
Tuo padre, tua madre o qualche altro tuo parente o conoscente sta cominciado a manifestare insolti e preoccupanti segni di perdita di memoria, che prima non aveva mai manifestato?
Fatica a ricordare conversazioni recenti, ripete le stesse domande, fa sempre più affidamento su promemoria per compiti che prima svolgeva senza difficoltà ?
Questi potrebbero essere i primi segnali di un decadimento cognitivo all'esordio, una condizione che — se riconosciuta tempestivamente — consente interventi diagnostici e terapeutici molto più efficaci.
In questa pagina la Dott.ssa Giovanna Broccio, Medico Geriatra, spiega come riconoscere precocemente i segnali del deterioramento cognitivo, quando è necessaria una valutazione specialistica e qual è il percorso diagnostico corretto.
Che cos'è il deterioramento cognitivo lieve e come si distingue dal normale invecchiamento?

Il deterioramento cognitivo lieve, noto in letteratura con l'acronimo MCI (Mild Cognitive Impairment), è uno stato clinico che occupa una posizione intermedia nel continuum che va dal normale invecchiamento cognitivo alla demenza conclamata.
Un soggetto con MCI presenta deficit misurabili con test neuropsicologici standardizzati in uno o più domini cognitivi — memoria episodica, attenzione, funzioni esecutive, linguaggio, abilità visuospaziali — che vanno oltre quanto atteso per l'età anagrafica e il livello di istruzione del soggetto, ma che non determinano ancora una compromissione significativa delle attività strumentali della vita quotidiana, a differenza di quanto avviene nella demenza conclamata.

La distinzione tra normale invecchiamento cognitivo e MCI non è sempre semplice e richiede una valutazione neuropsicologica formale effettuata da un Medico Geriatra o da un Medico Neurologo.
La prevalenza dell'MCI nella popolazione ultra sessantacinquenne si stima intorno al 15-20%, e circa il 10-15% dei soggetti con MCI di tipo amnestico converte ogni anno verso una demenza conclamata, il più delle volte la malattia di Alzheimer.
Quali sono i segnali precoci di un deterioramento cognitivo in atto?

I segnali precoci di deterioramento cognitivo possono essere estremamente sottili nelle fasi iniziali e vengono spesso minimizzati o razionalizzati sia dal paziente che dai familiari.
I campanelli d'allarme più significativi per un MCI amnestico includono: la difficoltà persistente e progressiva a ricordare conversazioni, appuntamenti o eventi recenti pur conservando la memoria per eventi più lontani nel tempo; la ripetizione frequente delle stesse domande o degli stessi racconti nell'arco di una stessa conversazione o nella stessa giornata; la difficoltà nel ritrovare oggetti di uso quotidiano riposti in luoghi insoliti; la tendenza crescente a fare affidamento su note, promemoria o sull'aiuto dei familiari per compiti che in precedenza non richiedevano questi supporti.

Per le forme non amnestiche di MCI i segnali possono riguardare la sfera esecutiva — difficoltà nella pianificazione, nel ragionamento astratto, nella gestione di compiti complessi — o il linguaggio, con aumentata difficoltà nel trovare le parole e impoverimento progressivo del vocabolario.
Quando è necessaria una valutazione specialistica?

Ogni qualvolta il Medico di Medicina Generale, i familiari o lo stesso paziente osservino cambiamenti cognitivi persistenti per almeno sei mesi e non attribuibili a cause acute transitorie — come un'infezione, un episodio di delirium, un effetto farmacologico o un disturbo dell'umore — è indicata una valutazione neuropsicologica formale.
La precocità della diagnosi ha un'importanza clinica fondamentale per almeno tre ragioni.

In primo luogo, alcune forme di deterioramento cognitivo hanno cause potenzialmente reversibili — ipotiroidismo, deficit di vitamina B12 o di acido folico, idrocefalo normoteso, effetti avversi di farmaci — che una diagnosi tempestiva permette di identificare e correggere prima che il danno neurologico diventi irreversibile.
In secondo luogo, identificare precocemente un MCI consente di monitorare l'evoluzione e di pianificare il futuro con il paziente finché è ancora pienamente capace di esprimere le proprie volontà , inclusa la compilazione delle Disposizioni Anticipate di Trattamento.
In terzo luogo, la diagnosi precoce apre l'accesso ai nuovi trattamenti biologici che richiedono l'intervento nelle fasi più precoci della malattia.
Qual è l'iter diagnostico per il deterioramento cognitivo?

