farmacologiche come prima linea di trattamento dei BPSD, riservando il ricorso ai farmaci ai casi in cui queste si rivelino insufficienti o in presenza di sintomi che determinano un rischio concreto per la sicurezza del paziente o di chi lo assiste.
Tra le strategie non farmacologiche con maggiore evidenza di efficacia figura la musicoterapia, che si avvale della conservazione relativa della memoria musicale anche nelle fasi avanzate di Alzheimer per stimolare emozioni positive e ridurre l'agitazione.

La terapia della reminiscenza utilizza foto, oggetti e musiche del passato del paziente per stimolare la memoria autobiografica e il senso di identità .
La validation therapy consiste nell'accettare e nel valorizzare emotivamente le comunicazioni del paziente demente anche quando non sono coerenti con la realtà oggettiva.
L'adattamento dell'ambiente fisico, con la riduzione dei rumori, una buona illuminazione, la presenza di elementi di orientamento visivo e la riduzione degli stimoli distraenti, completa il quadro degli interventi di prima scelta.
Questi interventi, se applicati con continuità e formazione adeguata da parte dei caregiver, possono ridurre significativamente la frequenza e l'intensità dei disturbi comportamentali.
Quando e come si utilizza la terapia farmacologica nei BPSD?

Il ricorso alla terapia farmacologica per i BPSD è giustificato quando le strategie non farmacologiche si rivelano insufficienti e quando i sintomi comportamentali determinano un rischio concreto per la sicurezza del paziente o dei caregiver.
La scelta del farmaco deve essere attenta e personalizzata in base al tipo prevalente di sintomi, al profilo clinico del paziente e al profilo di sicurezza delle diverse opzioni.

