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Le piaghe da decubito: prevenzione e trattamento

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A tua mamma, a tuo papà o ad altro tuo parente ormai allettato sono comparse strane ferite in qualche parte del corpo, ad esempio sui fianchi o sulla schiena, che non riescono a guarire?

Una lesione da pressione può comparire in pochi giorni in un paziente allettato e impiegare mesi a guarire.

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Eppure le piaghe da decubito sono nella grande maggioranza dei casi prevenibili, a condizione di conoscere i fattori di rischio e attivare per tempo le misure appropriate.

In questa pagina la Dott.ssa Giovanna Broccio, Medico Geriatra, spiega come si formano le lesioni da pressione, come vengono classificate secondo la scala NPIAP e quali sono le strategie di prevenzione e trattamento più efficaci.

Cosa sono le lesioni da pressione e come si formano?

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Le lesioni da pressione — comunemente chiamate piaghe da decubito, anche se il termine internazionale più corretto è Pressure Injury — sono lesioni localizzate della cute e dei tessuti molli sottostanti che si sviluppano in seguito a una pressione prolungata su un'area corporea, tipicamente in corrispondenza di una prominenza ossea, oppure come conseguenza di forze di taglio e attrito.

La fisiopatologia è relativamente diretta: la pressione esercitata dal peso corporeo sulla superficie di appoggio supera la pressione di perfusione capillare dei tessuti, normalmente circa 32 mmHg, determinando ischemia della cute, del tessuto sottocutaneo e, nelle forme più gravi, del muscolo sottostante.

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In assenza di ossigeno e nutrienti, le cellule vanno incontro a necrosi e il tessuto necrotico si ulcera.

Un aspetto importante e spesso sottovalutato è che il danno può iniziare dai tessuti profondi in prossimità dell'osso — dove la pressione è massima — e propagarsi verso l'esterno come un cono rovesciato, rendendo possibile la presenza di lesioni profonde gravi sotto una cute apparentemente integra.

Le zone più frequentemente colpite sono il sacro, i talloni, il trocantere maggiore, le tuberosità ischiatiche, i malleoli e l'occipite.

Chi è a rischio e come si valuta il rischio nella pratica clinica?

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Il rischio di sviluppare lesioni da pressione è determinato dall'interazione di fattori intrinseci propri del paziente e di fattori estrinseci legati all'ambiente e all'assistenza ricevuta.

I principali fattori di rischio intrinseci includono:

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  • La mobilità ridotta o assente, che impedisce i cambi spontanei di posizione che normalmente proteggono i tessuti;
  • La malnutrizione proteico-energetica, che riduce la robustezza dei tessuti e la capacità riparativa;
  • L'incontinenza urinaria e fecale, che macera e indebolisce la cute;
  • La riduzione della sensibilità cutanea da neuropatia diabetica o lesioni neurologiche;
  • La fragilità cutanea dell'anziano con riduzione dello strato dermico e del tessuto adiposo sottocutaneo;
  • Il deterioramento cognitivo, che riduce la capacità di collaborare ai cambi posturali;
  • La disidratazione.

Nella pratica clinica il rischio viene quantificato con scale validate come la Scala di Braden o la Scala di Norton, che combinano più fattori di rischio in un punteggio globale che guida l'intensità degli interventi preventivi da attivare e la frequenza dei cambi di posizione necessari.

Come si classificano le lesioni da pressione secondo la classificazione NPIAP?

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Il sistema di classificazione della National Pressure Injury Advisory Panel (NPIAP) distingue sei categorie.

Le lesioni di stadio 1 presentano eritema non sbiancabile su cute integra, con possibile modificazione della temperatura locale e della consistenza rispetto ai tessuti circostanti: la cute è intatta ma la sua integrità è a rischio.

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Le lesioni di stadio 2 mostrano una perdita di spessore parziale del derma, spesso con aspetto di flittena aperta o chiusa.