L'iter diagnostico per il deterioramento cognitivo si articola in più fasi di approfondimento progressivo.
Il primo livello è quello del Medico di Medicina Generale, che effettua una valutazione clinica iniziale con un breve test di screening cognitivo come il Mini-Cog o il MMSE, un'anamnesi attenta e una revisione della terapia farmacologica in atto, richiedendo gli esami di laboratorio di primo livello: emocromo, glicemia, funzionalità tiroidea con TSH, vitamina B12, acido folico, elettroliti, funzionalità renale ed epatica.

Il secondo livello è quello specialistico geriatrico o neurologico, con la valutazione neuropsicologica estesa attraverso una batteria di test standardizzati che esplora tutti i domini cognitivi in modo analitico, e con la neuroimaging cerebrale mediante RMN con studio specifico delle strutture ippocampali e delle lesioni vascolari.
Il terzo livello, riservato ai casi dubbi o alle forme atipiche, comprende l'analisi del liquido cerebrospinale per i biomarcatori dell'Alzheimer e tecniche di neuroimaging avanzate come la PET amiloide o la PET al FDG, effettuate nei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) della rete nazionale.
Pensi di essere idoneo per richiedere la condizione di invalidità ? La Dott.ssa Giovanna Broccio può aiutarti
Il tuo Medico Geriatra a Milano
La Dott.ssa Giovanna Broccio è un Medico Chirurgo, Specialista in Geriatria, che da anni si è perfezionata nel complesso sistema normativo italiano che regola le procedure per il riconoscimento della condizioni di invalidità e di accompagno.
La Dottoressa potrà dunque valutare la tua condizione con una visita medica specifica proprio preparatoria alla richiesta di invalidità , raccogliendo ed analizzando razionalmente tutta la tua documentazione medica e diagnostica, aiutandoti a preparare e ad inviare correttamente richiesta di invalidità all’INPS per mezzo del certificato medico introduttivo.
Per aiutarti a stare meglio, anche in età avanzata
Non di meno, la Dott.ssa Giovanna Broccio potrà aiutarti e supportarti durante la visita medica della Commissione come consulente di parte, affinché tu possa vederti riconosciuto, ove effettivamente persista, il tuo giusto diritto civile e legale.
Affinché la terza età non sia una condanna, ma una stagione della vita da vivere al meglio, esattamente come tutte le altre.
FAQ (domande frequenti)
Un soggetto con MCI presenta deficit misurabili con test neuropsicologici standardizzati in uno o più domini cognitivi — memoria episodica, attenzione, funzioni esecutive, linguaggio, abilità visuospaziali — che vanno oltre quanto atteso per l'età anagrafica, ma che non determinano ancora una compromissione significativa delle attività strumentali della vita quotidiana.
La distinzione tra normale invecchiamento cognitivo e MCI non è sempre semplice e richiede una valutazione neuropsicologica formale effettuata da un Medico Geriatra o da un Medico Neurologo. La prevalenza dell'MCI nella popolazione ultra sessantacinquenne si stima intorno al 15-20%.
Anche la difficoltà nel ritrovare oggetti di uso quotidiano riposti in luoghi insoliti e la tendenza crescente a fare affidamento su note, promemoria o sull'aiuto dei familiari per compiti che in precedenza non richiedevano questi supporti sono segnali rilevanti.
Per le forme non amnestiche di MCI i segnali possono riguardare la sfera esecutiva — difficoltà nella pianificazione e nella gestione di compiti complessi — o il linguaggio, con aumentata difficoltà nel trovare le parole e impoverimento progressivo del vocabolario.
In primo luogo, alcune forme di deterioramento cognitivo hanno cause potenzialmente reversibili — ipotiroidismo, deficit di vitamina B12 o di acido folico, idrocefalo normoteso, effetti avversi di farmaci — che una diagnosi tempestiva permette di identificare e correggere prima che il danno neurologico diventi irreversibile.
In secondo luogo, identificare precocemente un MCI consente di monitorare l'evoluzione e di pianificare il futuro con il paziente finché è ancora pienamente capace di esprimere le proprie volontà , inclusa la compilazione delle Disposizioni Anticipate di Trattamento. In terzo luogo, la diagnosi precoce apre l'accesso ai nuovi trattamenti biologici che richiedono l'intervento nelle fasi più precoci della malattia.
