
"È solo l'età " è la frase che più spesso ritarda una diagnosi di demenza senile di mesi, a volte anni.
La demenza non è invecchiamento normale: è l'espressione clinica di malattie specifiche, con forme diverse, decorsi diversi e oggi, per la prima volta, trattamenti in grado di modificarne il corso.
In questa pagina la Dott.ssa Giovanna Broccio, Medico Geriatra, fa chiarezza sulla demenza senile: le differenze tra Alzheimer, demenza vascolare e demenza a corpi di Lewy, come si effettua la diagnosi e quali prospettive terapeutiche si stanno aprendo.
Buona lettura!
Che cos'è la demenza e perché non è una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento?

La demenza non è una singola malattia ma una sindrome clinica caratterizzata da un declino progressivo e persistente di più funzioni cognitive — memoria, linguaggio, orientamento, capacità di giudizio, funzioni esecutive, prassia e gnosia — di entità tale da interferire significativamente con le attività della vita quotidiana, con il lavoro e con le relazioni interpersonali.
È fondamentale sottolineare che la demenza non è una conseguenza normale e inevitabile dell'invecchiamento: è sempre l'espressione clinica di specifiche malattie neurodegenerative o vascolari che danneggiano selettivamente o diffusamente le cellule cerebrali.

L'invecchiamento fisiologico del cervello comporta alcune modificazioni — lieve rallentamento dei processi di elaborazione, maggiore difficoltà nell'apprendimento rapido di nuove informazioni — ma non comporta il deterioramento progressivo e invalidante che caratterizza la demenza.
Comprendere questa distinzione è fondamentale per evitare la pericolosa normalizzazione dei sintomi, che porta a ritardare la diagnosi di mesi o anni, privando il paziente di possibilità terapeutiche e di autonomia decisionale.
Quali sono le principali forme di demenza e come si distinguono?

La malattia di Alzheimer è la forma più frequente di demenza nella terza età , responsabile del 60-70% di tutti i casi.
Si caratterizza per un esordio insidioso e una progressione graduale, con coinvolgimento prevalente nella fase iniziale della memoria episodica e dell'orientamento temporale, seguito dal progressivo deterioramento di tutte le altre funzioni cognitive.

Il substrato neuropatologico è costituito dall'accumulo extracellulare di placche di beta-amiloide e dalla formazione intracellulare di grovigli neurofibrillari di proteina tau iperfosforilata.
La demenza vascolare, seconda forma per frequenza, riconosce come causa le lesioni ischemiche o emorragiche del parenchima cerebrale; il suo profilo cognitivo è spesso disomogeneo e a scalini, con fluttuazioni correlate agli episodi cerebrovascolari.
La demenza a corpi di Lewy si caratterizza per la triade di fluttuazioni cognitive marcate nell'arco di ore o giorni, allucinazioni visive complesse e parkinsonismo; questi pazienti presentano ipersensibilità ai neurolettici, che possono peggiorare drasticamente il quadro clinico anche a basse dosi.
La demenza frontotemporale colpisce prevalentemente la quinta e sesta decade di vita con modificazioni della personalità e del comportamento, spesso con relativo risparmio iniziale della memoria episodica.
Come viene effettuata la diagnosi di demenza?

La diagnosi di demenza è essenzialmente clinica ma richiede una valutazione strutturata e multidisciplinare.
L'iter diagnostico inizia con un'anamnesi dettagliata raccolta sia con il paziente che con un familiare informato sull'evoluzione dei sintomi, sulla modalità di esordio e di progressione e sull'impatto sulle attività quotidiane.

L'esame obiettivo generale e neurologico valuta i segni di parkinsonismo, i riflessi patologici e le alterazioni del tono muscolare.
La valutazione neuropsicologica formale quantifica il deficit in ciascun dominio cognitivo attraverso una batteria di test standardizzati e tarati per età e scolarità .
Gli esami di laboratorio di routine permettono di escludere cause reversibili di deterioramento.
La RMN cerebrale valuta il grado di atrofia delle strutture ippocampali, la presenza di lesioni vascolari e l'eventuale idrocefalo.
Nei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD), la diagnosi di Alzheimer può essere supportata dall'analisi del liquido cerebrospinale, dalla PET amiloide o dai nuovi biomarcatori ematici come il rapporto Abeta42/40 e la tau fosforilata, tecnologie che stanno rapidamente rivoluzionando le possibilità di diagnosi precoce.
Quali terapie sono disponibili oggi e quali prospettive si aprono per il futuro?

