
Unghie del piede giallastre, ispessite, che si sgretolano al bordo libero: l'onicomicosi colpisce oltre il 30% degli anziani ed è spesso liquidata come un problema estetico.
In realtà , se non diagnosticata e trattata correttamente, può causare dolore alla deambulazione, favorire infezioni batteriche gravi e, nel paziente diabetico, aumentare significativamente il rischio di ulcere croniche del piede.
Assieme all'onicocriptosi, cioè la cosiddetta 'unghia incarnita', l'onicomicosi è statisticamente la patologia che maggiormente affligge le unghie del piede, e spesso, per incuria dell'igiene personale o carenza di professionisti adeguati, può provocare gravi alterazioni alla matrice ungueale delle dita, che a loro volta possono causare complicanze più o meno importanti nel paziente anziano, specie se fragile o delicato.
In questa pagina la Dott.ssa Giovanna Broccio, Medico Geriatra, spiega cos'è l'onicomicosi, come si diagnostica correttamente e quali opzioni terapeutiche sono disponibili.
Cos'è l'onicomicosi, quanto è diffusa e perché colpisce prevalentemente gli anziani?

L'onicomicosi, o micosi delle unghie, è un'infezione fungina della lamina unguale e del letto ungueale (a volte, anche della matrice ungueale) che rappresenta la patologia ungueale più frequente nella popolazione generale, con una prevalenza che aumenta progressivamente con l'età .
Mentre nella popolazione adulta sotto i 40 anni la prevalenza di onicomicosi è stimata intorno al 5%, essa raggiunge il 15-20% nella fascia 40-60 anni e supera il 30-40% negli ultra sessantacinquenni.

Questa distribuzione per età riflette l'accumulo con l'invecchiamento di tutti i fattori predisponenti all'infezione fungina:
- La riduzione della circolazione periferica che riduce le difese immunitarie locali;
- Il rallentamento della crescita ungueale nell'anziano, che fa sì che l'unghia rimanga più a lungo in contatto con i funghi prima di essere rinnovata;
- La maggiore fragilità della lamina ungueale che facilita la penetrazione dei dermatofiti; la tendenza alla macerazione degli spazi interdigitali;
- Una diffusa minore cura ed attenzione all'igiene personale, tipica di molti anziani, spesso soli o con problemi di auto-sufficienza
I principali agenti eziologici sono i funghi dermatofiti Trichophyton rubrum, responsabile di circa il 70% dei casi, e Trichophyton mentagrophytes, seguiti dai lieviti del genere Candida (più frequenti nelle unghie delle mani) e dalle muffe non dermatofite come Scytalidium e Fusarium, più rare ma spesso più difficili da trattare con gli antifungini standard, e che richiedono quasi sempre cura meccanica per mezzo della pedicure sanitaria.
Come si riconosce l'onicomicosi e come si distingue da altre patologie ungueali?

L'onicomicosi si manifesta con una caratteristica triade di modificazioni ungueali:
- L'ispessimento progressivo della lamina ungueale: l'unghia appare progressivamente sempre più 'spessa', sempre più irta,
- La modificazione del colore verso tonalità giallastre, brune o biancastre, sovente anche scure o verdastre;
- La fragilità con tendenza alla sbriciolatura del bordo libero dell'unghia che, negli episodi di omicomicosi presente da lungo periodo, può portare anche al distacco della lamina (onicolisi)
Il punto di ingresso del fungo è tipicamente il bordo libero distale dell'unghia o i solchi laterali, e l'infezione tende a progredire lentamente verso la matrice prossimale nel corso di mesi o anni, sebbene non manchino anche casi di omicomicosi prossimale.

