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I problemi di memoria e le dimenticanze transitorie: quando preoccuparsi?

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Non tutti i problemi di memoria hanno lo stesso significato clinico.

Dimenticare il nome di una conoscente è diverso dal non ricordare una conversazione avvenuta poche ore prima.

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Dimenticare dove si è parcheggiata l'auto è diverso dal trovare le chiavi nel frigorifero.

Ma quando le dimenticanze transitorie diventano un segnale da non ignorare?

In questa pagina la Dott.ssa Giovanna Broccio, Medico Geriatra, spiega dove si trova il confine tra il normale invecchiamento cognitivo e i segnali che meritano invece un approfondimento diagnostico urgente.

Tutti i problemi di memoria sono uguali? La necessaria distinzione clinica

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La risposta è no, e la distinzione clinica tra le diverse forme di dimenticanza è uno dei compiti diagnostici più delicati e importanti nella cura dell'anziano.

Le dimenticanze possono essere l'espressione del normale rallentamento mnemistico legato all'età, di una condizione funzionale transitoria come la depressione o l'ansia, di un effetto collaterale farmacologico, di un deterioramento cognitivo lieve di tipo MCI, oppure di una demenza in fase iniziale.

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Ciascuna di queste condizioni ha implicazioni diagnostiche, prognostiche e terapeutiche profondamente diverse, e solo una valutazione clinica strutturata permette di orientarsi correttamente.

Attribuire genericamente ogni problema di memoria all'invecchiamento, senza procedere con un approfondimento diagnostico quando indicato, è un errore che può ritardare il riconoscimento di condizioni trattabili o la diagnosi precoce di una demenza in una fase in cui gli interventi terapeutici sono ancora più efficaci e le possibilità di pianificazione del futuro con il paziente sono ancora pienamente disponibili.

Quali dimenticanze sono parte del normale invecchiamento cognitivo?

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Il normale invecchiamento cognitivo si accompagna a un rallentamento della velocità di elaborazione delle informazioni e a una riduzione dell'efficienza dei processi di codifica, immagazzinamento e recupero delle informazioni dalla memoria.

Questo si traduce in una maggiore difficoltà — rispetto alla giovane età — nel ricordare rapidamente nomi propri di persone conosciute, nel trovare prontamente una parola durante una conversazione, nel memorizzare un numero di telefono appena sentito o nell'apprendere rapidamente nuove procedure tecnologiche.

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Queste difficoltà sono stabili nel tempo, non si aggravano progressivamente, non interferiscono con le attività quotidiane e sono percepite dall'anziano come fastidiose ma non come fonte di disagio grave.

La persona sana che invecchia è pienamente consapevole delle proprie piccole lacune mnemoniche, le compensa efficacemente con strategie alternative e non manifesta una compromissione delle funzioni strumentali come guidare, gestire il denaro, cucinare o usare gli apparecchi domestici.

Quali dimenticanze meritano invece un approfondimento diagnostico?

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Destano preoccupazione clinica e meritano una valutazione specialistica le dimenticanze che presentano caratteristiche specifiche.

Innanzitutto la progressività: dimenticanze che tendono ad aumentare in frequenza e intensità nel corso degli ultimi mesi, invece di mantenersi stabili nel tempo.

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In secondo luogo, la rilevanza degli eventi dimenticati: dimenticare conversazioni importanti avvenute poche ore prima, non ricordare di aver assunto i farmaci mattutini, non ricordare appuntamenti medici o impegni familiari che in precedenza non sarebbero mai stati dimenticati.

In terzo luogo, la ripetitività delle domande: ripetere la stessa domanda o lo stesso racconto più volte nel corso di una breve conversazione, senza rendersi conto di averlo già fatto, è uno dei segnali più specifici di un deterioramento organico della memoria.

In quarto luogo, le conseguenze funzionali: difficoltà nel gestire autonomamente i propri farmaci, negli acquisti, nel controllo delle bollette o nella gestione di attività che in precedenza erano svolte senza problemi.

Infine, ritrovare oggetti in luoghi del tutto incongrui — le chiavi nel frigorifero, gli occhiali nella borsa della spesa — è un segnale che non deve mai essere sottovalutato né normalizzato.

