
Una ferita alla gamba o al piede che non guarisce da settimane, che si allarga invece di ridursi, che produce essudato abbondante: le ulcere croniche richiedono un approccio terapeutico ben più sofisticato di una medicazione tradizionale.
La medicazione avanzata segue protocolli clinici precisi e richiede un team multiprofessionale.
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In questa pagina la Dott.ssa Giovanna Broccio, Medico Geriatra, spiega perché le ulcere croniche non guariscono spontaneamente, in cosa consiste la medicazione avanzata con il protocollo TIME e chi si occupa della loro gestione.
Cosa si intende per ulcera cronica e quali sono le principali tipologie?

Un'ulcera cronica è una lesione a tutto spessore della cute e dei tessuti sottostanti che non guarisce spontaneamente entro un periodo di quattro-sei settimane nonostante un trattamento appropriato, o che recidiva frequentemente dopo la guarigione.
Si stima che le ulcere croniche degli arti inferiori colpiscano l'1-2% della popolazione adulta generale e fino al 3-5% degli ultra 65 anni, con un impatto enorme sulla qualità di vita e costi molto elevati per il sistema sanitario.

Le principali tipologie di ulcera cronica nell'anziano sono quattro.
Le ulcere venose degli arti inferiori, che rappresentano il 60-70% di tutti i casi, si localizzano tipicamente nella regione mediale della gamba e si caratterizzano per un fondo superficiale con essudato moderato-abbondante e per cute perilesionale con segni di lipodermatosclerosi.
Le ulcere arteriose da arteriopatia periferica obliterante si localizzano alle estremità distali delle dita del piede o nelle zone di maggiore ischemia, hanno margini netti e taglienti, fondo pallido con scarso essudato e causano dolore intenso a riposo.
Le ulcere da pressione si localizzano sulle prominenze ossee nei soggetti con mobilità ridotta.
Le ulcere diabetiche del piede si localizzano nelle zone di iperpressione plantare, spesso in assenza di dolore per la neuropatia, e hanno un rischio elevato di infezione profonda e di amputazione.
Perché le ulcere croniche non guariscono e quali fattori ostacolano la riparazione tissutale?

La guarigione delle ulcere croniche è ostacolata da una complessa interazione di fattori locali e sistemici che bloccano il normale processo di riparazione tissutale nelle sue fasi di infiammazione, proliferazione e rimodellamento.
A livello locale, la presenza di biofilm batterico — una comunità polimicrobica organizzata in una matrice di polisaccaridi che la protegge dall'azione degli antibiotici e del sistema immunitario — è uno dei principali responsabili della cronicizzazione, in quanto mantiene un costante stato infiammatorio locale che impedisce l'avanzamento verso la fase proliferativa.

Il tessuto necrotico fornisce substrato nutritivo ai batteri e impedisce la migrazione delle cellule epiteliali.
L'eccesso di essudato diluisce i fattori di crescita e danneggia la cute perilesionale.
L'ischemia locale riduce la disponibilità di ossigeno e nutrienti indispensabili per la sintesi del collagene.
A livello sistemico, il diabete mellito altera la funzione dei macrofagi, dei fibroblasti e dei cheratinociti; la malnutrizione proteico-energetica priva l'organismo dei substrati necessari; i corticosteroidi inibiscono la risposta infiammatoria e la sintesi del collagene; l'insufficienza cardiaca e l'anemia riducono l'apporto di ossigeno ai tessuti periferici.
In cosa consiste la medicazione avanzata e come si sceglie il presidio appropriato?

La medicazione avanzata si basa sul principio della wound bed preparation — la preparazione del letto della ferita — che si articola nel protocollo TIME: rimozione del Tessuto non vitale (debridement), controllo dell'Infezione e dell'infiammazione, gestione dell'uMidità , stimolazione dei bordi della ferita verso l'Epitelizzazione.
Il debridement, cioè la rimozione del tessuto necrotico, del biofilm e delle croste fibrinose, può essere effettuato con metodi enzimatici, autolitici, meccanici o chirurgici, in funzione delle caratteristiche della lesione e del profilo clinico del paziente.