Non è opportuno attendere che i problemi diventino evidenti o invalidanti: nella malattia di Alzheimer, la finestra temporale in cui gli interventi terapeutici sono più efficaci e le possibilità di pianificazione del futuro con il paziente sono ancora pienamente disponibili è proprio quella delle fasi precoci.
Segnalare al Medico di Medicina Generale i cambiamenti osservati — anche quando sembrano piccoli — è un atto di cura concreto che può fare una differenza sostanziale nella precocità della diagnosi e nell'accesso alle cure.
Il secondo livello è quello specialistico geriatrico o neurologico, con la valutazione neuropsicologica estesa attraverso una batteria di test standardizzati che esplora tutti i domini cognitivi, e con la neuroimaging cerebrale mediante RMN con studio specifico delle strutture ippocampali e delle lesioni vascolari.
Il terzo livello, riservato ai casi dubbi o alle forme atipiche, comprende l'analisi del liquido cerebrospinale per i biomarcatori dell'Alzheimer e tecniche di neuroimaging avanzate come la PET amiloide, effettuate nei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD).
Non tutti i pazienti con MCI sviluppano però una demenza: una quota significativa rimane stabile nel tempo o addirittura mostra un miglioramento delle funzioni cognitive, soprattutto quando vengono identificate e corrette cause reversibili sottostanti.
Il monitoraggio periodico attraverso valutazioni neuropsicologiche seriate è fondamentale per seguire l'evoluzione nel tempo, modificare tempestivamente il piano di cura e identificare il momento in cui eventuali nuovi trattamenti biologici disponibili possono essere introdotti con maggiore efficacia.
Le principali cause reversibili includono: l'ipotiroidismo, che causa rallentamento cognitivo e depressione; il deficit di vitamina B12 e di acido folico, frequenti nell'anziano e causa di deterioramento cognitivo e neurologico; l'idrocefalo normoteso, caratterizzato dalla triade di deterioramento cognitivo, alterazione della deambulazione e incontinenza urinaria; gli effetti avversi di alcuni farmaci come le benzodiazepine, gli anticolinergici e alcuni antipsicotici; i disturbi del sonno come l'apnea ostruttiva notturna grave.
La ricerca sistematica di queste cause è parte integrante dell'iter diagnostico del deterioramento cognitivo a qualsiasi età .
La distinzione tra depressione con sintomi cognitivi e demenza vera è clinicamente rilevante perché le implicazioni terapeutiche sono completamente diverse: i sintomi cognitivi della depressione tendono a migliorare con il trattamento antidepressivo adeguato.
Una valutazione geriatrica completa che includa la valutazione della sfera affettiva con scale standardizzate come la Geriatric Depression Scale è indispensabile per non confondere le due condizioni e per garantire il trattamento più appropriato.
I principali farmaci da considerare includono: le benzodiazepine (ansiolitici e ipnotici), che riducono la memoria e la capacità di concentrazione; gli anticolinergici (alcuni antistaminici, farmaci per la vescica iperattiva, alcuni antidepressivi triciclici); alcuni antipertensivi come i beta-bloccanti centrali; i corticosteroidi a lungo termine; e alcuni anticonvulsivanti.
Una revisione completa di tutti i farmaci assunti è pertanto un passaggio obbligatorio nell'iter diagnostico del deterioramento cognitivo: eliminare o sostituire i farmaci che contribuiscono al deficit cognitivo può portare a miglioramenti significativi delle funzioni cognitive.
Durante la valutazione geriatrica o neurologica, la testimonianza di un familiare che conosce bene il paziente e ha osservato la sua evoluzione cognitiva nel tempo è fondamentale per costruire un'anamnesi accurata.
Segnalare precocemente al Medico di Medicina Generale i cambiamenti osservati — anche quando sembrano piccoli e si teme di essere eccessivamente allarmisti — è un atto di cura concreto verso il proprio familiare che può fare una differenza sostanziale nella precocità della diagnosi e nell'accesso alle cure appropriate.
Per aiutarti nei tuoi diritti, sempre