Quanto è importante il ruolo della famiglia nel riconoscimento precoce?

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Il contributo dei familiari nella diagnosi precoce del deterioramento cognitivo è di valore inestimabile e spesso insostituibile.

Nella malattia di Alzheimer in particolare, il paziente sviluppa frequentemente una ridotta consapevolezza dei propri deficit cognitivi (il noto fenomeno clinico dell'anosognosia) che lo porta a minimizzare o a negare i problemi osservati dai familiari.

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Spesso sono proprio i figli, il coniuge o le persone più vicine che per prime notano i cambiamenti e sollecitano la visita medica, a volte superando la resistenza del familiare malato.

Durante la valutazione geriatrica o neurologica, la testimonianza di un familiare che conosce bene il paziente e ha osservato la sua evoluzione cognitiva nel tempo è fondamentale per costruire un'anamnesi accurata.

Segnalare precocemente al Medico di Medicina Generale i cambiamenti osservati — anche quando sembrano piccoli e si teme di essere eccessivamente allarmisti — è un atto di cura concreto verso il proprio familiare che può fare una differenza sostanziale nella precocità della diagnosi e nell'accesso alle cure appropriate.

Pensi di essere idoneo per richiedere la condizione di invalidità? La Dott.ssa Giovanna Broccio può aiutarti

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Il tuo Medico Geriatra a Milano

La Dott.ssa Giovanna Broccio è un Medico Chirurgo, Specialista in Geriatria, che da anni si è perfezionata nel complesso sistema normativo italiano che regola le procedure per il riconoscimento della condizioni di invalidità e di accompagno.

La Dottoressa potrà dunque valutare la tua condizione con una visita medica specifica proprio preparatoria alla richiesta di invalidità, raccogliendo ed analizzando razionalmente tutta la tua documentazione medica e diagnostica, aiutandoti a preparare e ad inviare correttamente richiesta di invalidità all’INPS per mezzo del certificato medico introduttivo.

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Per aiutarti a stare meglio, anche in età avanzata

Non di meno, la Dott.ssa Giovanna Broccio potrà aiutarti e supportarti durante la visita medica della Commissione come consulente di parte, affinché tu possa vederti riconosciuto, ove effettivamente persista, il tuo giusto diritto civile e legale.

Affinché la terza età non sia una condanna, ma una stagione della vita da vivere al meglio, esattamente come tutte le altre.

FAQ (domande frequenti)