La forma clinica più comune è comunque la onicomicosi subungueale distale e laterale (DLSO), seguita dalla forma superficiale bianca (SWO) in cui il fungo si sviluppa sulla superficie dorsale della lamina, e dalla forma subungueale prossimale (PSO), come detto più rara e spesso associata a deficit immunitari.
La diagnosi clinica, pur orientativa, deve essere confermata dall'esame micologico diretto e dalla coltura su terreni specifici per funghi: è stato dimostrato che in circa il 30-50% dei casi di sospetta onicomicosi clinica l'esame micologico risulta negativo, indicando un'altra causa di alterazione ungueale (psoriasi ungueale, trauma, distrofie congenite) per la quale un trattamento antifungino sarebbe inefficace e inappropriato.
Sebbene l'onicomicosi possa affliggere qualsiasi unghia degli arti, sia superiori che inferiori, oltre il 90% delle infezioni note si manifesta alle unghie del piede (in particolar modo l'alluce), per motivi legati alla sudorazione, all'ambiente umido e chiuso dove il piede solitamente risiede (le scarpe, spesso non traspiranti), per fattori di vascolarizzazione e di ossigenazione (inferiore nelle dita del piede) e, non di meno, per una certa incuria, di molti pazienti, alla doverosa igiene quotidiana.
Perché è importante trattare l'onicomicosi nell'anziano?

Oltre all'aspetto estetico, l'onicomicosi non trattata può avere conseguenze clinicamente rilevanti nell'anziano.
Le unghie ispessite e deformate causano dolore alla deambulazione con ripercussioni sul rischio di cadute: il fungo può diffondersi ad altre unghie, alla cute dei piedi con la tinea pedis e potenzialmente, seppur più raramente, a soggetti conviventi.

Nel paziente diabetico o immunocompromesso, l'onicomicosi aumenta significativamente il rischio di infezioni batteriche secondarie e di ulcere croniche del piede, ed è un pericolo serio anche per pazienti linfatici, cioè affetti da linfedema (primitivo o secondario), con la nota immunodepressione localizzata alla zona del corpo affetta da stasi linfatica.
La desquamazione interdigitale da tinea pedis associata all'onicomicosi può creare ragadi cutanee che rappresentano porte di ingresso per gli streptococchi causa a loro volta di erisipela e cellulite, patologie che negli anziani con insufficienza venosa o linfatica possono avere un decorso particolarmente grave e recidivante.
Infine, la progressione dell'onicomicosi alle unghie delle mani può creare difficoltà nella presa, nell'igiene e nella gestione quotidiana degli oggetti, con un impatto diretto sull'autonomia del paziente anziano.
Quali sono le opzioni terapeutiche disponibili e come si sceglie il trattamento più adeguato?

La terapia dell'onicomicosi segue la diagnosi clinica, eventualmente accompagnata dalla conferma microbiologica.
Le opzioni terapeutiche si articolano principalmente in tre categorie, spesso utilizzate in combinazione tra di loro, sotto controllo podologico o, in alcuni casi, medico.