Il panorama terapeutico della demenza è in profonda trasformazione.
I farmaci approvati disponibili per la malattia di Alzheimer comprendono gli inibitori dell'acetilcolinesterasi — donepezil, rivastigmina e galantamina — indicati nelle fasi lieve, moderata e avanzata, e la memantina, indicata nelle fasi moderata e grave.

Entrambe le classi hanno un effetto sintomatico: rallentano la progressione del declino cognitivo e comportamentale ma non modificano il decorso della malattia sottostante.
Le prospettive per il futuro sono però significativamente più promettenti.
Il lecanemab e il donanemab, due anticorpi monoclonali anti-amiloide, hanno mostrato nei trial clinici di fase III una riduzione significativa del declino cognitivo nelle fasi precoci della malattia attraverso la rimozione delle placche amiloidi cerebrali.
Questi farmaci rappresentano la prima classe di trattamenti modificanti la malattia per l'Alzheimer, anche se il loro profilo di sicurezza, in particolare il rischio di anomalie da imaging correlate all'amiloide, richiede una selezione attenta dei pazienti e un monitoraggio rigoroso nel tempo.
Pensi di essere idoneo per richiedere la condizione di invalidità ? La Dott.ssa Giovanna Broccio può aiutarti
Il tuo Medico Geriatra a Milano
La Dott.ssa Giovanna Broccio è un Medico Chirurgo, Specialista in Geriatria, che da anni si è perfezionata nel complesso sistema normativo italiano che regola le procedure per il riconoscimento della condizioni di invalidità e di accompagno.
La Dottoressa potrà dunque valutare la tua condizione con una visita medica specifica proprio preparatoria alla richiesta di invalidità , raccogliendo ed analizzando razionalmente tutta la tua documentazione medica e diagnostica, aiutandoti a preparare e ad inviare correttamente richiesta di invalidità all’INPS per mezzo del certificato medico introduttivo.
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Non di meno, la Dott.ssa Giovanna Broccio potrà aiutarti e supportarti durante la visita medica della Commissione come consulente di parte, affinché tu possa vederti riconosciuto, ove effettivamente persista, il tuo giusto diritto civile e legale.
Affinché la terza età non sia una condanna, ma una stagione della vita da vivere al meglio, esattamente come tutte le altre.
FAQ (domande frequenti)
È fondamentale sottolineare che la demenza non è una conseguenza normale e inevitabile dell'invecchiamento: è sempre l'espressione clinica di specifiche malattie neurodegenerative o vascolari che danneggiano selettivamente le cellule cerebrali.
Comprendere questa distinzione è fondamentale per evitare la pericolosa normalizzazione dei sintomi, che porta a ritardare la diagnosi di mesi o anni, privando il paziente di possibilità terapeutiche importanti e di autonomia decisionale sul proprio futuro.
La demenza vascolare riconosce come causa le lesioni ischemiche o emorragiche del parenchima cerebrale; il suo profilo cognitivo è spesso disomogeneo e a scalini, con fluttuazioni correlate agli episodi cerebrovascolari.
La demenza a corpi di Lewy si caratterizza per la triade di fluttuazioni cognitive marcate, allucinazioni visive complesse e parkinsonismo; questi pazienti presentano ipersensibilità ai neurolettici, che possono peggiorare drasticamente il quadro clinico. La demenza frontotemporale colpisce prevalentemente la quinta e sesta decade con modificazioni della personalità e del comportamento.
La valutazione neuropsicologica formale quantifica il deficit in ciascun dominio cognitivo attraverso una batteria di test standardizzati e tarati per età e scolarità . Gli esami di laboratorio di routine permettono di escludere cause reversibili di deterioramento. La RMN cerebrale valuta il grado di atrofia delle strutture ippocampali, la presenza di lesioni vascolari e l'eventuale idrocefalo.
Nei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD), la diagnosi di Alzheimer può essere supportata dall'analisi del liquido cerebrospinale, dalla PET amiloide o dai nuovi biomarcatori ematici come il rapporto Abeta42/40 e la tau fosforilata.
Entrambe le classi hanno un effetto sintomatico: rallentano la progressione del declino cognitivo e comportamentale ma non modificano il decorso della malattia sottostante. Non si tratta quindi di farmaci curativi, ma di farmaci che possono prolungare significativamente la fase di autonomia parziale.