+ Tutti i problemi di memoria nell'anziano sono uguali?
No, e la distinzione clinica tra le diverse forme di dimenticanza è uno dei compiti diagnostici più delicati nella cura dell'anziano.
Le dimenticanze possono essere l'espressione del normale rallentamento mnestico legato all'età, di una condizione funzionale transitoria come la depressione o l'ansia, di un effetto collaterale farmacologico, di un deterioramento cognitivo lieve (MCI), oppure di una demenza in fase iniziale: ciascuna di queste condizioni ha implicazioni diagnostiche, prognostiche e terapeutiche profondamente diverse.
Attribuire genericamente ogni problema di memoria all'invecchiamento, senza procedere con un approfondimento diagnostico quando indicato, è un errore che può ritardare il riconoscimento di condizioni trattabili o la diagnosi precoce di una demenza in una fase in cui gli interventi terapeutici sono ancora più efficaci.
+ Quali dimenticanze fanno parte del normale invecchiamento cognitivo?
Il normale invecchiamento cognitivo si accompagna a un rallentamento della velocità di elaborazione delle informazioni e a una riduzione dell'efficienza dei processi di codifica e recupero dalla memoria.
Questo si traduce in una maggiore difficoltà — rispetto alla giovane età — nel ricordare rapidamente nomi propri di persone conosciute, nel trovare prontamente una parola durante una conversazione, nel memorizzare un numero di telefono appena sentito o nell'apprendere rapidamente nuove procedure tecnologiche.
Queste difficoltà sono stabili nel tempo, non si aggravano progressivamente, non interferiscono con le attività quotidiane e sono percepite dall'anziano come fastidiose ma non come fonte di disagio grave. La persona sana che invecchia è pienamente consapevole delle proprie piccole lacune mnemoniche e le compensa efficacemente con strategie alternative.
+ Quali dimenticanze meritano una valutazione medica?
Destano preoccupazione clinica le dimenticanze con queste caratteristiche specifiche: la progressività — dimenticanze che tendono ad aumentare in frequenza e intensità nel corso degli ultimi mesi; la rilevanza degli eventi dimenticati — dimenticare conversazioni importanti avvenute poche ore prima, non ricordare di aver assunto i farmaci, non ricordare appuntamenti medici.
È un segnale rilevante anche la ripetitività delle domande: ripetere la stessa domanda o lo stesso racconto più volte nel corso di una breve conversazione, senza rendersi conto di averlo già fatto, è uno dei segnali più specifici di un deterioramento organico della memoria.
Le conseguenze funzionali meritano sempre un approfondimento: difficoltà nel gestire autonomamente i propri farmaci, negli acquisti, nel controllo delle bollette. Infine, ritrovare oggetti in luoghi del tutto incongrui — le chiavi nel frigorifero, gli occhiali nella borsa della spesa — è un segnale che non deve mai essere sottovalutato né normalizzato.
+ La depressione può causare problemi di memoria nell'anziano?
Sì. La depressione nell'anziano si manifesta frequentemente con sintomi cognitivi prominenti — difficoltà di concentrazione, rallentamento del pensiero, problemi di memoria — che possono simulare le fasi precoci di una demenza, tanto da essere definita in alcuni casi pseudodemenza depressiva.
La distinzione è clinicamente rilevante perché le implicazioni terapeutiche sono completamente diverse: i sintomi cognitivi della depressione tendono a migliorare con il trattamento antidepressivo adeguato, senza lasciare danni permanenti.
Una valutazione geriatrica completa che includa la valutazione della sfera affettiva con scale standardizzate come la Geriatric Depression Scale è indispensabile per non confondere le due condizioni e per garantire il trattamento più appropriato.
+ I farmaci possono causare o peggiorare i problemi di memoria?
Sì, ed è un aspetto molto spesso sottovalutato. Diversi farmaci comunemente utilizzati negli anziani possono determinare deterioramento cognitivo come effetto collaterale: le benzodiazepine (ansiolitici e ipnotici), gli anticolinergici (alcuni antistaminici, farmaci per la vescica iperattiva, alcuni antidepressivi triciclici), i corticosteroidi a lungo termine e alcuni antipertensivi.
Una revisione completa di tutti i farmaci assunti è pertanto un passaggio obbligatorio nell'iter diagnostico dei problemi di memoria: eliminare o sostituire i farmaci che contribuiscono al deficit cognitivo può portare a miglioramenti significativi.
Per questo motivo è importante portare al Medico l'elenco completo di tutti i farmaci assunti — compresi quelli da banco e gli integratori — ogni volta che si segnalano problemi di memoria, anche quelli che sembrano ininfluenti o assunti da tempo.
+ Qual è il ruolo della famiglia nel riconoscimento precoce dei problemi di memoria?
