
Il dolore cronico colpisce tra il 50% e l'80% degli anziani, eppure rimane uno dei problemi più sistematicamente sottotrattati in geriatria.
Spesso il paziente non lo riferisce spontaneamente, convinto che sia una conseguenza inevitabile dell'età .
Non lo è.
In questa pagina la Dott.ssa Giovanna Broccio, Medico Geriatra, spiega cos'è la terapia del dolore nell'anziano, quali sono le cause più frequenti di dolore cronico, come viene valutato anche nei pazienti con deterioramento cognitivo e quali strategie terapeutiche sono disponibili.
Quanto è diffuso il dolore cronico nella popolazione anziana?

Il dolore cronico — definito come dolore che persiste o recidiva per un periodo superiore a tre mesi — rappresenta uno dei problemi di salute pubblica più rilevanti e più sottostimati nella popolazione anziana.
Secondo le stime epidemiologiche, il dolore cronico colpisce tra il 50% e il 80% degli anziani che vivono in comunità , con picchi che superano l'80% nelle strutture residenziali.

Nonostante questa straordinaria prevalenza, il dolore nell'anziano è ancora oggi ampiamente sottotrattato: studi condotti in ambito ospedaliero e residenziale documentano che più della metà dei pazienti anziani con dolore cronico non riceve un trattamento analgesico adeguato.
Le ragioni di questo paradosso sono molteplici:
- La tendenza del paziente anziano a considerare il dolore come una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento e a non segnalarlo spontaneamente al Medico;
- La difficoltà di valutazione del dolore nei pazienti con deterioramento cognitivo;
- Il timore degli operatori sanitari nei confronti degli effetti collaterali degli analgesici nell'anziano;
- La mancanza di una cultura della valutazione sistematica e routinaria del dolore in tutti i contesti assistenziali
Quali sono le cause più frequenti di dolore cronico nell'anziano?

Le patologie muscoloscheletriche rappresentano di gran lunga la causa più comune di dolore cronico nella terza età .
L'artrosi, presente in qualche grado in oltre il 50% degli ultra sessantenni, causa dolore articolare che peggiora con il carico e il movimento.

Le fratture vertebrali osteoporotiche — che colpiscono circa il 30% delle donne over 70 e il 15% degli uomini della stessa fascia d'età — sono causa di dolore lombare o dorsale cronico spesso severo e invalidante.
La stenosi del canale lombare causa claudicatio neurogena con dolore irradiato agli arti inferiori che compare durante la deambulazione.
Il dolore neuropatico — caratterizzato da bruciore, scosse, formicolii e ipersensibilità al tatto — è frequente nella neuropatia diabetica periferica, nella nevralgia post-erpetica dopo herpes zoster, nelle radicolopatie cervicali e lombari.
Il dolore oncologico interessa oltre il 70% dei pazienti con neoplasie in fase avanzata.
Tutte queste condizioni possono coesistere nello stesso paziente anziano, determinando quadri di dolore complesso e multifattoriale che richiedono un approccio valutativo e terapeutico sofisticato e personalizzato.
Come si valuta il dolore nel paziente anziano, anche in presenza di deterioramento cognitivo?

La valutazione sistematica e quantitativa del dolore è il prerequisito indispensabile per un trattamento appropriato.
Nei pazienti anziani cognitivamente integri si utilizzano scale di autovalutazione unidimensionali come la Scala Numerica a 11 punti (NRS, da 0 = nessun dolore a 10 = il peggior dolore immaginabile) o la Scala Analogica Visiva (VAS).

Nei pazienti con deterioramento cognitivo da lieve a moderato può essere preferita la Scala delle Faccine di Wong-Baker.
Per i pazienti con demenza grave che non sono in grado di autovalutare il dolore si ricorre a scale di osservazione comportamentale validate come la PAINAD (Pain Assessment in Advanced Dementia), che valuta cinque componenti comportamentali — respirazione, vocalizzazioni, espressione facciale, linguaggio corporeo e consolabilità — con un punteggio da 0 a 10.
Il dolore deve essere valutato non solo a riposo ma anche con il movimento e con le attività della vita quotidiana, poiché è spesso il dolore dinamico quello che più limita la funzione e la qualità di vita del paziente.
La valutazione deve essere effettuata a ogni contatto assistenziale e documentata nella cartella clinica come un parametro vitale.
Quali strategie terapeutiche vengono utilizzate per il trattamento del dolore nell'anziano?