Gli antipsicotici atipici come il risperidone, la quetiapina e l'olanzapina sono i farmaci più utilizzati per l'agitazione e l'aggressività grave, ma devono essere prescritti con estrema cautela per i noti rischi di eventi cerebrovascolari, parkinsonismo iatrogeno, sedazione eccessiva, ipotensione ortostatica e aumentata mortalità nei pazienti con demenza.
Per la depressione nella demenza sono preferiti gli SSRI come la sertralina o il citalopram.
Per i disturbi del sonno vengono valutate la melatonina e, in seconda linea, la mirtazapina.
Qualunque terapia farmacologica deve essere iniziata alla dose più bassa possibile, titolata gradualmente e rivalutata periodicamente per verificarne la necessità e ridurre o sospendere il farmaco appena le condizioni lo consentano.
Pensi di essere idoneo per richiedere la condizione di invalidità ? La Dott.ssa Giovanna Broccio può aiutarti
Il tuo Medico Geriatra a Milano
La Dott.ssa Giovanna Broccio è un Medico Chirurgo, Specialista in Geriatria, che da anni si è perfezionata nel complesso sistema normativo italiano che regola le procedure per il riconoscimento della condizioni di invalidità e di accompagno.
La Dottoressa potrà dunque valutare la tua condizione con una visita medica specifica proprio preparatoria alla richiesta di invalidità , raccogliendo ed analizzando razionalmente tutta la tua documentazione medica e diagnostica, aiutandoti a preparare e ad inviare correttamente richiesta di invalidità all’INPS per mezzo del certificato medico introduttivo.
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Affinché la terza età non sia una condanna, ma una stagione della vita da vivere al meglio, esattamente come tutte le altre.
FAQ (domande frequenti)
Comprendono i sintomi psicologici — allucinazioni visive e uditive, deliri (in particolare di furto, abbandono o infedeltà del coniuge), stati ansiosi persistenti e depressione — e i sintomi comportamentali, tra cui agitazione psicomotoria, aggressività verbale e fisica, vagabondaggio compulsivo, urla e vocalizzazioni ripetitive.
I BPSD rappresentano la principale causa di sofferenza per il paziente, di esaurimento dei caregiver e di ricorso all'istituzionalizzazione, spesso prima che il solo deterioramento cognitivo lo renderebbe necessario.
Le allucinazioni visive sono caratteristiche della demenza a corpi di Lewy, dove riflettono l'interessamento delle aree visive associative. La demenza frontotemporale si caratterizza fin dalle fasi precoci per la disinibizione comportamentale e l'aggressività come sintomi prominenti.
Accanto a questi meccanismi neurobiologici intrinseci, fattori estrinseci giocano un ruolo amplificante: il dolore fisico non comunicato verbalmente, i cambiamenti dell'ambiente fisico o delle routines quotidiane possono scatenare episodi di agitazione in persone che dipendono fortemente dalla prevedibilità dell'ambiente circostante.
Tra le strategie con maggiore evidenza di efficacia: la musicoterapia, che si avvale della conservazione relativa della memoria musicale anche nelle fasi avanzate di Alzheimer per stimolare emozioni positive e ridurre l'agitazione; la terapia della reminiscenza, che utilizza foto, oggetti e musiche del passato per stimolare la memoria autobiografica e il senso di identità ; la validation therapy, che consiste nell'accettare e valorizzare emotivamente le comunicazioni del paziente.
L'adattamento dell'ambiente fisico — riduzione dei rumori, buona illuminazione, presenza di elementi di orientamento visivo e riduzione degli stimoli distraenti — completa il quadro degli interventi di prima scelta.
Gli antipsicotici atipici come il risperidone, la quetiapina e l'olanzapina sono i farmaci più utilizzati per l'agitazione e l'aggressività grave, ma devono essere prescritti con estrema cautela per i noti rischi di eventi cerebrovascolari, parkinsonismo iatrogeno, sedazione eccessiva, ipotensione ortostatica e aumentata mortalità nei pazienti con demenza.
Qualsiasi terapia farmacologica deve essere iniziata alla dose più bassa possibile, titolata gradualmente e rivalutata periodicamente per verificarne la necessità , riducendo o sospendendo il farmaco appena le condizioni lo consentano.
Per i disturbi del sonno vengono valutate la melatonina a rilascio prolungato come prima scelta, per il suo profilo di sicurezza favorevole, e in seconda linea la mirtazapina, che può esercitare anche un effetto positivo sull'appetito e sull'umore.
Le benzodiazepine e i farmaci ipnotici tradizionali sono fortemente sconsigliati nei pazienti con demenza per l'elevato rischio di disinibizione paradossa, cadute, peggioramento del deterioramento cognitivo e delirium.
Un'attenta valutazione della presenza di dolore attraverso scale specifiche per pazienti non comunicanti — come la scala PAINAD — e il suo adeguato trattamento possono ridurre significativamente la frequenza e l'intensità dei disturbi comportamentali, a volte senza necessità di ricorrere ai farmaci psicotropi.
Prima di avviare qualsiasi terapia farmacologica per i BPSD è sempre necessario escludere e trattare il dolore fisico come possibile causa scatenante.
Il Medico Geriatra può supportare i familiari fornendo una spiegazione clinica dei meccanismi che sottendono i disturbi comportamentali, insegnando tecniche di comunicazione e di de-escalation, orientando verso gruppi di supporto specifici per familiari di persone con demenza e attivando i servizi di sollievo territoriali come i centri diurni Alzheimer.
La formazione specifica dei caregiver sulle strategie non farmacologiche è uno degli interventi con il miglior rapporto costo-efficacia nella gestione dei BPSD: caregiver più preparati gestiscono meglio le situazioni critiche, riducono il proprio livello di stress e garantiscono una qualità di vita migliore sia per sé stessi che per il familiare assistito.
Prima di adottare misure restrittive, è fondamentale cercare di comprendere la motivazione sottostante: il vagabondaggio può essere l'espressione di dolore fisico, di ansia, di noia, di disorientamento ambientale o della ricerca di un luogo o di una persona significativa nella memoria del paziente.
Le strategie non farmacologiche includono: la creazione di ambienti sicuri con percorsi circolari che consentano la deambulazione senza uscite pericolose; l'utilizzo di sistemi di geolocalizzazione per le uscite autonome; la strutturazione di una routine quotidiana prevedibile; e interventi di stimolazione sensoriale che riducano il livello di ansia e agitazione.
Le misure fondamentali includono: la messa in sicurezza del gas e dei fornelli (con dispositivi di blocco automatico); la rimozione di oggetti pericolosi (coltelli, farmaci, prodotti tossici) dalla portata del paziente; l'installazione di serrature sulle porte che impediscano le uscite autonome non controllate; l'eliminazione delle barriere architettoniche e dei rischi di caduta; e una buona illuminazione notturna dei percorsi.
La valutazione domiciliare geriatrica, che prevede l'osservazione diretta degli spazi abitativi, è lo strumento più efficace per identificare i rischi specifici e pianificare gli adattamenti più appropriati per quel paziente in quella casa.
Le situazioni che rendono l'istituzionalizzazione clinicamente necessaria o urgente includono: l'impossibilità di garantire la sicurezza del paziente al domicilio nonostante tutti gli adattamenti ambientali; il burnout conclamato del caregiver principale; la presenza di disturbi comportamentali gravi non controllabili con le risorse disponibili al domicilio; la necessità di assistenza medica e infermieristica continuativa che il domicilio non può assicurare.
Il ricorso a strutture intermedie come i centri diurni Alzheimer può rappresentare una soluzione di compromesso che ritarda l'istituzionalizzazione garantendo al contempo sollievo al caregiver e stimolazione adeguata al paziente.
Per aiutarti nei tuoi diritti, sempre