Il contributo dei familiari nella diagnosi precoce del deterioramento cognitivo è di valore inestimabile e spesso insostituibile. Spesso sono proprio i figli, il coniuge o le persone più vicine che per prime notano i cambiamenti — a volte prima dello stesso paziente.
Nella malattia di Alzheimer in particolare, il paziente sviluppa frequentemente una ridotta consapevolezza dei propri deficit cognitivi (anosognosia), che lo porta a minimizzare o negare i problemi osservati dai familiari. Segnalare precocemente al Medico di Medicina Generale i cambiamenti osservati — anche quando sembrano piccoli e si teme di essere eccessivamente allarmisti — è un atto di cura concreto che può fare una differenza sostanziale nella precocità della diagnosi.
Durante la valutazione geriatrica o neurologica, la testimonianza di un familiare che conosce bene il paziente e ha osservato la sua evoluzione cognitiva nel tempo è fondamentale per costruire un'anamnesi accurata e affidabile.
+ Come si distingue una dimenticanza benigna da un segnale preoccupante?
Dimenticare dove si è parcheggiata l'auto o non ricordare il nome di una persona conosciuta di rado sono esempi di dimenticanze benigne legate al normale invecchiamento. Trovare le chiavi nel frigorifero, non ricordare conversazioni avvenute poche ore prima o ripetere la stessa domanda tre volte nel corso di un'ora sono esempi di segnali che meritano una valutazione medica.
La distinzione chiave è nella progressività nel tempo (le dimenticanze benigne rimangono stabili), nella rilevanza degli eventi dimenticati (eventi importanti per la vita quotidiana), nella consapevolezza del paziente (chi invecchia normalmente sa di dimenticare e si organizza; chi ha un deterioramento cognitivo spesso non se ne accorge) e nell'impatto sulle attività quotidiane.
In caso di dubbio, la valutazione geriatrica specialistica è l'unico strumento in grado di distinguere con precisione tra le diverse condizioni e fornire la risposta clinica corretta.
+ Esistono cause reversibili di perdita di memoria?
Sì. Alcune forme di deterioramento cognitivo e di problemi di memoria sono causate da condizioni trattabili che, se corrette tempestivamente, possono portare a un recupero significativo delle funzioni cognitive.
Le principali cause reversibili includono: l'ipotiroidismo, molto frequente nell'anziano e spesso misconosciuto; il deficit di vitamina B12 e di acido folico; l'idrocefalo normoteso, caratterizzato dalla triade di deterioramento cognitivo, alterazione della deambulazione e incontinenza urinaria; gli effetti avversi di alcuni farmaci; i disturbi del sonno come l'apnea ostruttiva notturna grave; e la depressione non trattata.
Per questo motivo, di fronte a problemi di memoria persistenti il Medico prescrive sempre un pannello di esami di laboratorio specifici alla ricerca di queste cause trattabili, prima di procedere con valutazioni neuropsicologiche più approfondite.
+ Quanto è importante diagnosticare precocemente i problemi di memoria?
È molto importante, per almeno tre ragioni fondamentali. In primo luogo, alcune cause di deterioramento cognitivo sono reversibili: identificarle e trattarle precocemente può portare a un pieno recupero delle funzioni cognitive.
In secondo luogo, nelle forme degenerative come l'Alzheimer, la diagnosi precoce consente di iniziare i trattamenti disponibili nella fase in cui sono più efficaci, di accedere ai nuovi trattamenti biologici che richiedono un intervento nelle fasi precoci e di pianificare il futuro con il paziente mentre è ancora in grado di esprimere pienamente le proprie volontà.
In terzo luogo, una diagnosi precoce consente di attivare per tempo il supporto ai familiari, i servizi di assistenza territoriale e le risorse necessarie per garantire al paziente e alla famiglia la migliore qualità di vita possibile nel percorso della malattia.
+ A chi ci si deve rivolgere in caso di preoccupazioni per la memoria di un familiare anziano?
Il primo passo è segnalare le preoccupazioni al Medico di Medicina Generale, che effettuerà una valutazione clinica iniziale, richiederà gli esami di laboratorio di primo livello e valuterà se è indicata una consulenza geriatrica o neurologica specialistica.
Non è necessario aspettare che i problemi diventino gravi o evidenti: segnalare anche piccoli cambiamenti osservati nel tempo è la cosa giusta da fare. Il Medico valuterà la rilevanza clinica dei segnali descritti e deciderà il percorso diagnostico più appropriato.
In presenza di un deterioramento cognitivo già documentato, il riferimento specialistico è il Medico Geriatra o il Medico Neurologo e, per i casi più complessi, i Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) della rete nazionale, che garantiscono una valutazione multidisciplinare strutturata e l'accesso alle tecnologie diagnostiche avanzate.