La scelta del farmaco e la titolazione del dosaggio vanno effettuate sotto supervisione specialistica geriatrica o neurologica, con un monitoraggio regolare dell'efficacia e degli effetti collaterali.
Questi farmaci rappresentano la prima classe di trattamenti modificanti la malattia per l'Alzheimer, non solo sintomatici: agiscono sulla causa fisiopatologica fondamentale rimuovendo l'amiloide accumulata nel cervello.
Il loro profilo di sicurezza — in particolare il rischio di anomalie da imaging correlate all'amiloide (ARIA) — richiede una selezione attenta dei pazienti, trattamento nelle fasi precoci della malattia e un monitoraggio rigoroso nel tempo con RMN seriate. Questi farmaci richiedono una diagnosi di Alzheimer confermata con biomarcatori prima dell'inizio del trattamento.
Esiste una forma genetica rara di Alzheimer a esordio precoce — prima dei 65 anni — trasmessa con modalità autosomica dominante e legata a mutazioni specifiche nei geni PSEN1, PSEN2 e APP: in queste famiglie la probabilità di trasmissione ai figli è circa del 50%.
Per la forma più comune a esordio tardivo, il principale fattore genetico di rischio noto è il polimorfismo APOE ε4: chi porta una copia di questo allele ha un rischio aumentato di circa 3-4 volte rispetto alla popolazione generale, chi ne porta due copie di 8-12 volte. Avere un familiare di primo grado con Alzheimer aumenta il rischio individuale di circa il doppio rispetto alla popolazione generale.
I principali fattori modificabili includono: la riduzione dell'udito non trattata, l'ipertensione arteriosa non controllata, il fumo di tabacco, l'obesità , la depressione non trattata, l'isolamento sociale, l'inattività fisica, il diabete mellito non controllato, l'inquinamento atmosferico e l'abuso di alcol.
Una stima della Lancet Commission on dementia prevention ha calcolato che fino al 40% dei casi di demenza potrebbe essere prevenuto o ritardato attraverso la modifica di questi fattori di rischio nel corso della vita. Il controllo dei fattori di rischio cardiovascolare è in assoluto uno degli interventi preventivi più efficaci disponibili.
La demenza vascolare ha invece spesso un esordio più brusco, correlato a episodi cerebrovascolari acuti o a ischemia cerebrale cronica da malattia dei piccoli vasi; la progressione tende a procedere a scalini, con peggioramenti improvvisi in occasione di nuovi eventi cerebrovascolari seguiti da periodi di stabilità relativa.
In molti pazienti anziani le due forme coesistono nella cosiddetta demenza mista, molto frequente nella pratica clinica. La distinzione è rilevante perché le strategie terapeutiche differiscono: nella demenza vascolare il controllo aggressivo dei fattori di rischio cardiovascolare è l'intervento più efficace disponibile per rallentare la progressione.
Anche altri farmaci comunemente utilizzati in geriatria devono essere usati con estrema cautela in questi pazienti: i farmaci anticolinergici, le benzodiazepine e alcuni antiemetici possono peggiorare significativamente il quadro clinico.
La rivastigmina è il farmaco con la maggiore evidenza di efficacia nella demenza a corpi di Lewy per i sintomi cognitivi. Per le allucinazioni visive caratteristiche di questa forma, quando richiedono trattamento farmacologico, la quetiapina a basse dosi è la scelta preferita, sempre con la massima cautela e sotto stretta supervisione specialistica.
Gli aspetti da pianificare includono: le preferenze del paziente riguardo alle cure future e i suoi valori, eventualmente formalizzate nelle Disposizioni Anticipate di Trattamento; l'organizzazione del supporto assistenziale domiciliare con valutazione del carico del caregiver; l'accesso ai servizi territoriali come i centri diurni Alzheimer; la revisione periodica della terapia farmacologica; e la pianificazione delle cure palliative nelle fasi avanzate.
Il Medico Geriatra, in collaborazione con il Medico di Medicina Generale, i servizi sociali e i familiari, è il professionista più indicato per guidare questa pianificazione in modo strutturato e centrato sui bisogni del paziente.
Per aiutarti nei tuoi diritti, sempre