Il trattamento del dolore cronico nell'anziano segue i principi della scala analgesica dell'OMS, adattati alle specificità farmacocinetiche e farmacodinamiche di questa popolazione.
Il paracetamolo è il farmaco di prima scelta per il dolore lieve-moderato di origine muscoloscheletrica, grazie al suo buon profilo di sicurezza a dosaggi appropriati.

I FANS topici sono indicati per il dolore articolare localizzato con un profilo di sicurezza superiore a quello sistemico.
I FANS sistemici devono essere utilizzati con estrema cautela nell'anziano per i rischi gastrointestinali, renali e cardiovascolari, preferibilmente per brevi periodi e con protezione gastrica con inibitori di pompa protonica.
Gli oppioidi — dalla codeina e tramadolo per il dolore moderato, fino alla morfina orale, all'ossicodone, al fentanyl transdermico e alla buprenorfina per il dolore severo — devono essere prescritti nell'anziano partendo dalle dosi più basse possibili e titolando lentamente, monitorando sedazione, costipazione, nausea e ritenzione urinaria.
Per il dolore neuropatico i farmaci di prima scelta sono i gabapentinoidi come il gabapentin e il pregabalin e, con cautela per gli effetti anticolinergici, gli antidepressivi triciclici a basse dosi.
L'approccio multimodale che integra farmacoterapia con fisioterapia, tecniche di rilassamento, stimolazione transcutanea (TENS) e procedure interventistiche come le infiltrazioni articolari ottimizza il controllo del dolore minimizzando il carico farmacologico totale.
Pensi di essere idoneo per richiedere la condizione di invalidità ? La Dott.ssa Giovanna Broccio può aiutarti
Il tuo Medico Geriatra a Milano
La Dott.ssa Giovanna Broccio è un Medico Chirurgo, Specialista in Geriatria, che da anni si è perfezionata nel complesso sistema normativo italiano che regola le procedure per il riconoscimento della condizioni di invalidità e di accompagno.
La Dottoressa potrà dunque valutare la tua condizione con una visita medica specifica proprio preparatoria alla richiesta di invalidità , raccogliendo ed analizzando razionalmente tutta la tua documentazione medica e diagnostica, aiutandoti a preparare e ad inviare correttamente richiesta di invalidità all’INPS per mezzo del certificato medico introduttivo.
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FAQ (domande frequenti)
Nonostante questa straordinaria prevalenza, il dolore nell'anziano è ancora oggi ampiamente sottotrattato: studi condotti in ambito ospedaliero e residenziale documentano che più della metà dei pazienti anziani con dolore cronico non riceve un trattamento analgesico adeguato.
Le ragioni di questo paradosso sono molteplici: la tendenza del paziente anziano a considerare il dolore come una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento e a non segnalarlo spontaneamente al Medico; la difficoltà di valutazione nei pazienti con deterioramento cognitivo; il timore degli operatori nei confronti degli effetti collaterali degli analgesici; la mancanza di una cultura della valutazione sistematica del dolore in tutti i contesti assistenziali.
Il dolore cronico nell'anziano è quasi sempre l'espressione di specifiche condizioni patologiche — osteoartrosi, fratture vertebrali osteoporotiche, neuropatia diabetica, stenosi del canale lombare, nevralgia post-erpetica — che possono e devono essere diagnosticate, valutate e trattate in modo appropriato.
Accettare il dolore come parte inevitabile della vecchiaia è un errore clinico: priva il paziente di possibilità terapeutiche concrete, accelera il deterioramento funzionale e cognitivo, favorisce la depressione e l'isolamento sociale e riduce significativamente la qualità di vita in una fase dell'esistenza che può ancora essere vissuta con dignità e benessere.
Il dolore neuropatico — caratterizzato da bruciore, scosse, formicolii e ipersensibilità al tatto — è frequente nella neuropatia diabetica periferica, nella nevralgia post-erpetica dopo herpes zoster e nelle radicolopatie cervicali e lombari. Il dolore oncologico interessa oltre il 70% dei pazienti con neoplasie in fase avanzata.
Tutte queste condizioni possono coesistere nello stesso paziente anziano, determinando quadri di dolore complesso e multifattoriale che richiedono un approccio valutativo e terapeutico sofisticato e personalizzato.