Per aiutarti nei tuoi diritti, sempre

Medico Geriatra esperto nell'accompagno ed invalidità INPS

Il percorso normativo che porta un paziente fragile e in stato di reale bisogno a vedersi riconosciuti i diritti dello stato sociale, come l'assegno di invalidità o l'indennità di accompagno, spesso spaventa, poiché è percepito come lungo, farraginoso, complicato, dispersivo.

In realtà, la normativa italiana, che va ricordato essere comunque una delle più avanzate del mondo in quanto a tutela delle persone con disabilità, è molto chiara e diretta, anche se ad occhio non esperto può apparire complessa e farraginosa.

Proprio per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio si è perfezionata nelle valutazioni cliniche per pazienti non autosufficienti o in condizione di reale bisogno assistenziale, dovuto a un handicap fisico o psichico, che hanno bisogno di concreto aiuto per iniziare il percorso che può portarli ad un sussidio assistenziale.

Certificato medico introduttivo per la richiesta accompagno ed invalidità INPS

La Dottoressa potrà visitare te o uno dei tuoi cari e stabilire se vi siano davvero le condizioni per richiedere una prestazione assistenziale INPS, come l'assegno di invalidità o accompagno e, nel caso, provvedere all'invio telematico del certificato medico introduttivo, obbligatorio per iniziare la richiesta normativa.

Il certificato medico introduttivo è un documento clinico-amministrativo previsto dalla normativa italiana in materia di invalidità civile e disabilità: è il documento che il Medico curante (di Medicina generale o specialista, come la Dott.ssa Broccio) deve compilare e trasmettere telematicamente all'INPS prima che il paziente presenti la domanda di accertamento dell'invalidità civile, cecità, sordità, handicap (L. 104/92) e/o disabilità (D.Lgs. 62/2024).

Il certificato medico introduttivo apre il procedimento amministrativo: senza questo certificato il cittadino non può avviare la domanda online sul portale INPS, e pertanto il suo invio è necessario per avviare l'iter che può portare al riconoscimento dell'invalidità o dell'indennità d'accompagno.

Per tutti i tuoi problemi in età avanzata, una Dottoressa amica

Il Medico Geriatra a Milano per i pazienti anziani

La Geriatria è la branca specialistica dedicata alla diagnosi, cura e riabilitazione del paziente anziano, con particolare attenzione alla complessità multidimensionale tipica di questa fascia d'età: polipatologia, politerapia, fragilità, decadimento cognitivo, rischio di perdita dell'autonomia.

I benefici preventivi della moderna Medicina Geriatrica sono la prevenzione secondaria delle complicanze di patologie croniche (scompenso cardiaco, BPCO, diabete, osteoporosi), la prevenzione delle cadute con programmi di esercizio fisico, la revisione farmacologica, la valutazione dell'ambiente domestico, le vaccinazioni raccomandate nell'anziano (influenza, pneumococco, herpes zoster, COVID-19) nonché il monitoraggio nutrizionale per prevenire la sarcopenia.

In sostanza, la Geriatria si pone come obiettivo ultimo non solo il prolungamento della vita, ma il perseguire uno stato di alto benessere, che deve durare il più possibile e che deve andare di pari passo con una qualità generale dell'esistenza apprezzabile, intervenendo prontamente sia nella prevenzione che nella cura dei problemi della terza età.

Per tutte le problematiche dei pazienti nella terza età

La Medicina Geriatrica però non è solo preventiva, ma comporta benefici funzionali e sulla qualità della vita del paziente.

Il mantenimento o recupero dell'autonomia nelle attività quotidiane (ADL/IADL), la riduzione del rischio di istituzionalizzazione precoce, il supporto al caregiver familiare con indicazioni pratiche e orientamento ai servizi, la pianificazione anticipata delle cure in paziente con patologie evolutive, la cura efficace delle maggiori condizioni di pericolo della persona anziana, che spesso presenta diverse comorbilità che rendono la sua gestione compito del Medico specialista ben preparato.

Per tutte queste attività, puoi sempre contare sull'aiuto della Dott.ssa Giovanna Broccio: non ti lascerà mai solo, te o il tuo familiare bisognoso di cure e di supporto.

Prenota ora la tua visita con la Dottoressa

La Dott.ssa Giovanna Broccio è qui per aiutarti, o aiutare un tuo caro che ha bisogno di cure, supporto, terapie specifiche o anche aiuto per iniziare una pratica di accompagno ed invalidità INPS.