Le lesioni di stadio 3 presentano una perdita di spessore cutaneo totale con tessuto adiposo visibile ma senza esposizione di osso, tendine o muscolo; può essere presente slough giallastro o tessuto necrotico.

Le lesioni di stadio 4 mostrano la perdita di spessore totale dei tessuti con esposizione di osso, tendine o muscolo, con frequente presenza di slough e tessuto necrotico e possibile estensione nelle strutture muscolo-fasciali o nelle articolazioni.

A questi quattro stadi si aggiungono la lesione non stadiabile, con base coperta da escara o slough che non permettono la stadiazione, e la lesione dei tessuti profondi, caratterizzata da cute intatta di colore viola-bordeaux, espressione di un danno profondo ancora coperto dalla cute superficiale.

Come si trattano le lesioni da pressione e quanto è importante la prevenzione?

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Il trattamento delle lesioni da pressione già instaurate richiede innanzitutto la rimozione o almeno la riduzione della causa precipitante, ovvero la pressione: nessuna medicazione per quanto avanzata può essere efficace se la lesione continua a essere compressa.

Parallelamente, il trattamento locale si avvale di un approccio di wound bed preparation basato sul protocollo TIME: rimozione del Tessuto non vitale (debridement), controllo dell'Infezione e dell'infiammazione, gestione dell'uMidità, stimolazione dei bordi verso l'Epitelizzazione.

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La scelta della medicazione avanzata dipende dallo stadio della lesione, dalla quantità di essudato e dalla presenza di infezione: le schiume di poliuretano per lesioni con essudato moderato; gli alginati per lesioni altamente essudanti; le medicazioni all'argento per lesioni infette; il gel di collagene e le medicazioni a base di acido ialuronico per stimolare la granulazione.

Il supporto nutrizionale intensivo con adeguata supplementazione proteica, di vitamina C e di zinco è parte integrante del trattamento.

La prevenzione, che include mobilizzazione ogni due ore, superfici antidecubito a pressione alternata, cura dell'igiene e dell'idratazione cutanea, nutrizione adeguata, resta tuttavia nettamente superiore al trattamento sia in termini di efficacia che di costo umano e sanitario.

Pensi di essere idoneo per richiedere la condizione di invalidità? La Dott.ssa Giovanna Broccio può aiutarti

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La Dott.ssa Giovanna Broccio è un Medico Chirurgo, Specialista in Geriatria, che da anni si è perfezionata nel complesso sistema normativo italiano che regola le procedure per il riconoscimento della condizioni di invalidità e di accompagno.

La Dottoressa potrà dunque valutare la tua condizione con una visita medica specifica proprio preparatoria alla richiesta di invalidità, raccogliendo ed analizzando razionalmente tutta la tua documentazione medica e diagnostica, aiutandoti a preparare e ad inviare correttamente richiesta di invalidità all’INPS per mezzo del certificato medico introduttivo.

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Per aiutarti a stare meglio, anche in età avanzata

Non di meno, la Dott.ssa Giovanna Broccio potrà aiutarti e supportarti durante la visita medica della Commissione come consulente di parte, affinché tu possa vederti riconosciuto, ove effettivamente persista, il tuo giusto diritto civile e legale.

Affinché la terza età non sia una condanna, ma una stagione della vita da vivere al meglio, esattamente come tutte le altre.

FAQ (domande frequenti)