Per i pazienti con demenza grave che non sono in grado di autovalutare il dolore si ricorre a scale di osservazione comportamentale validate come la PAINAD (Pain Assessment in Advanced Dementia), che valuta cinque componenti — respirazione, vocalizzazioni, espressione facciale, linguaggio corporeo e consolabilità — con un punteggio da 0 a 10.
Il dolore deve essere valutato non solo a riposo ma anche con il movimento e con le attività della vita quotidiana, poiché è spesso il dolore dinamico quello che più limita la funzione e la qualità di vita. La valutazione deve essere effettuata a ogni contatto assistenziale e documentata come un parametro vitale.
I FANS topici — gel o cerotti di diclofenac, ibuprofene, ketoprofene — sono indicati per il dolore articolare localizzato con un profilo di sicurezza sistematica superiore a quello delle formulazioni orali, poiché la loro biodisponibilità sistemica è molto inferiore.
I FANS sistemici devono essere utilizzati con estrema cautela nell'anziano per i rischi gastrointestinali, renali e cardiovascolari, preferibilmente per brevi periodi e con protezione gastrica con inibitori di pompa protonica. Nell'anziano con insufficienza renale, scompenso cardiaco o terapia anticoagulante, i FANS sistemici sono generalmente da evitare.
Il tramadolo, spesso utilizzato per il dolore moderato, deve essere usato con cautela nell'anziano per il rischio di interazioni con altri farmaci serotonergici, di abbassamento della soglia convulsiva e di disorientamento. La morfina orale a rilascio prolungato, il fentanyl transdermico e la buprenorfina sono le opzioni per il dolore severo.
La via transdermica (cerotti) è spesso preferibile nell'anziano non autosufficiente o con difficoltà di deglutizione, poiché garantisce una concentrazione plasmatica stabile senza necessità di assunzione orale ripetuta.
Gli antidepressivi triciclici a basse dosi (amitriptilina, nortriptilina) hanno efficacia documentata nel dolore neuropatico, ma richiedono cautela nell'anziano per gli effetti anticolinergici (ritenzione urinaria, stipsi, secchezza delle fauci, confusione mentale) e per il rischio cardiaco. Gli inibitori della ricaptazione di serotonina-noradrenalina (duloxetina, venlafaxina) hanno un profilo di sicurezza più favorevole.
Le capsaicina topica in alta concentrazione (cerotti 8%) e la lidocaina topica (cerotti al 5%) sono opzioni locali per il dolore neuropatico localizzato con un profilo di sicurezza sistemica favorevole.
Le principali strategie non farmacologiche con evidenza di efficacia includono: la fisioterapia con programmi di esercizio fisico personalizzato, fondamentale nel dolore muscoloscheletrico per il mantenimento della forza muscolare e della mobilità articolare; la stimolazione elettrica transcutanea (TENS); le infiltrazioni articolari con corticosteroidi o acido ialuronico per le localizzazioni artrosiche; le tecniche di rilassamento e mindfulness.
Il calore locale (impacchi caldi, fanghi termali) è utile per il dolore muscoloscheletrico cronico. Il freddo locale è più indicato nelle fasi infiammatorie acute. La combinazione di fisioterapia e adeguata terapia farmacologica è quasi sempre superiore a ciascuno dei due approcci da solo.
Il dolore cronico non trattato riduce la mobilità , limita le attività piacevoli, altera il sonno, favorisce l'isolamento sociale e crea una condizione di impotenza appresa che è un substrato fertile per la depressione. Negli anziani con demenza, il dolore non riconosciuto e non trattato è una delle cause principali dei disturbi comportamentali e dell'agitazione.
Un trattamento adeguato del dolore cronico ha quindi effetti positivi non solo sulla qualità della vita sensoriale e funzionale del paziente, ma anche sul benessere psicologico, sull'umore, sull'autonomia e sulla qualità complessiva dell'esperienza di vita dell'anziano.
Il Medico Geriatra ha una competenza specifica nella gestione del dolore cronico nell'anziano con multimorbilità e politerapia, integrando la terapia analgesica nel contesto del piano di cura complessivo del paziente e ottimizzando il bilancio tra efficacia analgesica e rischi degli effetti collaterali.
Per le forme di dolore complesso o refrattario, il riferimento specialistico è il Centro per la Terapia del Dolore, strutture presenti in tutti i principali ospedali italiani ai sensi della Legge 38/2010, che garantiscono l'accesso a tecniche interventistiche avanzate (blocchi nervosi, neuromodulazione, pompe intratecali) e a team multidisciplinari con competenze specifiche nel trattamento del dolore cronico.
Per aiutarti nei tuoi diritti, sempre