La scelta del presidio di medicazione avanzata si basa sulle caratteristiche del letto della ferita e sull'entità dell'essudato.
Le schiume di poliuretano assorbono gli essudati moderati-abbondanti mantenendo l'umidità ottimale; gli alginati sono indicati per le ulcere altamente essudanti; gli idrocolloidi creano un ambiente umido e lievemente acido favorendo l'autolisi del tessuto necrotico nelle lesioni con essudato ridotto; le medicazioni all'argento esercitano un'attività antibatterica ad ampio spettro inclusa l'attività contro il biofilm; il gel di collagene e le medicazioni a base di acido ialuronico stimolano la granulazione nelle lesioni pulite e scarsamente proliferative.
Il supporto nutrizionale intensivo con adeguata supplementazione proteica, di vitamina C e di zinco è parte integrante del trattamento di tutte le lesioni croniche.
Chi si occupa della gestione delle ulcere croniche?

La gestione delle ulcere croniche richiede un approccio multiprofessionale coordinato.
Il Medico di Medicina Generale, il Medico Geriatra o il Chirurgo Plastico stabiliscono la diagnosi eziologica e gestiscono la terapia sistemica: rivascolarizzazione chirurgica o endovascolare nelle ulcere arteriose, terapia compressiva nelle ulcere venose, ottimizzazione del controllo glicemico nel piede diabetico.

Il Chirurgo Vascolare, il Chirurgo Plastico o il Chirurgo Ortopedico intervengono per il debridement chirurgico delle lesioni con tessuto necrotico esteso, per gli innesti cutanei nelle ulcere con superficie ampia e per le procedure di rivascolarizzazione.
L'infermiere specializzato nella gestione delle ferite (il wound care nurse, figura sempre più riconosciuta nel sistema sanitario italiano) svolge un ruolo centrale nella gestione quotidiana delle medicazioni e nel monitoraggio dell'evoluzione della lesione.
Il dietista o il nutrizionista clinico pianifica la supplementazione nutrizionale essenziale per la riparazione tissutale.
Il fisioterapista contribuisce con la terapia compressiva pneumatica intermittente e con i programmi di riabilitazione motoria che migliorano la circolazione periferica e la ripresa della deambulazione.
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FAQ (domande frequenti)
Le principali tipologie nell'anziano sono quattro. Le ulcere venose, responsabili del 60-70% di tutti i casi, si localizzano tipicamente nella regione mediale della gamba con fondo superficiale ed essudato moderato-abbondante. Le ulcere arteriose da arteriopatia periferica hanno margini netti, fondo pallido, scarso essudato e causano dolore intenso a riposo.
Le ulcere da pressione si localizzano sulle prominenze ossee nei soggetti con mobilità ridotta. Le ulcere diabetiche del piede si localizzano nelle zone di iperpressione plantare, spesso in assenza di dolore per la neuropatia, con elevato rischio di infezione profonda e di amputazione.
Il tessuto necrotico fornisce substrato nutritivo ai batteri e impedisce la migrazione delle cellule epiteliali. L'eccesso di essudato diluisce i fattori di crescita e danneggia la cute perilesionale. L'ischemia locale riduce la disponibilità di ossigeno e nutrienti indispensabili per la sintesi del collagene.
A livello sistemico, il diabete mellito altera la funzione dei macrofagi e dei fibroblasti; la malnutrizione proteico-energetica priva l'organismo dei substrati necessari; i corticosteroidi inibiscono la risposta infiammatoria; l'insufficienza cardiaca e l'anemia riducono l'apporto di ossigeno ai tessuti periferici.
Il debridement — la rimozione del tessuto necrotico, del biofilm e delle croste fibrinose — può essere effettuato con metodi enzimatici, autolitici, meccanici o chirurgici, in funzione delle caratteristiche della lesione e del profilo clinico del paziente.
La scelta del presidio di medicazione avanzata si basa sulle caratteristiche del letto della ferita e sull'entità dell'essudato: ogni tipo di lesione richiede una medicazione specifica, e la scelta errata del presidio può rallentare significativamente la guarigione.
Gli idrocolloidi creano un ambiente umido e lievemente acido favorendo l'autolisi del tessuto necrotico nelle lesioni con essudato ridotto. Le medicazioni all'argento esercitano un'attività antibatterica ad ampio spettro inclusa l'attività contro il biofilm, e sono indicate in presenza di infezione locale o di colonizzazione critica.