+ Cosa sono le lesioni da pressione (piaghe da decubito) e come si formano?
Le lesioni da pressione sono lesioni localizzate della cute e dei tessuti molli sottostanti che si sviluppano in seguito a una pressione prolungata su un'area corporea, tipicamente in corrispondenza di una prominenza ossea, oppure come conseguenza di forze di taglio e attrito.
La fisiopatologia è diretta: la pressione esercitata dal peso corporeo supera la pressione di perfusione capillare dei tessuti (circa 32 mmHg), determinando ischemia della cute, del tessuto sottocutaneo e, nelle forme più gravi, del muscolo. In assenza di ossigeno e nutrienti, le cellule vanno incontro a necrosi e il tessuto necrotico si ulcera.
Un aspetto importante è che il danno può iniziare dai tessuti profondi in prossimità dell'osso — dove la pressione è massima — e propagarsi verso l'esterno come un cono rovesciato, rendendo possibile la presenza di lesioni profonde gravi sotto una cute apparentemente integra. Le zone più frequentemente colpite sono il sacro, i talloni, il trocantere maggiore e le tuberosità ischiatiche.
+ Chi è a maggior rischio di sviluppare lesioni da pressione?
I principali fattori di rischio intrinseci includono: la mobilità ridotta o assente, che impedisce i cambi spontanei di posizione che normalmente proteggono i tessuti; la malnutrizione proteico-energetica, che riduce la robustezza dei tessuti e la capacità riparativa; l'incontinenza urinaria e fecale, che macera e indebolisce la cute.
Si aggiungono: la riduzione della sensibilità cutanea da neuropatia diabetica o lesioni neurologiche; la fragilità cutanea dell'anziano con riduzione dello strato dermico; il deterioramento cognitivo, che riduce la capacità di collaborare ai cambi posturali; la disidratazione.
Nella pratica clinica il rischio viene quantificato con scale validate come la Scala di Braden o la Scala di Norton, che guidano l'intensità degli interventi preventivi e la frequenza dei cambi di posizione necessari. Qualsiasi paziente con mobilità ridotta, indipendentemente dall'età, deve essere valutato con queste scale.
+ Come si classificano le lesioni da pressione secondo il sistema NPIAP?
Il sistema di classificazione della National Pressure Injury Advisory Panel (NPIAP) distingue sei categorie. Le lesioni di stadio 1 presentano eritema non sbiancabile su cute integra: la cute è intatta ma la sua integrità è a rischio e richiede intervento immediato.
Le lesioni di stadio 2 mostrano una perdita di spessore parziale del derma, spesso con aspetto di flittena aperta o chiusa. Le lesioni di stadio 3 presentano una perdita di spessore cutaneo totale con tessuto adiposo visibile. Le lesioni di stadio 4 mostrano la perdita di spessore totale dei tessuti con esposizione di osso, tendine o muscolo.
A questi quattro stadi si aggiungono la lesione non stadiabile — con base coperta da escara che non permette la stadiazione — e la lesione dei tessuti profondi, caratterizzata da cute intatta di colore viola-bordeaux, espressione di un danno profondo ancora coperto dalla cute superficiale. Identificare precocemente lo stadio 1 è fondamentale per prevenire la progressione verso gli stadi più gravi.
+ Come si trattano le lesioni da pressione?
Il trattamento richiede innanzitutto la rimozione o almeno la riduzione della causa precipitante, ovvero la pressione: nessuna medicazione per quanto avanzata può essere efficace se la lesione continua a essere compressa.
Il trattamento locale si avvale dell'approccio di wound bed preparation basato sul protocollo TIME: rimozione del Tessuto non vitale (debridement), controllo dell'Infezione e dell'infiammazione, gestione dell'uMidità, stimolazione dei bordi verso l'Epitelizzazione.
La scelta della medicazione avanzata dipende dallo stadio della lesione, dalla quantità di essudato e dalla presenza di infezione. Il supporto nutrizionale intensivo con adeguata supplementazione proteica, di vitamina C e di zinco è parte integrante del trattamento: una lesione da pressione non guarisce in un paziente malnutrito, indipendentemente dalla qualità della medicazione utilizzata.
+ Come si prevengono le lesioni da pressione?
La prevenzione è nettamente superiore al trattamento sia in termini di efficacia che di costo umano e sanitario. Le misure fondamentali includono: la mobilizzazione e il riposizionamento del paziente ogni due ore nelle 24 ore, anche di notte, per scaricare le zone a rischio; l'utilizzo di superfici antidecubito a pressione alternata (materassi o cuscini specifici) adeguati al livello di rischio.
Sono essenziali: la cura scrupolosa dell'igiene e dell'idratazione cutanea, con particolare attenzione alle zone macerate dall'incontinenza; la nutrizione adeguata con apporto proteico sufficiente; la correzione della disidratazione.
Nei pazienti a rischio elevato il personale assistenziale e i familiari devono essere formati specificamente sulla tecnica corretta del riposizionamento, sull'ispezione quotidiana delle zone a rischio e sul riconoscimento precoce delle lesioni in stadio 1, quando l'intervento è ancora efficace per prevenire la progressione.