Il percorso normativo che porta un paziente fragile e in stato di reale bisogno a vedersi riconosciuti i diritti dello stato sociale, come l'assegno di invalidità o l'indennità di accompagno, spesso spaventa, poiché è percepito come lungo, farraginoso, complicato, dispersivo.
In realtà , la normativa italiana, che va ricordato essere comunque una delle più avanzate del mondo in quanto a tutela delle persone con disabilità , è molto chiara e diretta, anche se ad occhio non esperto può apparire complessa e farraginosa.
Proprio per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio si è perfezionata nelle valutazioni cliniche per pazienti non autosufficienti o in condizione di reale bisogno assistenziale, dovuto a un handicap fisico o psichico, che hanno bisogno di concreto aiuto per iniziare il percorso che può portarli ad un sussidio assistenziale.

La Dottoressa potrà visitare te o uno dei tuoi cari e stabilire se vi siano davvero le condizioni per richiedere una prestazione assistenziale INPS, come l'assegno di invalidità o accompagno e, nel caso, provvedere all'invio telematico del certificato medico introduttivo, obbligatorio per iniziare la richiesta normativa.
Il certificato medico introduttivo è un documento clinico-amministrativo previsto dalla normativa italiana in materia di invalidità civile e disabilità : è il documento che il Medico curante (di Medicina generale o specialista, come la Dott.ssa Broccio) deve compilare e trasmettere telematicamente all'INPS prima che il paziente presenti la domanda di accertamento dell'invalidità civile, cecità , sordità , handicap (L. 104/92) e/o disabilità (D.Lgs. 62/2024).
Il certificato medico introduttivo apre il procedimento amministrativo: senza questo certificato il cittadino non può avviare la domanda online sul portale INPS, e pertanto il suo invio è necessario per avviare l'iter che può portare al riconoscimento dell'invalidità o dell'indennità d'accompagno.
Per tutti i tuoi problemi in età avanzata, una Dottoressa amica

La Geriatria è la branca specialistica dedicata alla diagnosi, cura e riabilitazione del paziente anziano, con particolare attenzione alla complessità multidimensionale tipica di questa fascia d'età : polipatologia, politerapia, fragilità , decadimento cognitivo, rischio di perdita dell'autonomia.
I benefici preventivi della moderna Medicina Geriatrica sono la prevenzione secondaria delle complicanze di patologie croniche (scompenso cardiaco, BPCO, diabete, osteoporosi), la prevenzione delle cadute con programmi di esercizio fisico, la revisione farmacologica, la valutazione dell'ambiente domestico, le vaccinazioni raccomandate nell'anziano (influenza, pneumococco, herpes zoster, COVID-19) nonché il monitoraggio nutrizionale per prevenire la sarcopenia.
In sostanza, la Geriatria si pone come obiettivo ultimo non solo il prolungamento della vita, ma il perseguire uno stato di alto benessere, che deve durare il più possibile e che deve andare di pari passo con una qualità generale dell'esistenza apprezzabile, intervenendo prontamente sia nella prevenzione che nella cura dei problemi della terza età .