Il gel di collagene e le medicazioni a base di acido ialuronico stimolano la granulazione nelle lesioni pulite e scarsamente proliferative. La scelta deve sempre essere effettuata da un professionista specializzato che valuti la lesione nella sua globalità e non si limiti al solo aspetto del letto di ferita.
Le proteine sono indispensabili per la sintesi del collagene e per la rigenerazione tissutale. La vitamina C è essenziale per la sintesi del collagene e per la resistenza capillare. Lo zinco è necessario per la proliferazione cellulare e per la risposta immunitaria locale.
Il supporto nutrizionale intensivo con adeguata supplementazione proteica, di vitamina C e di zinco è parte integrante del trattamento di tutte le lesioni croniche e deve essere pianificato sistematicamente, spesso con il supporto di un dietista o nutrizionista clinico, in parallelo con il trattamento locale.
Il Chirurgo Vascolare, il Chirurgo Plastico o il Chirurgo Ortopedico intervengono per il debridement chirurgico delle lesioni con tessuto necrotico esteso, per gli innesti cutanei e per le procedure di rivascolarizzazione. L'infermiere specializzato nella gestione delle ferite (wound care nurse) svolge un ruolo centrale nella gestione quotidiana delle medicazioni e nel monitoraggio dell'evoluzione.
Il fisioterapista contribuisce con la terapia compressiva pneumatica intermittente e con i programmi di riabilitazione motoria. Questo approccio multiprofessionale è la condizione necessaria per ottenere risultati efficaci nella gestione delle lesioni croniche complesse.
La medicazione avanzata locale è scelta in funzione delle caratteristiche del letto di ferita: l'obiettivo è mantenere un ambiente umido, controllare l'infezione e stimolare la granulazione. La detersione regolare con soluzione salina fisiologica e il debridement del tessuto fibrinoso sono parte integrante di ogni cambio di medicazione.
Il trattamento sistemico include la valutazione angiologica o chirurgica vascolare per le varici sottostanti e, nei casi indicati, interventi di correzione dell'insufficienza venosa. La continuità della terapia compressiva dopo la guarigione è fondamentale per prevenire la recidiva, che senza compressione è prossima al 100% a cinque anni.
I segni di infezione sistemica — febbre, aumento dei globuli bianchi, deterioramento generale — indicano una cellulite o una sepsi che richiedono antibioticoterapia sistemica e spesso il ricovero ospedaliero.
L'antibioticoterapia sistemica non è indicata per ogni ulcera che presenta batteri nel letto di ferita (colonizzazione, praticamente universale nelle lesioni croniche), ma solo in presenza di infezione clinicamente manifesta. L'uso indiscriminato di antibiotici favorisce la selezione di ceppi resistenti e non accelera la guarigione in assenza di infezione clinica.
Le medicazioni tradizionali (garze) richiedono cambi giornalieri o biquotidiani. Le medicazioni avanzate (schiume, alginati, idrocolloidi) sono progettate per rimanere in sede per tre-sette giorni, il che riduce il numero di cambii, protegge il tessuto di granulazione neoformato da trauma meccanico ripetuto e riduce il rischio di infezione da manipolazioni frequenti.
La frecquenza di cambio deve essere stabilita dal professionista che gestisce la lesione in funzione dell'entità dell'essudato — una medicazione satura deve essere cambiata prima del tempo prestabilito — e non deve essere modificata autonomamente dal paziente o dai familiari senza indicazione specifica.
Le ulcere venose di piccole dimensioni trattate correttamente con terapia compressiva e medicazione avanzata guariscono mediamente in dodici-ventiquattro settimane. Le ulcere arteriose richiedono in primo luogo la rivascolarizzazione: senza ripristino della perfusione arteriosa, la guarigione non è possibile indipendentemente dalla qualità della medicazione locale. Le ulcere diabetiche hanno tempi variabili in funzione del grado di neuropatia, dell'arteriopatia e del controllo glicemico.
Un'ulcera che non mostra segni di miglioramento dopo quattro settimane di trattamento appropriato deve essere rivalutata dallo specialista per escludere cause non riconosciute che impediscono la guarigione.
Per aiutarti nei tuoi diritti, sempre