Qualsiasi sia il problema legato alla terza età, la Dottoressa può intervenire, dandoti un aiuto concreto e specialistico, anche se sei un caregiver e se ti prendi cura giornalmente del tuo parente anziano ed ormai non auto-sufficiente.

PRENOTA ORA

Lo Studio Medico Salus Mea della Dott.ssa Giovanna Broccio si trova a Milano, in Via Padova, 95 (quartiere NoLo, Nord di Loreto).

La Dottoressa eroga, nel suo ambulatorio, sia visite di Medicina Geriatrica che visite atte a stabilire l'idoneità alla richiesta di invalidità o accompagno INPS.

La visita geriatrica di invalidità o accompagno INPS viene correlata, ove la Dottoressa lo ritene opportuno, dall'invio telematico all'INPS del certificato medico introduttivo, documento obbligatorio per avviare l'iter di richiesta invalidità o accompagno.

lo Studio Medico Salus Mea della Dott.ssa Giovanna Broccio si trova proprio nel cuore di NoLo, il quartiere a nord di Piazzale Loreto facilmente raggiungibile sia con mezzi di superficie (linea 56, fermata Via Padova-Via Esterle) che con la linea metropolitana MM1 (Linea Rossa) fermata Pasteur (circa 300 metri a piedi) o MM2 (Linea Verde) fermata Cimiano (circa 500 metri a piedi).

se vuoi raggiungerci in autovettura, ricorda che lo studio è fuori dalla Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi non ti servirà il pass per entrare, ma la tua vettura deve comunque rispettare gli obblighi ecologici dell'Area B (qui maggiori informazioni sul sito del Comune di Milano).

se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale e prendere la linea MM2 (Linea Verde), direzione Gessate-Cologno Nord, fino alla fermata Loreto per poi prendere la linea 56 e scendere a Via Padova-Via Esterle (circa 10 minuti di viaggio totale metro-bus).

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Per darti supporto nei tuoi diritti, per migliorare la tua qualità di vita, a qualsiasi età.

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Quindi ricorda che...
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  • Ritrovare oggetti in luoghi del tutto incongrui — le chiavi nel frigorifero — è un segnale da non sottovalutare mai;
  • Nell'Alzheimer il paziente sviluppa spesso anosognosia, una ridotta consapevolezza dei propri deficit;
  • Il contributo dei familiari è inestimabile: segnalare precocemente al Medico di Medicina Generale i cambiamenti osservati può fare una differenza sostanziale nella precocità della diagnosi
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Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Giovanna Broccio il giorno:

martedì 2 giugno, 2026

La Dott.ssa Giovanna Broccio è un Medico Chirurgo specialista in Geriatria, cioè quella branca della Medicina che studia e cura le condizioni di salute della persona anziana.

La Dottoressa è perfezionata nella valutazione multidimensionale dell'anziano, nei disturbi di demenza senile ed iper-aggressività, nelle condizioni di delirium e decadimenti cognitivi, anche quelli in esordio.

Nel corso della sua costante ricerca scientifica volta la benessere del paziente anziano, soprattutto in condizioni particolari di fragilità e mancato supporto famigliare, la Dottoressa ha approfondito la normativa italiana che garantisce un decoroso supporto per le persone non auto-sufficienti oppure invalide civili, grazie alle prestazioni di assistenza sociale come ad esempio l'indennità d'accompagno e l'assegno d'invalidità.

Per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio, oltre che predersi cura davvero a 360° della persona anziana, può aiutarti anche ad iniziare il lungo iter per richiedere, qualora le condizioni psico-fisiche lo consentano, il riconoscimento dell'invalidità civile o del sostenamento economico dell'accompagno, non lasciandoti mai solo per tutta la durata del procedimento amministrativo o, nel caso, anche giudiziario.

Tutte le visite d'invalidità INPS che svolge la Dottoressa sono accompagnate, qualora ella lo ritenesse clinicamente fondato, nella compilazione e nell'invio del certificato medico introduttivo necessario per avviare formalmente la procedura per il riconoscimento dell'invalidità civile, della cecità, della sordità, della 104 e della disabilità.

La Dott.ssa Giovanna Broccio visita nel suo ambulatorio di Milano, presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95 (zona NoLo).

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