+ Con quale frequenza deve essere riposizionato un paziente allettato per prevenire le piaghe da decubito?
Le linee guida internazionali raccomandano il riposizionamento ogni due ore nelle 24 ore per i pazienti con mobilità ridotta o assente e ad alto rischio di lesioni da pressione, sia di notte che di giorno.
Il riposizionamento deve essere effettuato in modo corretto, evitando di trascinare il paziente sul letto (che genera forze di attrito dannose per la cute) e utilizzando ausili come i cuscini di posizionamento per mantenere la postura corretta e scaricare le prominenze ossee.
Nei pazienti su materassi antidecubito a pressione alternata attivi di alta specificità, la frequenza del riposizionamento manuale può essere ridotta a ogni quattro ore: tuttavia, questa possibilità deve essere valutata caso per caso dal personale infermieristico sulla base della valutazione del rischio individuale, non applicata automaticamente a tutti i pazienti.
+ Quali zone del corpo sono più a rischio di lesioni da pressione?
Le zone più frequentemente colpite variano in base alla posizione del paziente. Nel paziente allettato in posizione supina, le zone a maggior rischio sono il sacro (la causa più frequente), i talloni e l'occipite.
Nel paziente allettato in decubito laterale sono a rischio il trocantere maggiore, i malleoli, il ginocchio (condilo femorale) e la spalla. Nel paziente seduto su sedia a rotelle sono a rischio le tuberosità ischiatiche, il sacro-coccige e i talloni quando i piedi non sono adeguatamente supportati.
Per i pazienti portatori di presidi medici — maschere per ventilazione, collari cervicali, dispositivi urinari, sondino nasogastrico — esiste un rischio specifico di lesioni da pressione correlate ai dispositivi nelle zone di contatto, che richiede un'ispezione periodica frequente e un corretto posizionamento dei presidi.
+ La nutrizione influenza il rischio e la guarigione delle lesioni da pressione?
Sì, in modo molto significativo. La malnutrizione è uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di lesioni da pressione e, una volta che la lesione si è sviluppata, è il principale ostacolo alla sua guarigione.
Le proteine sono indispensabili per la sintesi di collagene e per la rigenerazione tissutale: un apporto proteico inadeguato rallenta drammaticamente la guarigione e favorisce le infezioni. La vitamina C è necessaria per la sintesi del collagene e per la resistenza capillare; lo zinco è essenziale per la proliferazione cellulare e la risposta immunitaria locale.
Nei pazienti con lesioni da pressione attive o ad alto rischio, la valutazione nutrizionale e l'eventuale supplementazione proteica con integratori ad alto contenuto proteico sono parte integrante del piano terapeutico, non un complemento accessorio. In alcuni casi, nei pazienti con malnutrizione grave, può essere necessaria la nutrizione enterale per via sondino nasogastrico.
+ Quando una lesione da pressione richiede una valutazione medica urgente?
Una valutazione medica urgente è necessaria in presenza di: segni di infezione locale della lesione — eritema perilesionale progressivo, essudato purulento o maleodorante, aumento del dolore locale, febbre o alterazione dello stato generale — che possono indicare una cellulite, un'infezione profonda dei tessuti o una sepsi.
Richiede valutazione urgente anche: un rapido peggioramento del grado della lesione in pochi giorni; la comparsa di zone di necrosi (tessuto nero, duro o cartaceo) che indicano una lesione di stadio avanzato; lesioni in pazienti diabetici o immunocompromessi, dove le infezioni evolvono rapidamente e spesso in modo silenzioso.
Più in generale, qualsiasi lesione da pressione che non mostri segni di miglioramento dopo due settimane di trattamento adeguato deve essere rivalutata dallo specialista (Chirurgo o Dermatologo) per escludere infezioni non trattate, osteomielite sottostante o la necessità di un debridement chirurgico.
+ Le lesioni da pressione sono sempre prevenibili?
Nella grande maggioranza dei casi sì, a condizione di identificare precocemente i pazienti a rischio e attivare le misure preventive appropriate. Le lesioni da pressione sono considerate nella letteratura internazionale come eventi quasi sempre prevenibili, tanto che in molti sistemi sanitari sono classificate come eventi avversi evitabili.
Esistono tuttavia situazioni cliniche eccezionali — pazienti in stato terminale, con grave insufficienza circolatoria periferica o con sepsi grave — in cui le lesioni da pressione possono svilupparsi nonostante tutte le misure preventive siano state correttamente attuate: in questi casi si parla di lesioni da pressione inevitabili.
L'obiettivo è ridurre al minimo queste situazioni attraverso la valutazione sistematica del rischio, la formazione del personale assistenziale e dei familiari, e la disponibilità delle risorse necessarie (materassi antidecubito, prodotti per la cura della cute, supporto nutrizionale) per tutti i pazienti che ne hanno necessità.