Il percorso normativo che porta un paziente fragile e in stato di reale bisogno a vedersi riconosciuti i diritti dello stato sociale, come l'assegno di invalidità o l'indennità di accompagno, spesso spaventa, poiché è percepito come lungo, farraginoso, complicato, dispersivo.
In realtà , la normativa italiana, che va ricordato essere comunque una delle più avanzate del mondo in quanto a tutela delle persone con disabilità , è molto chiara e diretta, anche se ad occhio non esperto può apparire complessa e farraginosa.
Proprio per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio si è perfezionata nelle valutazioni cliniche per pazienti non autosufficienti o in condizione di reale bisogno assistenziale, dovuto a un handicap fisico o psichico, che hanno bisogno di concreto aiuto per iniziare il percorso che può portarli ad un sussidio assistenziale.

La Dottoressa potrà visitare te o uno dei tuoi cari e stabilire se vi siano davvero le condizioni per richiedere una prestazione assistenziale INPS, come l'assegno di invalidità o accompagno e, nel caso, provvedere all'invio telematico del certificato medico introduttivo, obbligatorio per iniziare la richiesta normativa.
Il certificato medico introduttivo è un documento clinico-amministrativo previsto dalla normativa italiana in materia di invalidità civile e disabilità : è il documento che il Medico curante (di Medicina generale o specialista, come la Dott.ssa Broccio) deve compilare e trasmettere telematicamente all'INPS prima che il paziente presenti la domanda di accertamento dell'invalidità civile, cecità , sordità , handicap (L. 104/92) e/o disabilità (D.Lgs. 62/2024).
Il certificato medico introduttivo apre il procedimento amministrativo: senza questo certificato il cittadino non può avviare la domanda online sul portale INPS, e pertanto il suo invio è necessario per avviare l'iter che può portare al riconoscimento dell'invalidità o dell'indennità d'accompagno.
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La Geriatria è la branca specialistica dedicata alla diagnosi, cura e riabilitazione del paziente anziano, con particolare attenzione alla complessità multidimensionale tipica di questa fascia d'età : polipatologia, politerapia, fragilità , decadimento cognitivo, rischio di perdita dell'autonomia.
I benefici preventivi della moderna Medicina Geriatrica sono la prevenzione secondaria delle complicanze di patologie croniche (scompenso cardiaco, BPCO, diabete, osteoporosi), la prevenzione delle cadute con programmi di esercizio fisico, la revisione farmacologica, la valutazione dell'ambiente domestico, le vaccinazioni raccomandate nell'anziano (influenza, pneumococco, herpes zoster, COVID-19) nonché il monitoraggio nutrizionale per prevenire la sarcopenia.
In sostanza, la Geriatria si pone come obiettivo ultimo non solo il prolungamento della vita, ma il perseguire uno stato di alto benessere, che deve durare il più possibile e che deve andare di pari passo con una qualità generale dell'esistenza apprezzabile, intervenendo prontamente sia nella prevenzione che nella cura dei problemi della terza età .

La Medicina Geriatrica però non è solo preventiva, ma comporta benefici funzionali e sulla qualità della vita del paziente.
Il mantenimento o recupero dell'autonomia nelle attività quotidiane (ADL/IADL), la riduzione del rischio di istituzionalizzazione precoce, il supporto al caregiver familiare con indicazioni pratiche e orientamento ai servizi, la pianificazione anticipata delle cure in paziente con patologie evolutive, la cura efficace delle maggiori condizioni di pericolo della persona anziana, che spesso presenta diverse comorbilità che rendono la sua gestione compito del Medico specialista ben preparato.
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- Un'ulcera cronica è una lesione a tutto spessore della cute che non guarisce spontaneamente entro quattro-sei settimane nonostante un trattamento appropriato;
- Le ulcere croniche degli arti inferiori colpiscono l'1-2% della popolazione adulta e fino al 3-5% degli ultra 65 anni, richiedendo un approccio specialistico;
- Le ulcere venose degli arti inferiori rappresentano il 60-70% dei casi e si localizzano tipicamente nella regione mediale della gamba;
- Le ulcere arteriose da arteriopatia periferica obliterante hanno margini netti, fondo pallido e si manifestano con dolore intenso a riposo;
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Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Giovanna Broccio il giorno:
martedì 2 giugno, 2026
La Dott.ssa Giovanna Broccio è un Medico Chirurgo specialista in Geriatria, cioè quella branca della Medicina che studia e cura le condizioni di salute della persona anziana.
La Dottoressa è perfezionata nella valutazione multidimensionale dell'anziano, nei disturbi di demenza senile ed iper-aggressività , nelle condizioni di delirium e decadimenti cognitivi, anche quelli in esordio.
Nel corso della sua costante ricerca scientifica volta la benessere del paziente anziano, soprattutto in condizioni particolari di fragilità e mancato supporto famigliare, la Dottoressa ha approfondito la normativa italiana che garantisce un decoroso supporto per le persone non auto-sufficienti oppure invalide civili, grazie alle prestazioni di assistenza sociale come ad esempio l'indennità d'accompagno e l'assegno d'invalidità .
Per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio, oltre che predersi cura davvero a 360° della persona anziana, può aiutarti anche ad iniziare il lungo iter per richiedere, qualora le condizioni psico-fisiche lo consentano, il riconoscimento dell'invalidità civile o del sostenamento economico dell'accompagno, non lasciandoti mai solo per tutta la durata del procedimento amministrativo o, nel caso, anche giudiziario.
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