La Medicina Geriatrica però non è solo preventiva, ma comporta benefici funzionali e sulla qualità della vita del paziente.
Il mantenimento o recupero dell'autonomia nelle attività quotidiane (ADL/IADL), la riduzione del rischio di istituzionalizzazione precoce, il supporto al caregiver familiare con indicazioni pratiche e orientamento ai servizi, la pianificazione anticipata delle cure in paziente con patologie evolutive, la cura efficace delle maggiori condizioni di pericolo della persona anziana, che spesso presenta diverse comorbilità che rendono la sua gestione compito del Medico specialista ben preparato.
Per tutte queste attività , puoi sempre contare sull'aiuto della Dott.ssa Giovanna Broccio: non ti lascerà mai solo, te o il tuo familiare bisognoso di cure e di supporto.
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La Dott.ssa Giovanna Broccio è qui per aiutarti, o aiutare un tuo caro che ha bisogno di cure, supporto, terapie specifiche o anche aiuto per iniziare una pratica di accompagno ed invalidità INPS.
Qualsiasi sia il problema legato alla terza età , la Dottoressa può intervenire, dandoti un aiuto concreto e specialistico, anche se sei un caregiver e se ti prendi cura giornalmente del tuo parente anziano ed ormai non auto-sufficiente.
per aiutarti a vivere al meglio la terza età , e per garantire il tuo giusto diritto al welfare e all'assistenza sociale
Lo Studio Medico Salus Mea della Dott.ssa Giovanna Broccio si trova a Milano, in Via Padova, 95 (quartiere NoLo, Nord di Loreto).
La Dottoressa eroga, nel suo ambulatorio, sia visite di Medicina Geriatrica che visite atte a stabilire l'idoneità alla richiesta di invalidità o accompagno INPS.
La visita geriatrica di invalidità o accompagno INPS viene correlata, ove la Dottoressa lo ritene opportuno, dall'invio telematico all'INPS del certificato medico introduttivo, documento obbligatorio per avviare l'iter di richiesta invalidità o accompagno.
lo Studio Medico Salus Mea della Dott.ssa Giovanna Broccio si trova proprio nel cuore di NoLo, il quartiere a nord di Piazzale Loreto facilmente raggiungibile sia con mezzi di superficie (linea 56, fermata Via Padova-Via Esterle) che con la linea metropolitana MM1 (Linea Rossa) fermata Pasteur (circa 300 metri a piedi) o MM2 (Linea Verde) fermata Cimiano (circa 500 metri a piedi).
se vuoi raggiungerci in autovettura, ricorda che lo studio è fuori dalla Zona a Traffico Limitato di Milano (Area C), quindi non ti servirà il pass per entrare, ma la tua vettura deve comunque rispettare gli obblighi ecologici dell'Area B (qui maggiori informazioni sul sito del Comune di Milano).
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- A differenza della demenza, l'MCI non determina ancora una compromissione significativa delle attività strumentali della vita quotidiana;
- La prevalenza nella popolazione ultra sessantacinquenne si stima intorno al 15-20%;
- Circa il 10-15% dei soggetti con MCI amnestico converte ogni anno verso una demenza conclamata, più spesso la malattia di Alzheimer;
- I campanelli d'allarme per l'MCI amnestico includono la difficoltà a ricordare conversazioni o eventi recenti pur conservando la memoria remota;
- Va osservata la ripetizione frequente delle stesse domande nell'arco di una stessa conversazione o giornata;
- Anche la difficoltà a ritrovare oggetti riposti in luoghi insoliti e la crescente dipendenza da promemoria sono segnali rilevanti;
- Per le forme non amnestiche i segnali riguardano la sfera esecutiva o il linguaggio, con difficoltà nel trovare le parole;
- Una valutazione neuropsicologica formale è indicata quando i cambiamenti persistono per almeno sei mesi;
- Alcune forme hanno cause potenzialmente reversibili: ipotiroidismo, deficit di vitamina B12, idrocefalo normoteso, effetti avversi di farmaci;
- Una diagnosi precoce permette di pianificare il futuro con il paziente e di compilare le Disposizioni Anticipate di Trattamento;
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Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Giovanna Broccio il giorno:
martedì 2 giugno, 2026
La Dott.ssa Giovanna Broccio è un Medico Chirurgo specialista in Geriatria, cioè quella branca della Medicina che studia e cura le condizioni di salute della persona anziana.
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Nel corso della sua costante ricerca scientifica volta la benessere del paziente anziano, soprattutto in condizioni particolari di fragilità e mancato supporto famigliare, la Dottoressa ha approfondito la normativa italiana che garantisce un decoroso supporto per le persone non auto-sufficienti oppure invalide civili, grazie alle prestazioni di assistenza sociale come ad esempio l'indennità d'accompagno e l'assegno d'invalidità .
Per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio, oltre che predersi cura davvero a 360° della persona anziana, può aiutarti anche ad iniziare il lungo iter per richiedere, qualora le condizioni psico-fisiche lo consentano, il riconoscimento dell'invalidità civile o del sostenamento economico dell'accompagno, non lasciandoti mai solo per tutta la durata del procedimento amministrativo o, nel caso, anche giudiziario.
Tutte le visite d'invalidità INPS che svolge la Dottoressa sono accompagnate, qualora ella lo ritenesse clinicamente fondato, nella compilazione e nell'invio del certificato medico introduttivo necessario per avviare formalmente la procedura per il riconoscimento dell'invalidità civile, della cecità , della sordità , della 104 e della disabilità .
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