Per aiutarti nei tuoi diritti, sempre

Medico Geriatra esperto nell'accompagno ed invalidità INPS

Il percorso normativo che porta un paziente fragile e in stato di reale bisogno a vedersi riconosciuti i diritti dello stato sociale, come l'assegno di invalidità o l'indennità di accompagno, spesso spaventa, poiché è percepito come lungo, farraginoso, complicato, dispersivo.

In realtà, la normativa italiana, che va ricordato essere comunque una delle più avanzate del mondo in quanto a tutela delle persone con disabilità, è molto chiara e diretta, anche se ad occhio non esperto può apparire complessa e farraginosa.

Proprio per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio si è perfezionata nelle valutazioni cliniche per pazienti non autosufficienti o in condizione di reale bisogno assistenziale, dovuto a un handicap fisico o psichico, che hanno bisogno di concreto aiuto per iniziare il percorso che può portarli ad un sussidio assistenziale.

Certificato medico introduttivo per la richiesta accompagno ed invalidità INPS

La Dottoressa potrà visitare te o uno dei tuoi cari e stabilire se vi siano davvero le condizioni per richiedere una prestazione assistenziale INPS, come l'assegno di invalidità o accompagno e, nel caso, provvedere all'invio telematico del certificato medico introduttivo, obbligatorio per iniziare la richiesta normativa.

Il certificato medico introduttivo è un documento clinico-amministrativo previsto dalla normativa italiana in materia di invalidità civile e disabilità: è il documento che il Medico curante (di Medicina generale o specialista, come la Dott.ssa Broccio) deve compilare e trasmettere telematicamente all'INPS prima che il paziente presenti la domanda di accertamento dell'invalidità civile, cecità, sordità, handicap (L. 104/92) e/o disabilità (D.Lgs. 62/2024).

Il certificato medico introduttivo apre il procedimento amministrativo: senza questo certificato il cittadino non può avviare la domanda online sul portale INPS, e pertanto il suo invio è necessario per avviare l'iter che può portare al riconoscimento dell'invalidità o dell'indennità d'accompagno.

Per tutti i tuoi problemi in età avanzata, una Dottoressa amica

Il Medico Geriatra a Milano per i pazienti anziani

La Geriatria è la branca specialistica dedicata alla diagnosi, cura e riabilitazione del paziente anziano, con particolare attenzione alla complessità multidimensionale tipica di questa fascia d'età: polipatologia, politerapia, fragilità, decadimento cognitivo, rischio di perdita dell'autonomia.