Il percorso normativo che porta un paziente fragile e in stato di reale bisogno a vedersi riconosciuti i diritti dello stato sociale, come l'assegno di invalidità o l'indennità di accompagno, spesso spaventa, poiché è percepito come lungo, farraginoso, complicato, dispersivo.
In realtà , la normativa italiana, che va ricordato essere comunque una delle più avanzate del mondo in quanto a tutela delle persone con disabilità , è molto chiara e diretta, anche se ad occhio non esperto può apparire complessa e farraginosa.
Proprio per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio si è perfezionata nelle valutazioni cliniche per pazienti non autosufficienti o in condizione di reale bisogno assistenziale, dovuto a un handicap fisico o psichico, che hanno bisogno di concreto aiuto per iniziare il percorso che può portarli ad un sussidio assistenziale.

La Dottoressa potrà visitare te o uno dei tuoi cari e stabilire se vi siano davvero le condizioni per richiedere una prestazione assistenziale INPS, come l'assegno di invalidità o accompagno e, nel caso, provvedere all'invio telematico del certificato medico introduttivo, obbligatorio per iniziare la richiesta normativa.
Il certificato medico introduttivo è un documento clinico-amministrativo previsto dalla normativa italiana in materia di invalidità civile e disabilità : è il documento che il Medico curante (di Medicina generale o specialista, come la Dott.ssa Broccio) deve compilare e trasmettere telematicamente all'INPS prima che il paziente presenti la domanda di accertamento dell'invalidità civile, cecità , sordità , handicap (L. 104/92) e/o disabilità (D.Lgs. 62/2024).
Il certificato medico introduttivo apre il procedimento amministrativo: senza questo certificato il cittadino non può avviare la domanda online sul portale INPS, e pertanto il suo invio è necessario per avviare l'iter che può portare al riconoscimento dell'invalidità o dell'indennità d'accompagno.
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La Geriatria è la branca specialistica dedicata alla diagnosi, cura e riabilitazione del paziente anziano, con particolare attenzione alla complessità multidimensionale tipica di questa fascia d'età : polipatologia, politerapia, fragilità , decadimento cognitivo, rischio di perdita dell'autonomia.
I benefici preventivi della moderna Medicina Geriatrica sono la prevenzione secondaria delle complicanze di patologie croniche (scompenso cardiaco, BPCO, diabete, osteoporosi), la prevenzione delle cadute con programmi di esercizio fisico, la revisione farmacologica, la valutazione dell'ambiente domestico, le vaccinazioni raccomandate nell'anziano (influenza, pneumococco, herpes zoster, COVID-19) nonché il monitoraggio nutrizionale per prevenire la sarcopenia.
In sostanza, la Geriatria si pone come obiettivo ultimo non solo il prolungamento della vita, ma il perseguire uno stato di alto benessere, che deve durare il più possibile e che deve andare di pari passo con una qualità generale dell'esistenza apprezzabile, intervenendo prontamente sia nella prevenzione che nella cura dei problemi della terza età .