La terapia topica con lacche antimicotiche, che solitamente consiste nella somministrazione di amorolfina al 5% una-due volte alla settimana, ciclopirox all'8% quotidianamente per le prime settimane poi a scalare, è indicata nelle forme lievi-moderate con coinvolgimento della lamina distale e con risparmio della lunula e della matrice.
i cicli di trattamento sono lunghi fino a 12 mesi per le unghie dei piedi e richiedono costanza, e il paziente deve essere avvertito che, comunque, la terapia di ablazione meccanica del tessuto infetto per mezzo della pedicure sanitaria deve comunque essere eseguita periodicamente.
La terapia sistemica orale con terbinafina, 250 mg al giorno per 12-16 settimane, è la scelta di prima linea per le forme moderate-severe o con interessamento della matrice, con percentuali di guarigione micologica del 70-80% nei trial clinici ma anch'essa deve essere spesso accompagnata dalla rimozione del tessuto infetto per mezzo della pedicure sanitaria.
Il fluconazolo settimanale e l'itraconazolo in schema intermittente sono alternative per i casi di intolleranza o controindicazione alla terbinafina.
Nell'anziano con polifarmacoterapia le interazioni farmacologiche degli antifungini sistemici, in particolare attraverso l'inibizione del citocromo CYP450,devono essere attentamente valutate prima di avviare il trattamento, per evitare interazioni pericolose con anticoagulanti, statine e altri farmaci a finestra terapeutica stretta.
In questi casi, comunque, la terapia di ablazione meccanica, se ben eseguita e con periodici controlli e sedute di mantenimento (nonché regolare igiene quotidiana), si rivela necessaria e sufficiente per curare efficacemente la micosi.
Oltre alle terapie farmacologiche, topiche o sistemiche, nella maggior parte dei casi è imprescindibile eseguire la cura meccanica dell'onicomicosi, mediante opportuna asportazione del tessuto della lamina ungueale (e del letto ungueale, sovente) per mezzo della pedicure sanitaria.
Va ricordato, difatti, che le cure farmacologiche antimicotiche, seppur con evidenza clinica, risultano scarsamente risolutive ed efficaci nel penetrare nei tessuti infetti della lamina, ormai malati e non recuperabili, che devono dunque essere necessariamente asportati.
Durante la pedicure sanitaria, l'operatore professionista, solitamente un Podologo o un infermiere con esperienza nelle affezioni del piede, provvede, mediante apposite lame o frese, alla rimozione indolore della lamina ormai infetta, e alla bonifica progressiva del letto ungueale e dei tessuti del derma, mediante la disinfezione e i lavaggi antisettici e antibiotici.
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FAQ (domande frequenti)
Questa distribuzione riflette l'accumulo con l'invecchiamento di tutti i fattori predisponenti: la riduzione della circolazione periferica che riduce le difese immunitarie locali; il rallentamento della crescita ungueale che fa sì che l'unghia rimanga più a lungo in contatto con i funghi prima di essere rinnovata; la maggiore fragilità della lamina ungueale che facilita la penetrazione dei dermatofiti; la tendenza alla macerazione degli spazi interdigitali.
I principali agenti eziologici sono i funghi dermatofiti Trichophyton rubrum, responsabile di circa il 70% dei casi, e Trichophyton mentagrophytes, seguiti dai lieviti del genere Candida e dalle muffe non dermatofite come Scytalidium e Fusarium.
Il punto di ingresso del fungo è tipicamente il bordo libero distale o i solchi laterali, e l'infezione tende a progredire lentamente verso la matrice prossimale nel corso di mesi o anni. La forma clinica più comune è l'onicomicosi subungueale distale e laterale (DLSO).
La diagnosi clinica, pur orientativa, deve essere confermata dall'esame micologico diretto e dalla coltura su terreni specifici: è dimostrato che in circa il 30-50% dei casi di sospetta onicomicosi clinica l'esame micologico risulta negativo, indicando un'altra causa di alterazione ungueale — psoriasi ungueale, trauma, distrofie congenite — per la quale un trattamento antifungino sarebbe inefficace e inappropriato.
Nel paziente diabetico o immunocompromesso, l'onicomicosi aumenta significativamente il rischio di infezioni batteriche secondarie e di ulcere croniche del piede. La desquamazione interdigitale da tinea pedis associata all'onicomicosi crea ragadi cutanee che rappresentano porte di ingresso per gli streptococchi causa di erisipela e cellulite — patologie che negli anziani con insufficienza venosa o linfatica possono avere un decorso particolarmente grave e recidivante.