I benefici preventivi della moderna Medicina Geriatrica sono la prevenzione secondaria delle complicanze di patologie croniche (scompenso cardiaco, BPCO, diabete, osteoporosi), la prevenzione delle cadute con programmi di esercizio fisico, la revisione farmacologica, la valutazione dell'ambiente domestico, le vaccinazioni raccomandate nell'anziano (influenza, pneumococco, herpes zoster, COVID-19) nonché il monitoraggio nutrizionale per prevenire la sarcopenia.

In sostanza, la Geriatria si pone come obiettivo ultimo non solo il prolungamento della vita, ma il perseguire uno stato di alto benessere, che deve durare il più possibile e che deve andare di pari passo con una qualità generale dell'esistenza apprezzabile, intervenendo prontamente sia nella prevenzione che nella cura dei problemi della terza età.

Per tutte le problematiche dei pazienti nella terza età

La Medicina Geriatrica però non è solo preventiva, ma comporta benefici funzionali e sulla qualità della vita del paziente.

Il mantenimento o recupero dell'autonomia nelle attività quotidiane (ADL/IADL), la riduzione del rischio di istituzionalizzazione precoce, il supporto al caregiver familiare con indicazioni pratiche e orientamento ai servizi, la pianificazione anticipata delle cure in paziente con patologie evolutive, la cura efficace delle maggiori condizioni di pericolo della persona anziana, che spesso presenta diverse comorbilità che rendono la sua gestione compito del Medico specialista ben preparato.

Per tutte queste attività, puoi sempre contare sull'aiuto della Dott.ssa Giovanna Broccio: non ti lascerà mai solo, te o il tuo familiare bisognoso di cure e di supporto.

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La Dott.ssa Giovanna Broccio è qui per aiutarti, o aiutare un tuo caro che ha bisogno di cure, supporto, terapie specifiche o anche aiuto per iniziare una pratica di accompagno ed invalidità INPS.

Qualsiasi sia il problema legato alla terza età, la Dottoressa può intervenire, dandoti un aiuto concreto e specialistico, anche se sei un caregiver e se ti prendi cura giornalmente del tuo parente anziano ed ormai non auto-sufficiente.

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Lo Studio Medico Salus Mea della Dott.ssa Giovanna Broccio si trova a Milano, in Via Padova, 95 (quartiere NoLo, Nord di Loreto).

La Dottoressa eroga, nel suo ambulatorio, sia visite di Medicina Geriatrica che visite atte a stabilire l'idoneità alla richiesta di invalidità o accompagno INPS.

La visita geriatrica di invalidità o accompagno INPS viene correlata, ove la Dottoressa lo ritene opportuno, dall'invio telematico all'INPS del certificato medico introduttivo, documento obbligatorio per avviare l'iter di richiesta invalidità o accompagno.

lo Studio Medico Salus Mea della Dott.ssa Giovanna Broccio si trova proprio nel cuore di NoLo, il quartiere a nord di Piazzale Loreto facilmente raggiungibile sia con mezzi di superficie (linea 56, fermata Via Padova-Via Esterle) che con la linea metropolitana MM1 (Linea Rossa) fermata Pasteur (circa 300 metri a piedi) o MM2 (Linea Verde) fermata Cimiano (circa 500 metri a piedi).

se vuoi raggiungerci in autovettura, ricorda che lo studio è fuori dalla Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi non ti servirà il pass per entrare, ma la tua vettura deve comunque rispettare gli obblighi ecologici dell'Area B (qui maggiori informazioni sul sito del Comune di Milano).

se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale e prendere la linea MM2 (Linea Verde), direzione Gessate-Cologno Nord, fino alla fermata Loreto per poi prendere la linea 56 e scendere a Via Padova-Via Esterle (circa 10 minuti di viaggio totale metro-bus).