La Medicina Geriatrica però non è solo preventiva, ma comporta benefici funzionali e sulla qualità della vita del paziente.
Il mantenimento o recupero dell'autonomia nelle attività quotidiane (ADL/IADL), la riduzione del rischio di istituzionalizzazione precoce, il supporto al caregiver familiare con indicazioni pratiche e orientamento ai servizi, la pianificazione anticipata delle cure in paziente con patologie evolutive, la cura efficace delle maggiori condizioni di pericolo della persona anziana, che spesso presenta diverse comorbilità che rendono la sua gestione compito del Medico specialista ben preparato.
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se vuoi raggiungerci in autovettura, ricorda che lo studio è fuori dalla Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi non ti servirà il pass per entrare, ma la tua vettura deve comunque rispettare gli obblighi ecologici dell'Area B (qui maggiori informazioni sul sito del Comune di Milano).
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- Il dolore cronico è quello che persiste o recidiva per un periodo superiore a tre mesi e rappresenta un problema di salute pubblica rilevante;
- Colpisce tra il 50% e l'80% degli anziani che vivono in comunità , con picchi superiori all'80% nelle strutture residenziali;
- Nonostante l'elevata prevalenza, il dolore nell'anziano è ampiamente sottotrattato, e più della metà dei pazienti non riceve un'analgesia adeguata;
- Il paziente spesso non lo segnala spontaneamente, ritenendolo erroneamente una conseguenza inevitabile dell'invecchiamento;
- Le patologie muscoloscheletriche sono la causa più comune: artrosi, fratture vertebrali osteoporotiche e stenosi del canale lombare;
- Il dolore neuropatico, caratterizzato da bruciore, scosse e formicolii, è frequente nella neuropatia diabetica e nella nevralgia post-erpetica;
- Il dolore oncologico interessa oltre il 70% dei pazienti con neoplasie in fase avanzata e richiede strategie analgesiche dedicate;
- La valutazione sistematica e quantitativa del dolore è il prerequisito indispensabile per un trattamento appropriato e personalizzato;
- Nei pazienti cognitivamente integri si utilizzano scale come la NRS (0-10) o la VAS, nei pazienti con demenza moderata la Scala delle Faccine di Wong-Baker;
- Per la demenza grave si ricorre alla scala PAINAD, che valuta respirazione, vocalizzazioni, espressione facciale, linguaggio corporeo e consolabilità ;
- Il dolore deve essere valutato anche con il movimento e con le attività quotidiane, perché è il dolore dinamico quello che più limita la funzione;
- Il trattamento segue la scala analgesica dell'OMS: paracetamolo come prima scelta per il dolore lieve-moderato e FANS topici per il dolore articolare localizzato;
- I FANS sistemici vanno usati con estrema cautela per i rischi gastrointestinali, renali e cardiovascolari, preferibilmente con protezione gastrica;
- Gli oppioidi vanno prescritti partendo da dosi basse e titolando lentamente, monitorando sedazione, costipazione, nausea e ritenzione urinaria;
- L'approccio multimodale che integra farmacoterapia, fisioterapia, TENS e infiltrazioni ottimizza il controllo del dolore minimizzando il carico farmacologico

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Giovanna Broccio il giorno:
martedì 2 giugno, 2026
La Dott.ssa Giovanna Broccio è un Medico Chirurgo specialista in Geriatria, cioè quella branca della Medicina che studia e cura le condizioni di salute della persona anziana.
La Dottoressa è perfezionata nella valutazione multidimensionale dell'anziano, nei disturbi di demenza senile ed iper-aggressività , nelle condizioni di delirium e decadimenti cognitivi, anche quelli in esordio.
Nel corso della sua costante ricerca scientifica volta la benessere del paziente anziano, soprattutto in condizioni particolari di fragilità e mancato supporto famigliare, la Dottoressa ha approfondito la normativa italiana che garantisce un decoroso supporto per le persone non auto-sufficienti oppure invalide civili, grazie alle prestazioni di assistenza sociale come ad esempio l'indennità d'accompagno e l'assegno d'invalidità .
Per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio, oltre che predersi cura davvero a 360° della persona anziana, può aiutarti anche ad iniziare il lungo iter per richiedere, qualora le condizioni psico-fisiche lo consentano, il riconoscimento dell'invalidità civile o del sostenamento economico dell'accompagno, non lasciandoti mai solo per tutta la durata del procedimento amministrativo o, nel caso, anche giudiziario.
Tutte le visite d'invalidità INPS che svolge la Dottoressa sono accompagnate, qualora ella lo ritenesse clinicamente fondato, nella compilazione e nell'invio del certificato medico introduttivo necessario per avviare formalmente la procedura per il riconoscimento dell'invalidità civile, della cecità , della sordità , della 104 e della disabilità .
La Dott.ssa Giovanna Broccio visita nel suo ambulatorio di Milano, presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95 (zona NoLo).