La progressione alle unghie delle mani può inoltre creare difficoltà nella presa e nella gestione quotidiana degli oggetti, con un impatto diretto sull'autonomia del paziente anziano.
La terapia sistemica orale con terbinafina è la scelta di prima linea per le forme moderate-severe o con interessamento della matrice, con percentuali di guarigione micologica del 70-80% nei trial clinici.
Tutte le terapie farmacologiche, comunque, sia sistemiche che topiche, raramente possono prescindere dall'asportazione del tessuto infetto della lamina e dalla bonifica del letto ungueale, effettuata per mezzo della pedicure sanitaria.
I farmaci possono essere utili, ma spesso sono solo adiuvanti alla corretta rimozione del tessuto infetto della lamina ungueale, effettuato per mezzo della pedicure sanitaria.
Il trattamento della tinea pedis associata, se presente, è fondamentale per eliminare il serbatoio di reinfezione più comune: la tinea pedis non trattata è la principale causa di recidiva dell'onicomicosi dopo un ciclo di trattamento efficace.
La disinfezione regolare delle calzature con spray antimicotici specifici e la sostituzione periodica delle scarpe più vecchie e contaminate riducono significativamente il rischio di reinfezione. Nei pazienti ad alto rischio di recidiva, il Dermatologo può valutare l'opportunità di una terapia topica di mantenimento a lungo termine.
Le unghie dei piedi crescono in media circa 1,5 mm al mese, ma la velocità di ricrescita è personale ed unica per ogni soggetto: una guarigione clinica completa richiede quindi 12-18 mesi, anche quando la terapia è efficace e la guarigione micologica (assenza del fungo agli esami di laboratorio) è stata ottenuta già dopo il ciclo di terapia.
Per questo è fondamentale completare il ciclo terapeutico nella sua interezza anche quando l'unghia non sembra migliorare visibilmente, evitare di interrompere il trattamento dopo poche settimane credendo che non funzioni, ed effettuare il controllo medico o podologico, con le regolari sedute di pedicure sanitaria, per verificare la guarigione prima di dichiarare il trattamento concluso.
La trasmissione più comune avviene attraverso superfici umide condivise — pavimenti di bagni, docce, spogliatoi, piscine — dove i dermatofiti possono sopravvivere per mesi. La trasmissione indiretta attraverso calze, asciugamani o calzature condivisi è possibile ma meno frequente.
Le misure protettive per il convivente di una persona con onicomicosi includono: non condividere calze, asciugamani o calzature; indossare ciabatte nelle aree umide condivise dell'abitazione; trattare tempestivamente qualsiasi lesione interdigitale sospetta; effettuare un controllo dermatologico se compaiono le prime modificazioni ungueali sospette. Il trattamento del paziente con onicomicosi riduce il rischio di trasmissione ai conviventi.
La conferma microbiologica si ottiene con l'esame micologico diretto, che identifica la presenza di elementi fungini nella lamina ungueale in poche giorni, e con la coltura su terreni specifici, che identifica il tipo di fungo e orienta la scelta del farmaco più appropriato, ma richiede 4-6 settimane per la risposta.
Il prelievo per l'esame micologico deve essere effettuato correttamente, raccogliendo il materiale ungueale dalla zona più prossimale dell'unghia colpita (il confine tra tessuto sano e infetto) e non dal bordo libero distale, dove i funghi potrebbero non essere più vitali.
Il Podologo effettua la diagnosi differenziale tra onicomicosi e le altre cause di alterazione ungueale che possono simularla (psoriasi ungueale, traumi, distrofie), richiede l'esame micologico e prescrive il trattamento più appropriato in funzione del tipo di fungo identificato, della gravità dell'infezione e del profilo farmacologico del paziente.
Il Podologo può affiancare il trattamento medico eseguendo la riduzione meccanica dello spessore ungueale e rimuovendo il materiale ungueale infetto, il che migliora la penetrazione delle lacche antimicotiche topiche e riduce il carico fungino. Questa collaborazione tra professionisti sanitari è il modello più efficace per la gestione dell'onicomicosi nell'anziano.
Per aiutarti nei tuoi diritti, sempre