Il percorso normativo che porta un paziente fragile e in stato di reale bisogno a vedersi riconosciuti i diritti dello stato sociale, come l'assegno di invalidità o l'indennità di accompagno, spesso spaventa, poiché è percepito come lungo, farraginoso, complicato, dispersivo.
In realtà , la normativa italiana, che va ricordato essere comunque una delle più avanzate del mondo in quanto a tutela delle persone con disabilità , è molto chiara e diretta, anche se ad occhio non esperto può apparire complessa e farraginosa.
Proprio per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio si è perfezionata nelle valutazioni cliniche per pazienti non autosufficienti o in condizione di reale bisogno assistenziale, dovuto a un handicap fisico o psichico, che hanno bisogno di concreto aiuto per iniziare il percorso che può portarli ad un sussidio assistenziale.

La Dottoressa potrà visitare te o uno dei tuoi cari e stabilire se vi siano davvero le condizioni per richiedere una prestazione assistenziale INPS, come l'assegno di invalidità o accompagno e, nel caso, provvedere all'invio telematico del certificato medico introduttivo, obbligatorio per iniziare la richiesta normativa.
Il certificato medico introduttivo è un documento clinico-amministrativo previsto dalla normativa italiana in materia di invalidità civile e disabilità : è il documento che il Medico curante (di Medicina generale o specialista, come la Dott.ssa Broccio) deve compilare e trasmettere telematicamente all'INPS prima che il paziente presenti la domanda di accertamento dell'invalidità civile, cecità , sordità , handicap (L. 104/92) e/o disabilità (D.Lgs. 62/2024).
Il certificato medico introduttivo apre il procedimento amministrativo: senza questo certificato il cittadino non può avviare la domanda online sul portale INPS, e pertanto il suo invio è necessario per avviare l'iter che può portare al riconoscimento dell'invalidità o dell'indennità d'accompagno.
Per tutti i tuoi problemi in età avanzata, una Dottoressa amica

La Geriatria è la branca specialistica dedicata alla diagnosi, cura e riabilitazione del paziente anziano, con particolare attenzione alla complessità multidimensionale tipica di questa fascia d'età : polipatologia, politerapia, fragilità , decadimento cognitivo, rischio di perdita dell'autonomia.
I benefici preventivi della moderna Medicina Geriatrica sono la prevenzione secondaria delle complicanze di patologie croniche (scompenso cardiaco, BPCO, diabete, osteoporosi), la prevenzione delle cadute con programmi di esercizio fisico, la revisione farmacologica, la valutazione dell'ambiente domestico, le vaccinazioni raccomandate nell'anziano (influenza, pneumococco, herpes zoster, COVID-19) nonché il monitoraggio nutrizionale per prevenire la sarcopenia.
In sostanza, la Geriatria si pone come obiettivo ultimo non solo il prolungamento della vita, ma il perseguire uno stato di alto benessere, che deve durare il più possibile e che deve andare di pari passo con una qualità generale dell'esistenza apprezzabile, intervenendo prontamente sia nella prevenzione che nella cura dei problemi della terza età .