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  • Le lesioni da pressione, comunemente chiamate piaghe da decubito, sono lesioni della cute e dei tessuti molli da pressione prolungata;
  • Il termine internazionale corretto è Pressure Injury e si sviluppano tipicamente in corrispondenza di una prominenza ossea;
  • La pressione supera la pressione di perfusione capillare (circa 32 mmHg) determinando ischemia dei tessuti;
  • In assenza di ossigeno e nutrienti le cellule vanno incontro a necrosi e il tessuto si ulcera;
  • Il danno può iniziare dai tessuti profondi e propagarsi verso l'esterno, con lesioni gravi sotto una cute apparentemente integra;
  • Le zone più colpite sono il sacro, i talloni, il trocantere maggiore, le tuberosità ischiatiche, i malleoli e l'occipite;
  • I principali fattori di rischio intrinseci sono mobilità ridotta, malnutrizione, incontinenza, ridotta sensibilità e fragilità cutanea;
  • Il rischio viene quantificato con scale validate come la Scala di Braden o la Scala di Norton;
  • La classificazione NPIAP distingue sei categorie: dallo stadio 1 (eritema non sbiancabile) allo stadio 4 (esposizione di osso o muscolo);
  • Esistono inoltre la lesione non stadiabile con base coperta da escara e la lesione dei tessuti profondi sotto cute integra;
  • Il trattamento richiede innanzitutto la rimozione della pressione: nessuna medicazione è efficace se la lesione resta compressa;
  • Il protocollo TIME guida la wound bed preparation: rimozione del Tessuto non vitale, controllo dell'Infezione, gestione dell'uMidità, stimolazione dell'Epitelizzazione;
  • Le medicazioni avanzate si scelgono in base all'essudato: schiume di poliuretano, alginati, medicazioni all'argento per le lesioni infette;
  • Il supporto nutrizionale intensivo con proteine, vitamina C e zinco è parte integrante del trattamento;
  • La prevenzione con mobilizzazione ogni due ore, superfici antidecubito, igiene e nutrizione adeguate è nettamente superiore al trattamento
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Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Giovanna Broccio il giorno:

martedì 2 giugno, 2026

La Dott.ssa Giovanna Broccio è un Medico Chirurgo specialista in Geriatria, cioè quella branca della Medicina che studia e cura le condizioni di salute della persona anziana.

La Dottoressa è perfezionata nella valutazione multidimensionale dell'anziano, nei disturbi di demenza senile ed iper-aggressività, nelle condizioni di delirium e decadimenti cognitivi, anche quelli in esordio.

Nel corso della sua costante ricerca scientifica volta la benessere del paziente anziano, soprattutto in condizioni particolari di fragilità e mancato supporto famigliare, la Dottoressa ha approfondito la normativa italiana che garantisce un decoroso supporto per le persone non auto-sufficienti oppure invalide civili, grazie alle prestazioni di assistenza sociale come ad esempio l'indennità d'accompagno e l'assegno d'invalidità.

Per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio, oltre che predersi cura davvero a 360° della persona anziana, può aiutarti anche ad iniziare il lungo iter per richiedere, qualora le condizioni psico-fisiche lo consentano, il riconoscimento dell'invalidità civile o del sostenamento economico dell'accompagno, non lasciandoti mai solo per tutta la durata del procedimento amministrativo o, nel caso, anche giudiziario.

Tutte le visite d'invalidità INPS che svolge la Dottoressa sono accompagnate, qualora ella lo ritenesse clinicamente fondato, nella compilazione e nell'invio del certificato medico introduttivo necessario per avviare formalmente la procedura per il riconoscimento dell'invalidità civile, della cecità, della sordità, della 104 e della disabilità.

La Dott.ssa Giovanna Broccio visita nel suo ambulatorio di Milano, presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95 (zona NoLo).

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‟Professionale, empatica, umana... Non si può chiedere di più!"
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