Il percorso normativo che porta un paziente fragile e in stato di reale bisogno a vedersi riconosciuti i diritti dello stato sociale, come l'assegno di invalidità o l'indennità di accompagno, spesso spaventa, poiché è percepito come lungo, farraginoso, complicato, dispersivo.
In realtà , la normativa italiana, che va ricordato essere comunque una delle più avanzate del mondo in quanto a tutela delle persone con disabilità , è molto chiara e diretta, anche se ad occhio non esperto può apparire complessa e farraginosa.
Proprio per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio si è perfezionata nelle valutazioni cliniche per pazienti non autosufficienti o in condizione di reale bisogno assistenziale, dovuto a un handicap fisico o psichico, che hanno bisogno di concreto aiuto per iniziare il percorso che può portarli ad un sussidio assistenziale.

La Dottoressa potrà visitare te o uno dei tuoi cari e stabilire se vi siano davvero le condizioni per richiedere una prestazione assistenziale INPS, come l'assegno di invalidità o accompagno e, nel caso, provvedere all'invio telematico del certificato medico introduttivo, obbligatorio per iniziare la richiesta normativa.
Il certificato medico introduttivo è un documento clinico-amministrativo previsto dalla normativa italiana in materia di invalidità civile e disabilità : è il documento che il Medico curante (di Medicina generale o specialista, come la Dott.ssa Broccio) deve compilare e trasmettere telematicamente all'INPS prima che il paziente presenti la domanda di accertamento dell'invalidità civile, cecità , sordità , handicap (L. 104/92) e/o disabilità (D.Lgs. 62/2024).
Il certificato medico introduttivo apre il procedimento amministrativo: senza questo certificato il cittadino non può avviare la domanda online sul portale INPS, e pertanto il suo invio è necessario per avviare l'iter che può portare al riconoscimento dell'invalidità o dell'indennità d'accompagno.
Per tutti i tuoi problemi in età avanzata, una Dottoressa amica

La Geriatria è la branca specialistica dedicata alla diagnosi, cura e riabilitazione del paziente anziano, con particolare attenzione alla complessità multidimensionale tipica di questa fascia d'età : polipatologia, politerapia, fragilità , decadimento cognitivo, rischio di perdita dell'autonomia.
I benefici preventivi della moderna Medicina Geriatrica sono la prevenzione secondaria delle complicanze di patologie croniche (scompenso cardiaco, BPCO, diabete, osteoporosi), la prevenzione delle cadute con programmi di esercizio fisico, la revisione farmacologica, la valutazione dell'ambiente domestico, le vaccinazioni raccomandate nell'anziano (influenza, pneumococco, herpes zoster, COVID-19) nonché il monitoraggio nutrizionale per prevenire la sarcopenia.
In sostanza, la Geriatria si pone come obiettivo ultimo non solo il prolungamento della vita, ma il perseguire uno stato di alto benessere, che deve durare il più possibile e che deve andare di pari passo con una qualità generale dell'esistenza apprezzabile, intervenendo prontamente sia nella prevenzione che nella cura dei problemi della terza età .