La Medicina Geriatrica però non è solo preventiva, ma comporta benefici funzionali e sulla qualità della vita del paziente.
Il mantenimento o recupero dell'autonomia nelle attività quotidiane (ADL/IADL), la riduzione del rischio di istituzionalizzazione precoce, il supporto al caregiver familiare con indicazioni pratiche e orientamento ai servizi, la pianificazione anticipata delle cure in paziente con patologie evolutive, la cura efficace delle maggiori condizioni di pericolo della persona anziana, che spesso presenta diverse comorbilità che rendono la sua gestione compito del Medico specialista ben preparato.
Per tutte queste attività , puoi sempre contare sull'aiuto della Dott.ssa Giovanna Broccio: non ti lascerà mai solo, te o il tuo familiare bisognoso di cure e di supporto.
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Lo Studio Medico Salus Mea della Dott.ssa Giovanna Broccio si trova a Milano, in Via Padova, 95 (quartiere NoLo, Nord di Loreto).
La Dottoressa eroga, nel suo ambulatorio, sia visite di Medicina Geriatrica che visite atte a stabilire l'idoneità alla richiesta di invalidità o accompagno INPS.
La visita geriatrica di invalidità o accompagno INPS viene correlata, ove la Dottoressa lo ritene opportuno, dall'invio telematico all'INPS del certificato medico introduttivo, documento obbligatorio per avviare l'iter di richiesta invalidità o accompagno.
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- I sintomi comportamentali comprendono agitazione, aggressività , vagabondaggio compulsivo, urla ripetitive e raccolta compulsiva di oggetti;
- I BPSD sono la principale causa di esaurimento dei caregiver e di ricorso all'istituzionalizzazione;
- La loro comparsa riflette il danno alla corteccia prefrontale e al sistema limbico, in particolare all'amigdala;
- Le allucinazioni visive sono caratteristiche della demenza a corpi di Lewy e riflettono l'interessamento delle aree visive associative;
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- Le linee guida della SIGG raccomandano di privilegiare sempre le strategie non farmacologiche come prima linea di trattamento;
- La musicoterapia sfrutta la conservazione della memoria musicale per stimolare emozioni positive e ridurre l'agitazione;
- La terapia della reminiscenza utilizza foto, oggetti e musiche del passato per stimolare la memoria autobiografica;
- La validation therapy consiste nell'accettare e valorizzare le comunicazioni del paziente anche quando non coerenti con la realtà ;
- L'adattamento dell'ambiente — riduzione dei rumori, buona illuminazione, elementi di orientamento visivo — completa gli interventi di prima scelta;
- Gli antipsicotici atipici come risperidone, quetiapina e olanzapina vanno prescritti con estrema cautela per i rischi di eventi cerebrovascolari e aumentata mortalità ;
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Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Giovanna Broccio il giorno:
martedì 2 giugno, 2026
La Dott.ssa Giovanna Broccio è un Medico Chirurgo specialista in Geriatria, cioè quella branca della Medicina che studia e cura le condizioni di salute della persona anziana.
La Dottoressa è perfezionata nella valutazione multidimensionale dell'anziano, nei disturbi di demenza senile ed iper-aggressività , nelle condizioni di delirium e decadimenti cognitivi, anche quelli in esordio.
Nel corso della sua costante ricerca scientifica volta la benessere del paziente anziano, soprattutto in condizioni particolari di fragilità e mancato supporto famigliare, la Dottoressa ha approfondito la normativa italiana che garantisce un decoroso supporto per le persone non auto-sufficienti oppure invalide civili, grazie alle prestazioni di assistenza sociale come ad esempio l'indennità d'accompagno e l'assegno d'invalidità .
Per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio, oltre che predersi cura davvero a 360° della persona anziana, può aiutarti anche ad iniziare il lungo iter per richiedere, qualora le condizioni psico-fisiche lo consentano, il riconoscimento dell'invalidità civile o del sostenamento economico dell'accompagno, non lasciandoti mai solo per tutta la durata del procedimento amministrativo o, nel caso, anche giudiziario.
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