Il percorso normativo che porta un paziente fragile e in stato di reale bisogno a vedersi riconosciuti i diritti dello stato sociale, come l'assegno di invalidità o l'indennità di accompagno, spesso spaventa, poiché è percepito come lungo, farraginoso, complicato, dispersivo.
In realtà , la normativa italiana, che va ricordato essere comunque una delle più avanzate del mondo in quanto a tutela delle persone con disabilità , è molto chiara e diretta, anche se ad occhio non esperto può apparire complessa e farraginosa.
Proprio per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio si è perfezionata nelle valutazioni cliniche per pazienti non autosufficienti o in condizione di reale bisogno assistenziale, dovuto a un handicap fisico o psichico, che hanno bisogno di concreto aiuto per iniziare il percorso che può portarli ad un sussidio assistenziale.

La Dottoressa potrà visitare te o uno dei tuoi cari e stabilire se vi siano davvero le condizioni per richiedere una prestazione assistenziale INPS, come l'assegno di invalidità o accompagno e, nel caso, provvedere all'invio telematico del certificato medico introduttivo, obbligatorio per iniziare la richiesta normativa.
Il certificato medico introduttivo è un documento clinico-amministrativo previsto dalla normativa italiana in materia di invalidità civile e disabilità : è il documento che il Medico curante (di Medicina generale o specialista, come la Dott.ssa Broccio) deve compilare e trasmettere telematicamente all'INPS prima che il paziente presenti la domanda di accertamento dell'invalidità civile, cecità , sordità , handicap (L. 104/92) e/o disabilità (D.Lgs. 62/2024).
Il certificato medico introduttivo apre il procedimento amministrativo: senza questo certificato il cittadino non può avviare la domanda online sul portale INPS, e pertanto il suo invio è necessario per avviare l'iter che può portare al riconoscimento dell'invalidità o dell'indennità d'accompagno.
Per tutti i tuoi problemi in età avanzata, una Dottoressa amica

La Geriatria è la branca specialistica dedicata alla diagnosi, cura e riabilitazione del paziente anziano, con particolare attenzione alla complessità multidimensionale tipica di questa fascia d'età : polipatologia, politerapia, fragilità , decadimento cognitivo, rischio di perdita dell'autonomia.
I benefici preventivi della moderna Medicina Geriatrica sono la prevenzione secondaria delle complicanze di patologie croniche (scompenso cardiaco, BPCO, diabete, osteoporosi), la prevenzione delle cadute con programmi di esercizio fisico, la revisione farmacologica, la valutazione dell'ambiente domestico, le vaccinazioni raccomandate nell'anziano (influenza, pneumococco, herpes zoster, COVID-19) nonché il monitoraggio nutrizionale per prevenire la sarcopenia.
In sostanza, la Geriatria si pone come obiettivo ultimo non solo il prolungamento della vita, ma il perseguire uno stato di alto benessere, che deve durare il più possibile e che deve andare di pari passo con una qualità generale dell'esistenza apprezzabile, intervenendo prontamente sia nella prevenzione che nella cura dei problemi della terza età .