La Medicina Geriatrica però non è solo preventiva, ma comporta benefici funzionali e sulla qualità della vita del paziente.
Il mantenimento o recupero dell'autonomia nelle attività quotidiane (ADL/IADL), la riduzione del rischio di istituzionalizzazione precoce, il supporto al caregiver familiare con indicazioni pratiche e orientamento ai servizi, la pianificazione anticipata delle cure in paziente con patologie evolutive, la cura efficace delle maggiori condizioni di pericolo della persona anziana, che spesso presenta diverse comorbilità che rendono la sua gestione compito del Medico specialista ben preparato.
Per tutte queste attività , puoi sempre contare sull'aiuto della Dott.ssa Giovanna Broccio: non ti lascerà mai solo, te o il tuo familiare bisognoso di cure e di supporto.
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Lo Studio Medico Salus Mea della Dott.ssa Giovanna Broccio si trova a Milano, in Via Padova, 95 (quartiere NoLo, Nord di Loreto).
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Quindi ricorda che...
- La demenza non è una singola malattia ma una sindrome clinica caratterizzata da declino progressivo di più funzioni cognitive;
- Non è una conseguenza normale e inevitabile dell'invecchiamento, ma l'espressione clinica di specifiche malattie neurodegenerative o vascolari;
- Comprendere questa distinzione è fondamentale per evitare la pericolosa normalizzazione dei sintomi che ritarda la diagnosi;
- La malattia di Alzheimer è la forma più frequente nella terza età ed è responsabile del 60-70% di tutti i casi;
- Il substrato neuropatologico dell'Alzheimer è l'accumulo di placche di beta-amiloide e di grovigli neurofibrillari di proteina tau;
- La demenza vascolare, seconda per frequenza, riconosce come causa le lesioni ischemiche o emorragiche del parenchima cerebrale;
- Il suo profilo cognitivo è disomogeneo e a scalini, con fluttuazioni correlate agli episodi cerebrovascolari;
- La demenza a corpi di Lewy si caratterizza per fluttuazioni cognitive, allucinazioni visive complesse e parkinsonismo;
- Questi pazienti presentano ipersensibilità ai neurolettici, che possono peggiorare drasticamente il quadro clinico;
- La demenza frontotemporale colpisce prevalentemente la quinta e sesta decade con modificazioni della personalità e del comportamento;
- La diagnosi è clinica e richiede una valutazione strutturata: anamnesi, esame neurologico, valutazione neuropsicologica formale;
- La RMN cerebrale valuta atrofia ippocampale, lesioni vascolari e idrocefalo, mentre i biomarcatori liquorali e la PET amiloide supportano la diagnosi di Alzheimer;
- I farmaci attualmente disponibili comprendono gli inibitori dell'acetilcolinesterasi — donepezil, rivastigmina, galantamina — e la memantina;
- Hanno effetto sintomatico: rallentano la progressione del declino ma non modificano il decorso della malattia sottostante;
- Le prospettive future sono promettenti: lecanemab e donanemab, anticorpi monoclonali anti-amiloide, sono i primi trattamenti modificanti la malattia

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Giovanna Broccio il giorno:
martedì 2 giugno, 2026
La Dott.ssa Giovanna Broccio è un Medico Chirurgo specialista in Geriatria, cioè quella branca della Medicina che studia e cura le condizioni di salute della persona anziana.
La Dottoressa è perfezionata nella valutazione multidimensionale dell'anziano, nei disturbi di demenza senile ed iper-aggressività , nelle condizioni di delirium e decadimenti cognitivi, anche quelli in esordio.
Nel corso della sua costante ricerca scientifica volta la benessere del paziente anziano, soprattutto in condizioni particolari di fragilità e mancato supporto famigliare, la Dottoressa ha approfondito la normativa italiana che garantisce un decoroso supporto per le persone non auto-sufficienti oppure invalide civili, grazie alle prestazioni di assistenza sociale come ad esempio l'indennità d'accompagno e l'assegno d'invalidità .
Per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio, oltre che predersi cura davvero a 360° della persona anziana, può aiutarti anche ad iniziare il lungo iter per richiedere, qualora le condizioni psico-fisiche lo consentano, il riconoscimento dell'invalidità civile o del sostenamento economico dell'accompagno, non lasciandoti mai solo per tutta la durata del procedimento amministrativo o, nel caso, anche giudiziario.
Tutte le visite d'invalidità INPS che svolge la Dottoressa sono accompagnate, qualora ella lo ritenesse clinicamente fondato, nella compilazione e nell'invio del certificato medico introduttivo necessario per avviare formalmente la procedura per il riconoscimento dell'invalidità civile, della cecità , della sordità , della 104 e della disabilità .
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