La Medicina Geriatrica però non è solo preventiva, ma comporta benefici funzionali e sulla qualità della vita del paziente.
Il mantenimento o recupero dell'autonomia nelle attività quotidiane (ADL/IADL), la riduzione del rischio di istituzionalizzazione precoce, il supporto al caregiver familiare con indicazioni pratiche e orientamento ai servizi, la pianificazione anticipata delle cure in paziente con patologie evolutive, la cura efficace delle maggiori condizioni di pericolo della persona anziana, che spesso presenta diverse comorbilità che rendono la sua gestione compito del Medico specialista ben preparato.
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- L'onicomicosi è un'infezione fungina delle unghie ed è la patologia ungueale più frequente nella popolazione generale;
- La prevalenza aumenta con l'età : dal 5% sotto i 40 anni al 15-20% tra 40-60 anni, fino a superare il 30-40% negli ultra sessantacinquenni;
- I principali agenti eziologici sono i funghi dermatofiti Trichophyton rubrum (70% dei casi) e Trichophyton mentagrophytes, seguiti da lieviti Candida e muffe;
- Si manifesta con una caratteristica triade: ispessimento progressivo della lamina, modificazione del colore e fragilità con sbriciolatura del bordo libero;
- La forma clinica più comune è la onicomicosi subungueale distale e laterale (DLSO), seguita dalla forma superficiale bianca e dalla forma subungueale prossimale;
- La diagnosi clinica deve essere confermata dall'esame micologico diretto e dalla coltura, perché nel 30-50% dei casi sospetti il risultato è negativo;
- Un trattamento antifungino senza conferma microbiologica rischia di essere inefficace e inappropriato, mascherando altre patologie come psoriasi ungueale o distrofie;
- Le unghie ispessite causano dolore alla deambulazione con ripercussioni sul rischio di cadute, un aspetto particolarmente delicato nell'anziano;
- Nel paziente diabetico o immunocompromesso, l'onicomicosi aumenta significativamente il rischio di infezioni batteriche secondarie e di ulcere croniche del piede;
- Le ragadi cutanee da tinea pedis associata possono diventare porte d'ingresso per streptococchi causa di erisipela e cellulite;
- La terapia topica con lacche antimicotiche (amorolfina, ciclopirox) è indicata nelle forme lievi-moderate con risparmio della matrice, richiede cicli fino a 12 mesi;
- La terapia sistemica orale con terbinafina è la prima scelta per forme moderate-severe, con percentuali di guarigione micologica del 70-80%;
- Fluconazolo settimanale e itraconazolo in schema intermittente sono alternative per casi di intolleranza o controindicazione alla terbinafina;
- Nell'anziano in polifarmacoterapia, le interazioni farmacologiche degli antifungini sistemici (via citocromo CYP450) vanno valutate con attenzione;
- le terapie farmacologiche per l'onicomicosi, sia topiche che sistemiche, devono comunque essere accompagnate dall'opportuna pedicure sanitaria, necessaria per provvedere all'ablazione del tessuto ungueale infetto e non recuperabile;
- Con una diagnosi accurata e un trattamento personalizzato sul profilo clinico del paziente, l'onicomicosi è una condizione che può essere gestita con buoni risultati, portando ad una sua completa risoluzione (seppur in tempi solitamente lunghi)

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dalla dott.ssa Giovanna Broccio il giorno:
martedì 2 giugno, 2026
La Dott.ssa Giovanna Broccio è un Medico Chirurgo specialista in Geriatria, cioè quella branca della Medicina che studia e cura le condizioni di salute della persona anziana.
La Dottoressa è perfezionata nella valutazione multidimensionale dell'anziano, nei disturbi di demenza senile ed iper-aggressività , nelle condizioni di delirium e decadimenti cognitivi, anche quelli in esordio.
Nel corso della sua costante ricerca scientifica volta la benessere del paziente anziano, soprattutto in condizioni particolari di fragilità e mancato supporto famigliare, la Dottoressa ha approfondito la normativa italiana che garantisce un decoroso supporto per le persone non auto-sufficienti oppure invalide civili, grazie alle prestazioni di assistenza sociale come ad esempio l'indennità d'accompagno e l'assegno d'invalidità .
Per questo, la Dott.ssa Giovanna Broccio, oltre che predersi cura davvero a 360° della persona anziana, può aiutarti anche ad iniziare il lungo iter per richiedere, qualora le condizioni psico-fisiche lo consentano, il riconoscimento dell'invalidità civile o del sostenamento economico dell'accompagno, non lasciandoti mai solo per tutta la durata del procedimento amministrativo o, nel caso, anche giudiziario.
Tutte le visite d'invalidità INPS che svolge la Dottoressa sono accompagnate, qualora ella lo ritenesse clinicamente fondato, nella compilazione e nell'invio del certificato medico introduttivo necessario per avviare formalmente la procedura per il riconoscimento dell'invalidità civile, della cecità , della sordità , della 104 e della disabilità .
La Dott.ssa Giovanna Broccio visita nel suo ambulatorio di Milano, presso lo Studio Medico Salus Mea, in Via Padova 95 (zona NoLo).









